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San Silvestro, Marche: “Per il Cenone scegliere cibo locale di qualità”

"Da gennaio a ottobre 74 allarmi per la sicurezza alimentare"

cenone - pranzo di Natale

San Silvestro in casa e cenone da preparare in casa o, come quasi un italiano su 10 a Natale, facendo ricorso all’asporto o alla consegna a domicilio.

Occhio comunque alla spesa visto che il cibo pirata è sempre dietro l’angolo soprattutto se di dubbia provenienza o comunque da paesi esteri dove la legislazione sulla sicurezza alimentare è meno rigida di quella italiana e i relativi controlli sono più blandi. Alte concentrazioni di mercurio nei filetti di tonno e salame alla salmonella dalla Spagna, listeria nel salmone danese, frammenti di gomma nello yogurt alla frutta tedesco e ancora salmonella nella frutta secca boliviana.

È solo una parte del campionario degli orrori registrato da gennaio a ottobre negli scaffali marchigiani. Ben 74 allerte gestite dal Servizio Veterinaria e sicurezza alimentare regionale. Un dato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno (80 nei primi 10 mesi, 133 la conta finale del 2019) e che evidenzia come, nonostante la crisi pandemica, i controlli sulla filiera agroalimentare non siano venuti meno per dare trasparenza e genuinità ai consumatori.

Dei 74 allarmi sul cibo, il 21% ha riguardato carne fresche e salumi mentre quasi il 15% pesce e altri prodotti ittici. Le ispezioni non si sono fermate: durante il lockdown l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi ha effettuato oltre 600 controlli sulla filiera marchigiana a difesa dell’agroalimentare genuino e di qualità.

Il consiglio di Coldiretti Marche per passare un San Silvestro senza brutte sorprese a tavola e dando una mano all’economia locale è quello di leggere bene le etichette che riportano l’origine dei prodotti (a oggi obbligatoria su pasta, passate di pomodoro, miele, olio extravergine di oliva, latte e derivati, carne bovina, pollo, ortofrutta fresca e, ultimamente, anche della carne impiegata nei salumi) oppure affidarsi agli agricoltori che fanno la vendita diretta.

Non avete voglia di cucinare? Allora è possibile farsi consegnare il Cenone a domicilio da uno dei tanti agriturismi che hanno avviato questo tipo di servizio per ovviare alla chiusura imposte dalle misure anti contagio. “Asporto e la consegna a domicilio sono consentite fino al coprifuoco delle 22. Una boccata di ossigeno per molte realtà della ristorazione stremate dalle difficoltà provocate dalla chiusura forzata in un periodo in cui si realizza quasi 1/5 del fatturato dell’anno” spiegano da Coldiretti.

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