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IVA, costi e crisi: la CNA Senigallia prevede un autunno “caldo”

"Aumento IVA disgrazia per le attività locali che, già vacillanti, dovranno fronteggiare la nuova scure"

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Lavoro, occupazione, imprese, aziende, Marche, artigianato, industria, manifatturiero, crisi

“Pensavamo che il calo dei consumi registrato negli ultimi due anni, pari al 7,8%, unitamente alla diminuzione della spesa aggregata nazionale di ben 56 mld, fossero sufficienti per scongiurare un ulteriore scriteriato aumento dell’aliquota iva, ma pare che questi segnali non siano abbastanza eloquenti per rinsavire una politica sorniona e torbida, ormai troppo distante e scollata dalla realtà economica e sociale”.

Secondo la Cna, l’introduzione della tares e il mancato intervento sull’imu per le aziende, associati all’aumento dell’iva potrebbero rappresentare una combinazione letale per le imprese, che dopo l’entusiasmo legato alla stagione estiva, iniziano a mostrare in città concreti e preoccupanti segnali di cedimento. Nel nostro territorio insistono oltre ottocento attività nei settori interessati da tale provvedimento e se le intenzioni verranno confermate, siamo certi che dovremo mettere in conto altre chiusure. Molte realtà in difficoltà infatti verranno travolte dall’ulteriore abbattimento dei consumi domestici, indotte da uno stimato incremento sulla spesa media annua delle famiglie senigalliesi di oltre 150 euro.

Questa volta la super-iva interesserà tanti settori, dall’abbigliamento già falcidiato da anni di crisi, con una pesante riduzione del gettito iva, ai mobili ed elettrodomestici, dall’acconciatura e la profumeria al vino e al caffè, senza risparmiare il comparto tecnologico, sempre in controtendenza negli ultimi anni e quello dei professionisti. Tuttavia la voce più invasiva ed impietosa come al solito sarà quella relativa ai carburanti e ai trasporti, sui quali si scaricherà circa la metà dei rincari previsti per le famiglie senigalliesi.

Dunque mentre si sta rifiatando per aver scongiurato il supposto tracollo delle presenze turistiche estive, decisamente rientrato grazie ad una stagione sopra le righe, con eventi importanti e generose condizioni meteo, il governo ripresenta puntualmente la solita manovra per fare cassa e garantire il rispetto dei parametri europei, mettendo a rischio un intero tessuto economico come il nostro, incentrato nel commercio e nei servizi ed alimentato dai consumi interni.

La Cna ha già in altre occasione manifestato ferma contrarietà a tale inspiegabile manovra, che   stante autorevoli studi condotti in materia potrebbe addirittura avere un effetto boomerang sui conti della Stato, poiché con una capacità di spesa delle famiglie che si è progressivamente contratta, il crollo ulteriore dei consumi potrebbe generare una saldo negativo tra incremento dell’aliquota e il mancato gettito. D’altro canto riteniamo che le nostre piccole imprese non possano permettersi il lusso di assorbire tale aumento, poiché ciò significherebbe un ulteriore e fatale deterioramento della redditività aziendale.

Pertanto la Cna insieme alle altre rappresentanze metterà in campo una forte attività sindacale volta a scongiurare la manovra, che altrimenti scatterà ad ottobre, invitando nel frattempo l’amministrazione senigalliese ad affrontare questa fase complessa attraverso la costituzione di un fondo di garanzia che insieme ai Confidi consenta alle attività senigalliesi di poter accedere al credito in maniera più agevolata e conveniente per effettuare approvvigionamenti, investimenti o pagamenti, senza erodere la necessaria liquidità aziendale.

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