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Marotta e Ancona: giocare d’azzardo può essere una malattia

Si può arrivare a rubare o simulare un furto spinti dalla febbre del gioco

Slot machines, gioco d'azzardo, video poker

Doveva essere una rapina quella denunciata al Blu Bar di Marotta (PU) il 2 di settembre. Un bottino di 500 euro strappatole in pieno pomeriggio, questa la dichiarazione della barista cinquantottenne che aveva denunciato alle forze dell’ordine l’accaduto. Dopo un mese di ricerche la storia si è rilevata completamente diversa, e a svelarlo sono state le telecamere della videosorveglianza. Niente rapinatori e niente armi, la barista aveva perso tutto alle slotmachine: 260 partite da uno e due euro, per un totale di diverse ore di gioco convulsivo, hanno portato alla perdita di tutto il fondo cassa.

GAP, sindrome da gioco d’azzardo patologico, o anche ludopatia, questo i nomi della malattia che verosimilmente ha colpito la signora del pesarese. Perché la dipendenza dal gioco d’azzardo è una malattia nel vero senza della parola, a stabilirlo è stato il ministero della salute, che dal giugno 2012 ha inserito la ludopatia nell’elenco delle nuove malattie che è possibile curare presso l’Asl.

Il decreto è stato fortemente voluto dal ministro Renato Balduzzi, che già nel mese di aprile aveva dichiarato guerra al gioco d’azzardo alle telecamere del programma di La7 “Coffe break”. La volontà alla base del decreto e dei provvedimenti successivi, che cercano in prima battuta di limitare almeno l’esposizione dei giovani alle macchinette, non è ledere il diritto del cittadino allo svago, quanto piuttosto educare a usufruire del gioco in maniera sana.

Del resto questo è possibilissimo, se si considera che sempre più numerosi sono i siti web che permettono di giocare a poker senza depositare. Lo stesso vale per il blackjack e tutti i giochi legati al casinò. Si può giocare online senza spendere denaro e evitare così di indebitarsi, sopratutto dopo che lo stato ha legalizzato il gioco d’azzardo.  Il problema è che non sono solo questi a colpire gli appassionati, ma anche grattaevinci e svaghi apparentemente innocui come il bingo.

Di pochi giorni fa è la notizia della settantunenne di Ancona che si è improvvisata borseggiatrice, rubando ad un’amica 150 euro per giocare al grattaevinci. La necessità convulsa di giocare, che si manifesta con una vera crisi d’astinenza, e i soldi ormai scomparsi senza vincite, hanno spinto l’anziana signora a prendere i soldi dal portafogli dell’amica. A confessarlo, lei stessa, dopo che i sospetti delle forze dell’ordine si erano indirizzati verso di lei.

Una malattie sempre più diffusa quindi, come dimostrano i dati dell’Oms, Organizzazione mondiale della Sanità, anche in Italia e sul nostro territorio. Non isolati i casi della barista di Marotta o della pensionata di Ancona.

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