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“Inettitudine del Cda della Fondazione Città di Senigallia e disinteresse di Comune e Regione”

Mangialardi: "non si era mai visto un Consiglio di amministrazione lasciare dopo soli 6 mesi"

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La casa protetta della Fondazione Città di Senigallia

“Demolire è sempre più facile che costruire, aizzare il conflitto, incitare l’odio contro le istituzioni, sgretolare la coesione sociale, magari lucrandoci sopra, è sempre più facile che governare e gestire la cosa pubblica.

Sono regole auree che le dimissioni del consiglio d’amministrazione della Fondazione Città di Senigalliaconfermano ancora una volta, dimostrando come gli arruffapopoli abbiano vita dura quando si tratta di fare i conti con la realtà amministrativa quotidiana. Mai si era visto, e credo mai si vedrà in futuro, un Cda dimettersi nel breve volgere di sei mesi dalla sua nomina perché incapace di svolgere la funzione a esso assegnata, abdicando a quel senso di responsabilità che sempre dovrebbe distinguere chi accetta l’onere e l’onore di assumere la guida di un ente pubblico”.

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi commenta il terremoto politico-amministrativo avvenuto alla Fondazione Città di Senigallia.

“Tuttavia – aggiunge Mangialardi – per quanto so bene che il presidente dimissionario smentirà con forza, ho trovato tutto sommato onesto il suo j’accuse rivolto alle amministrazioni del sindaco Olivetti e del governatore Acquaroli, al quale peraltro aveva offerto il proprio sostegno candidandosi, ahi lui con scarsi risultati, in una lista civica a suo supporto. Il grido di dolore dell’avvocato di ogni sorta di comitato nato a Senigallianegli ultimi dieci anni fa capire chiaramente la sua profonda delusione per l’essere stato lasciato da solo di fronte a questioni probabilmente più grandi di lui, ma che comunque necessitavano di una collaborazione ben più attiva da parte di Comune e Regione. Una collaborazione che, invece, è clamorosamente mancata”.

“Del resto – spiega il consigliere dem – il fatto che presidente e consiglieri dimissionari sostengano che pur potendo continuare nel loro impegno, hanno preferito lanciare un messaggio per chiedere il sostegno di istituzioni pubbliche e private, non solo conferma l’inettitudine del Cda e il disinteresse di Comune e Regione, ma anche che la Fondazione non è assolutamente prossima al dissesto economico. Il punto è che la stessa, come ogni altro ente gestore di servizi di assistenza, deve affrontare specifici problemi, peraltro oggettivamente complicati da questo ultimo anno e mezzo di emergenza sanitaria causata dal Covid-19, che per essere risolti richiedono capacità, competenza e un quotidiano impegno da chi è chiamato a dirigerla”.

“In questo senso – conclude Mangialardi – spicca clamorosamente la differenza tra la gestione durante gli anni della presidenza di Michelangelo Guzzonato, in cui la Fondazione non solo ha mantenuto un alto livello di eccellenza nei servizi di assistenza, ma è anche diventa motore di crescita sociale e culturale per l’intera comunità, e quella di chi, in pochi mesi, palesando tutta la sua inadeguatezza, è scappato alla prima difficoltà. Spero davvero che questa vicenda sia di lezione a tutti, affinché, come correttamente chiesto dal gruppo consiliare comunale del Partito Democratico, si apra un confronto vero per ripartire subito e dare quelle risposte che gli ospiti e le loro famiglie, i dipendenti e le imprese che collaborano con la Fondazione, nonché l’intera città, si attendono”.

Da

Staff Maurizio Mangialardi

Commenti
Ci sono 2 commenti
un povero tra i poveri (di politica) 2021-09-02 16:01:21
"IL SOLITO MANGIALARDI" POLITICAMENTE PARLANDO.

""Io sono io e gli altri non capiscono niente era il suo motto"". Facile dire che gli altri non capiscono niente perchè non fanno quello che ha fatto lui nei modi in cui li ha fatti lui. Facile dire che gli altri non trovano i soldi per andare avanti quando lui ha speso e sperperato tutto quello che c'era e magari lasciando macigni come mutui intrapresi che non lasciano scampo a quelli che poi verranno e che non potranno intraprendere alcuna strada di gestione. Facile dare degli incapaci (politicamente parlando) a dei professionisti legislativi ed economici che compongono il nuovo cda dimissionario che forse con questa loro presa di posizione vogliono far capire che è anche peggio di quello che dicono senza altro aggiungere sulla passata gestione. Politicamente parlando si può dire tutto e il contrario di tutto ma i conti economici sono conti e facendo i conti della serva non si possono spendere soldi di fondi richiesti e mai arrivati.
""La colpa è sempre degli altri"":
mik76
mik76 2021-09-02 21:07:49
dice un proverbio toscano: “Chi ha la coda di paglia ha sempre paura che gli pigli fuoco”.
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