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Legautonomie Marche: “Inserire una tassa su gioco d’azzardo per evitare mini-imu”

"Il Comune è l’ente sociale più vicino ai cittadini e il gioco d’azzardo ha costi sociali diretti e indiretti"

Vigor-Elpidiense - 26.01.2014
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Prevedere, all’interno del Dl enti locali o in altro decreto in avanzato iter di approvazione parlamentare, una disposizione che istituisca l’una tantum sul gioco d’azzardo per il 2014 e consentire ai cittadini di non pagare l’Imu alla scadenza del 24 gennaio, compensando il debito da mini Imu con crediti d’imposta, compensando poi i Comuni con i trasferimenti statali derivanti dalla tassa sul gioco d’azzardo 2014.

condivide e fa propria la proposta di un’una tantum sul gioco d’azzardo al posto dell’una tantum IMU sulla prima casa avanzata dall’ANCI Emilia – Romagna  nei giorni scorsi al presidente Anci nazionale Piero Fassino  e al ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio.
LEGAUTONOMIE MARCHE invita pertanto i parlamentari delle Marche ad operare da subito per modificare il decreto e, in assenza di modifiche, a votare contro momento della sua conversione in legge.

Con questa proposta ai Comuni viene  garantita la copertura integrale del minore gettito derivante dall’abolizione della seconda rata Imu sull’abitazione principale e su altre categorie di immobili, stimata in 2,514 miliardi di euro (+ 350 milioni di euro rispetto alla copertura indicata nel testo originario del D.L. n. 133) ed abroga, conseguentemente, le disposizioni che prevedono il pagamento di una mini Imu a gennaio 2014.
La copertura aggiuntiva viene prospettata attraverso un’addizionale “una tantum” sul prelievo fiscale sul gioco d’azzardo.

LEGAUTONOMIE MARCHE  ricorda che, secondo l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, la raccolta del gioco d’azzardo è stata nel 2011 di quasi 80 miliardi di euro a fronte di 14,3 miliardi del 2000. Il fenomeno sembra in costante aumento, tanto che nel 2013 dovrebbe toccare un valore complessivo sopra i 90 miliardi di euro, anche a causa di una pubblicità pervasiva e di un’offerta sempre più varia che copre l’intero arco della giornata (è possibili giocare quasi in ogni luogo, dal supermercato al web).

Ma se il fatturato legato al gioco d’azzardo è aumentato vertiginosamente, i ricavi per lo Stato sono aumentati solo marginalmente (nel 2011 l’incasso per lo Stato è risultato di 8,5 miliardi., con un incremento dal 2001 al 2011 di meno di 3 miliardi), in quanto l’imposta media sulle entrate del gioco è fortemente diminuita ed è, ora, inferiore all’11%, una cifra molto più bassa rispetto all’IVA del 22% che si paga normalmente sui beni di consumo.
Il gioco d’azzardo patologico è esploso.

Le persone che si rivolgono al Sert per problemi legati al gioco d’azzardo patologico superano in molte realtà italiane  il numero dei tossicodipendenti in terapia ed è noto il rapporto fra gioco d’azzardo e criminalità organizzata.

Il Comune è l’ente sociale più vicino ai cittadini e il gioco d’azzardo ha costi sociali diretti e indiretti. Se non c’è un intervento serio a livello nazionale, difficilmente i Comuni saranno in grado di far fronte a questa emergenza.

Il gioco d’azzardo ha avuto tante e tali misure a favore che è dilagato, la situazione è diventata allarmante e bisogna intervenire.
Gli enti locali devono avere la possibilità di dire sì, oppure no all’apertura di una sala giochi sul loro territorio. Ma non hanno gli strumenti per farlo.

Se i tempi parlamentari non dovessero consentire l’abrogazione delle disposizioni che prevedono il pagamento di una mini Imu a gennaio 2014 in subordine, LEGAUTONOME MARCHE chiede di “consentire ai contribuenti di detrarre la mini-Imu pagata ai Comuni entro il 24 gennaio 2014 dall’Irpef dovuta a saldo 2013 come risultante dalla dichiarazione dei redditi”.

Anche in questo caso la copertura finanziaria della detrazione  dovrebbe essere assicurata dall’una tantum sul gioco d’azzardo.
LEGAUTONOMIE MARCHE  ritiene indifferibile  sia l’aumento del prelievo fiscale sul gioco d’azzardo  che  l’adozione di nuove regole per arginare la tragedia della ludopatia che distrugge la vita di un esercito sterminato di famiglie.

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