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Al Gabbiano di Senigallia incontro con il regista Mario Piredda

Appuntamento per Venerdì 4 e sabato 5 settembre (ore 21:15)

Cinema Gabbiano Senigallia - Arena estiva

Anche dopo la serata conclusiva del programma ufficiale estivo il Cinema Gabbiano riserva ai suoi affezionati spettatori un suggestivo colpo di coda con l’allestimento di due serate speciali: venerdì e sabato sarà infatti presente nell’Arena senigalliese il regista Mario Piredda, in tour lungo la penisola per presentare la sua opera prima, intitolata L’agnello.

Dopo un’uscita nazionale programmata per il marzo scorso e quindi bloccata dal Covid, L’agnello è stato presentato nelle ultime settimane in numerose città italiane, a partire da Roma e Milano per proseguire con un ampio calendario di appuntamenti, registrando ovunque un grande consenso della critica.

Ancora una volta Piredda, già noto e premiato per alcuni cortometraggi, racconta una storia che ha al centro la sua Sardegna. Protagonista è la diciassettenne Anita, che vive da sola con un padre malato di leucemia e bisognoso di un trapianto urgente. La ricerca di un donatore sembra però disperata: si sa che i parenti hanno maggiori probabilità di risultare compatibili, ma Anita non lo è, al pari del nonno, un vecchio pastore che vive sull’altopiano. Resta solo un fratello, che vive dall’altra parte dell’isola ma è diviso dalla famiglia da profondi rancori familiari. Anita dovrà allora provare a ricucire gli strappi del passato per salvare la vita di suo padre…

La giovane esordiente Nora Stassi esplode sullo schermo con grande personalità, contribuendo alla magia di un film davvero molto interessante, che conferma tutte le qualità del regista. Mario Piredda, nato a Sassari nel 1980 e laureatosi al Dams di Bologna, dove vive dal 1999, è al suo primo lungometraggio ma ha già ottenuto alcuni prestigiosi riconoscimenti: dopo aver vinto nel 2005 il concorso “AVISA – Antropologia Visuale in Sardegna”, il suo secondo cortometraggio, Io sono qui, è stato candidato al David di Donatello nel 2011, premio che ha poi vinto nel 2017 con un altro corto dal titolo A casa mia. Un particolare consiglio ai lettori nell’invitarli a vedere entrambi questi cortometraggi, davvero molto belli.

Con L’agnello Piredda ripropone i segni della sua terra, li carica di significati eterei e pregnanti al tempo stesso, proprio come l’agnellino che dà il titolo al film. Anita lo incontra nell’ovile del nonno, salvo da un parto in cui un altro agnellino è uscito mostruoso, vittima di un ambiente avvelenato, e lo desidera con forza, quasi come un talismano a cui aggrapparsi. E proprio la carica simbolica del piccolo animale sarà certamente uno dei temi che il regista affronterà con il pubblico alla fine della proiezione di queste due giornate.

Nelle note di regia, Piredda ha dichiarato la sua intenzione di introdurre con il film una tematica a lui cara (già toccata con Io sono qui): la relazione tra attività militari e salute. Il film induce a riflettere sul fatto che le numerose basi militari presenti nell’isola (la Sardegna ospita oltre metà del demanio militare italiano) hanno progressivamente sottratto alla popolazione porzioni crescenti di territorio e al contempo accresciuto enormemente l’incidenza tumorale a causa dell’ingente presenza di polveri radioattive, residui delle esplosioni e delle esercitazioni. Anita soffre e combatte questa situazione, che ritiene responsabile della morte della madre e ora della malattia del padre, avvertendo sulla sua pelle questo senso di morte che si diffonde nell’aria e avvelena la natura circostante. Non a caso il film è ambientato nelle zone più colpite dal tumore delle servitù militari, come l’area di Quirra, una delle più devastate, spazio arido e selvatico che ha formato la personalità di Anita e degli altri protagonisti, quasi luogo dell’anima del popolo sardo.

Tutto ciò è però solamente accennato, poiché L’agnello di fatto non si avvicina nemmeno alle basi militari e non intende risultare esplicitamente un film di denuncia, quanto piuttosto un’opera capace di raccontare con grande sensibilità di tocco il dramma familiare di una ragazza in piena ribellione, impegnata – pur con tutti i suoi limiti – a risolvere un problema troppo più grande di lei.

L’Agnello sarà proiettato al Gabbiano sia venerdì 4 che sabato 5 settembre, sempre con inizio alle ore 21:15 in Arena.
Come sempre ricordiamo a chi voglia evitare file che il biglietto è acquistabile in qualsiasi momento anche online attraverso il sito www.cinemagabbiano.it/ol.

Cinema Gabbiano
Pubblicato Giovedì 3 settembre, 2020 
alle ore 18:00
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