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Senigallia, continua l’odissea in via Marche

Senza soluzione la vicenda delle 18 famiglie e 3 esercenti costrette a lasciare entro pochi giorni

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Lo stabile in via Marche venduto all’astaSi è svolta nel tardo pomeriggio di venerdì 19 febbraio un’assemblea tra tutti i condomini e inquilini degli appartamenti dello stabile in via Marche recentemente venduto all’immobiliare Mo.Ro. e che ora rischiano di finire in strada. L’assemblea, dopo alcuni giorni di polemiche, cerca una soluzione o un intervento comune per evitare lo sfratto immediato delle 18 famiglie e delle 7 attività che attualmente occupano l’edificio.

A fine gennaio l’intero stabile di via Marche è stato messo all’asta dal Tribunale di Ancona e venduto in tempi molto rapidi tanto da creare grosse difficoltà alle famiglie residenti e ai negozianti che lì hanno uffici e attività. Questi dovrebbero in pochi giorni trovare una nuova sistemazione, prendere tutte le loro cose e lasciare il campo libero visto che l’immobile è stato venduto vuoto all’agenzia Mo.Ro. all’incredibile prezzo di 2.100.000 € per 21 appartamenti e 31 garage. Una cifra che ha sollevato già qualche polemica.

Il termine entro cui lasciare gli appartamenti è quello di metà aprile, ma il Comune di Senigallia, proprietario di alcuni appartamenti nello stesso stabile ha chiesto al nuovo titolare di lasciare più tempo.

Da lunedì 15 sono iniziate le procedure per liberare gli appartamenti nonostante molte proteste anche accese. A fianco degli inquilini dell’edificio si sono schierati i giovani del CSOA Mezza Canaja, che hanno messo a disposizione oltre alla solidarietà, la propria disponibilità in ambito organizzativo.

Per le 18 famiglie, che hanno sempre e regolarmente pagato gli affitti, ora si prospetta una situazione molto difficile, dove il tempo non gioca a loro favore e gli affitti a Senigalia nemmeno: sono stati proposti canoni d’affitto fino al doppio di quanto pagato finora. La questione è arrivata fino in Comune e agli uffici dei servizi sociali che si sono interessati del caso scrivendo al prefetto il 19 febbraio un’istanza di sospensiva "per permettere alle persone coinvolte di trovare soluzioni adeguate”.

di Carlo Leone

Carlo Leone
Pubblicato Venerdì 19 febbraio, 2010 
alle ore 18:15
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