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I temi di Expo 2015 arrivano sui banchi del Medi di Senigallia

Il 28 febbraio incontro sul commercio equo e solidale

Mappa malnutrizione mondiale

I temi dell’Expo 2015 arrivano anche sui banchi del Liceo Medi. Gli studenti di tre classi prime partecipano a un’attività di ricerca e di approfondimento proprio sull’alimentazione e sulle sue conseguenze sociali e ambientali nell’ambito del progetto europeo “Revisione critica delle discipline storiche e sociali per un’educazione formale adeguata alla società globale”.

Tale progetto, di durata triennale, rientra nel percorso di “revisione dei curricoli scolastici in chiave di mondialità” promosso dalla CVM (Comunità Volontari per il Mondo) Marche con il coordinamento della presidente Prof.ssa Giovanna Cipollari. L’ente capofila opera in sinergia con dodici partner italiani ed europei (dipartimenti di cooperazione internazionale), con l’obiettivo comune di fornire strumenti per comprendere le diseguaglianze tra Nord e Sud del mondo e del permanere delle cause della povertà globale.

L’approccio metodologico utilizzato nelle classi si basa su un principio fondamentale del filosofo e sociologo francese Edgar Morin: la necessità di promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali per iscrivere in essi le conoscenze parziali e locali. La didattica è centrata dunque non sulle tradizionali conoscenze, ma sui concetti e l’apprendimento è cooperativo e per problem solving. Gli studenti, guidati dai docenti e da personale esperto, sono impegnati in prima persona in un’attività di ricerca (ricerca-azione), il cui punto di forza è costituito dall’approccio interdisciplinare (italiano, geostoria, scienze) ed interculturale (il punto di vista sul mondo non è soltanto eurocentrico). Si parte dalle idee e dalle conoscenze che gli allievi hanno sull’alimentazione, per poi promuovere attività di ricerca che rispondano alle loro specifiche curiosità sull’argomento.

In tal modo si guidano gli allievi a scoprire realtà e concetti nuovi e problematici, che evidenziano come l’alimentazione sia parte integrante della ricchezza o povertà sociale, degli squilibri ambientali (si pensi che l’allevamento di bovini concorre per il 18% al buco dell’ozono, a fronte del 13% dell’inquinamento industriale e automobilistico), della salute.

La metodologia utilizza un percorso di ricerca-sperimentazione non lineare, ma ‘ramificato’, capace di adottare una pluralità di punti di vista, volti a stimolare la riflessione critica in un orizzonte culturale più ampio. Gli studenti sono guidati a misurarsi con la complessità e ad acquisire il concetto di interdipendenza planetaria che implica il senso di corresponsabilità e di impegno personale. L’obiettivo del progetto è infatti quello di contribuire a promuovere una cittadinanza attiva fondata sul senso della solidarietà, della condivisione e della cooperazione.

In tale ottica, sabato 28 febbraio, le classi coinvolte parteciperanno a un incontro con un esperto sul contributo del commercio equo e solidale sul tema della giustizia economica. L’auspicio è che la forte motivazione delle insegnanti e la convinzione della validità della ‘sfida’ formativa contribuiscano a coinvolgere in prima persona, fino in fondo, ogni studente, che si rende protagonista consapevole del suo percorso di ricerca e di apprendimento e dei suoi possibili sviluppi.

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