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“Ha senso fare allenamento individuale a calcio al tempo del Covid19?”

Intervista al Responsabile Tecnico della Scuola Calcio dell’ASD Senigallia Calcio Massimiliano Frulla

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Frulla Massimiliano

Oggi incontriamo il Responsabile Tecnico della Scuola Calcio dell’AESSE Senigallia Frulla Massimiliano; il quale da oltre 25 anni segue a vari livelli il calcio giovanile e da ormai un decennio ricopre il ruolo di Responsabile dell’attività di Base ed agonistica del Senigallia Calcio, al quale abbiamo posto uno dei quesiti più ricorrenti al giorno d’oggi ossia: “Al tempo del coronavirus ha senso sviluppare l’attività sportiva giovanile?”.

“Intanto ti ringrazio per la domanda, perché questo è un interrogativo che è balzato spesso agli onori della cronaca in questi ultimi mesi e che ancora oggi molte volte ci poniamo. Infatti, la volontà di garantire l’incolumità degli atleti spesso stride con la voglia di tornare a calcare i campi, anche solo per gli allenamenti individuali come previsto dai vari Dpcm che si sono susseguiti in quest’ultimo anno.

Se in questo momento pensare alla ripresa dei campionati dilettantistici e giovanili rappresenta un’utopia, giornalmente valutiamo con attenzione pro e contro per consentire gli allenamenti ai ragazzi. La volontà di concedere loro svago e attività ludico-ginnica si pone in forte contrasto con il pensiero per cui, effettuare sedute di allenamento con temperature decisamente fredde e senza la possibilità di poter utilizzare gli spogliatoi, come previsto dal protocollo, possa comportare rischi per la salute in un periodo così critico.

L’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19 continua quindi a tenere bloccata l’attività organizzata dai vari Comitati Regionali della Federazione Italiana Giuoco Calcio, i quali hanno proposto, con il passare dei mesi, varie ipotesi per la ripresa dei tornei a vari livelli, ma l’andamento variabile della pandemia ha sistematicamente fatto archiviare qualsiasi buon proposito. Siamo arrivati alla fine di febbraio e non si sa ancora quando le squadre impegnate nei vari tornei dilettantistici torneranno ufficialmente in campo, anche se il mio pensiero è che per questa stagione ci dobbiamo rassegnare ad un nulla di fatto.

La nostra attività, proprio perché ci poniamo la domanda sul senso dell’attività che stiamo portando avanti in questo periodo storico, prosegue con molta più attenzione e passione. Devo ammettere di essere molto orgoglioso del team di tecnici che sono riuscito a costruire nel corso degli anni, in quanto questo si basa oltre che su una grande professionalità, anche e oserei dire soprattutto, su un grande senso civico ed immensa umanità. Uno staff che quotidianamente si mette in discussione, si confronta e pone attenzione all’esigenza dei nostri ragazzi ai quali vogliamo bene come se fossero i Nostri figli da crescere ed educare.

Mi sto accorgendo che è fondamentale per i nostri adolescenti continuare a fare attività fisica in questo momento storico più che mai; infatti, in una condizione prolungata come questa di isolamento sociale è opportuno attivare o mantenere alcune abitudini che permettano di scandire il tempo e organizzare al meglio la giornata e quindi soprattutto praticare sport.

Ad oggi assieme alla scuola, senza dubbio, l’esercizio fisico assume un ruolo prioritario per la salute dei nostri giovani. Con l’attività fisica aumentano, infatti, le energie e lo stato di benessere generale, migliora la qualità del sonno, l’autostima, la fiducia in sé stessi e vengono scaricate eventuali tensioni. Fare sport è quindi un modo semplice ed efficace per gestire lo stress, rendere attiva la mente e reagire al senso di costrizione e alla frustrazione, che la situazione attuale può generare. Questo processo è rilevante in quanto può facilitare l’assunzione di corretti comportamenti preventivi rispetto alla diffusione dell’attuale epidemia e nel rispetto delle limitazioni indicate.
Inoltre, in questo periodo, la maggiore vicinanza dei genitori, o delle figure di riferimento quali possano essere il professore, il maestro, il mister, il coach, l’istruttore, ecc…, può rappresentare una buona occasione per concordare l’utilizzo dei dispostivi tecnologici (smartphone, videogiochi, pc, …).

Tutto questo per affermare che oggi più che mai il nostro operato è fondamentale per aiutare i nostri ragazzi a superare questo brutto periodo frequentando un ambiente sano e il più sereno possibile. Voglio ringraziare le famiglie, che dopo un primo periodo di disorientamento, hanno capito quanto sopra evidenziato ed hanno dato fiducia al lavoro dei nostri Tecnici/Istruttori ai quali voglio nuovamente porgere tutta la mia stima e gratitudine”.

di Federico Alfonsi

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