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Omofobia: Amnesty International Italia sollecita interventi sul piano legislativo

Appello al ministro Fornero per la difesa della comunità Lgbti

Stop all'omofobia

Amnesty International Italia si è detta profondamente turbata per le notizie relative ad atti di violenza che, ancora una volta in Italia, hanno colpito la comunita’ delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), gia’ oggetto nei giorni scorsi di affermazioni palesemente discriminatorie da parte del calciatore della nazionale Antonio Cassano, largamente amplificate dagli organi d’informazione.L’organizzazione per i diritti umani ha piu’ volte espresso preoccupazione, in questi anni, per gli attacchi fisici e verbali che in Italia ripetutamente colpiscono persone e gruppi discriminati perche’ ritenuti diversi dalla maggioranza della popolazione.

In questo contesto, Amnesty International Italia ha apprezzato l’istituzione dell’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, incardinato presso la Direzione centrale di polizia criminale, all’interno del Dipartimento di pubblica sicurezza.

È piu’ che mai urgente che si agisca anche a livello legislativo: se le istituzioni italiane intendono mostrare una sincera fermezza contro questo tipo di violenza, che in Italia colpisce persone inermi con allarmante frequenza, devono fare tutto quanto nelle proprie responsabilita’ affinche’ le vittime di reati motivati da odio verso l’orientamento sessuale o l’identita’ di genere abbiano la stessa tutela garantita alle vittime di reati motivati da altri fattori di discriminazione” – ha dichiarato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia.

Al momento, l’incitamento verbale all’omofobia e alla transfobia non è perseguibile sul piano penale.
Inoltre, i crimini di odio omofobico e transfobico non sono puniti con pene aggravate, a differenza di quelli basati su etnia, razza, nazionalita’, lingua o religione.

Questo favorisce l’aumento di atteggiamenti di intolleranza verso le persone Lgbti ed è contrario al principio di non discriminazione sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, vincolante per l’Italia.

In occasione dell’ultimo Pride nazionale a Bologna, Amnesty International Italia ha lanciato un appello al ministro del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunita’ Elsa Fornero e ai presidenti delle Camere per chiedere che questo pericoloso vuoto legislativo sia colmato al piu’ presto e che le vittime di omofobia e transfobia siano protette al pari di tutte le altre vittime di discriminazione, anche attraverso indagini efficaci che assicurino i responsabili alla giustizia.

 

Commenti
Solo un commento
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-15 23:25:38
C’è un motivo per cui l'UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) partecipa puntualmente ad ogni Gay Pride che viene organizzato in Italia.

Non è solo perché purtroppo condivide la condizione degli omosessuali, oggetto di odio e repressione.

Non è solo perché purtroppo condivide il condizionamento sociale, che provoca emarginazione, stigma, limitazione della libertà e che a volte arriva anche alla violenza.

Non è solo perché purtroppo condivide il fatto di essere oggetto di persecuzioni, che in alcuni casi, possono arrivare alla pena di morte, come in Iran e nelle Maldive.

Ma è anche per la simpatia che ha per qualsiasi essere umano che lotti per vedere riconosciuti i propri diritti di essere umano.

Perché per ovvi motivi siamo per la libertà di scelta e di espressione e determinazione di tutti.

Perché rispettiamo sempre e comunque chi la pensa come noi e chi no, chi ha i nostri stessi valori e chi no.

Perché ci sentiamo accomunati dalla apertura mentale che caratterizza le persone LGBT.

Non è per un caso che l'UAAR partecipa ai Pride, e non è un caso se condividiamo la stessa battaglia laica delle persone LGBT.

I rappresentanti delle religioni dicono che questi siano "contro natura". Ridicolo: l’omosessualità è stata registrata tra piu` di 1.000 specie viventi. Questa è la natura!

La nostra associazione, l’UAAR, è quella che ha portato in Italia i Darwin Day. Abbiamo condiviso con il resto del mondo la battaglia perché la scienza non fosse limitata e imbrigliata dalla religione.

Siccome i liberi pensatori sono tolleranti, prendiamo anche in esame l’ipotesi “contro natura”.
Da quanto in qua l’uomo si è comportato secondo natura? La nostra storia è tutta contro natura, è stata una perenne lotta contro la natura. Se ci fossimo comportati secondo natura, saremmo ancora nella savana a fare da riserva di carne per i leoni!

In ogni caso, e parlo a tutti i lettori LGBT di Senigallia notizie, che vi sentiate pro o contro natura, stanotte dormite tra le braccia di chi amate, chiunque sia… o siano! ;)
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