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Al via il 15 settembre anche a Senigallia la sanatoria per i lavoratori stranieri irregolari

La regolarizzazione scadrà il 15 ottobre

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Stranieri al lavoro

Dal 15 settembre fino al 15 ottobre, sarà possibile regolarizzare i lavoratori irregolari stranieri che si trovano sul suolo nazionale. La sanatoria potrebbe riguardare potenzialmente più di 380mila persone.

Basti pensare che la sanatoria precedente, del 2009, che interessava solo colf e badanti, ha visto la presentazione di 300 mila domande di regolarizzazione. Questa volta sono interessati tutti i settori produttivi tra cui l’edilizia e l’agricoltura, che impiegano centinaia di migliaia di immigrati irregolari.

Il provvedimento è stato perfezionato con una legge in luglio;  a chiedere la regolarizzazione dovranno essere i datori di lavoro. Si può ricorrere all’invio on-line utilizzando tutte le procedure indicate sul sito del ministero dell’Interno (www.interno.gov.it), oppure ricorrere ai Patronati e ai Caf di Cgil, Cisl e Uil o delle Acli.

I costi per la regolarizzazione dello straniero assunto in nero è di 1000 euro, più una marca da bollo da 14,62 euro e i costi contributivi (se quelli retributivi risultano essere stati già sostenuti, seppure in nero) del rapporto di lavoro sanato per un minimo di sei mesi.

La regolarizzazione riguarda gli stranieri irregolarmente occupati da almeno tre mesi, quindi dal 9 maggio dato che il decreto è entrato in vigore il 9 agosto, e presenti in Italia ininterrottamente dal 31 dicembre del 2011. Dal 16 ottobre i datori di lavoro, che non hanno eseguito la sanatoria, potranno incorrere in pene che vanno fino a 4 anni e 6 mesi e a sanzioni fino a 150 mila euro.

Esclusi dalla procedura i datori di lavoro che negli ultimi cinque anni sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento di persone, (minori o prostituzione) o altre attività illecite, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, datori con lavoratori privi del permesso di soggiorno e che non hanno sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo sportello unico salvo cause di forza maggiore.

Esclusi anche i lavoratori stranieri con provvedimento di espulsione, segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato, condannati per uno dei reati previsti dall’art. 380 o che costituiscono una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza.

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