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La Sen. Silvana Amati fa il punto della situazione a due anni dall’alluvione

"Continuo a seguire con determinazione l'iter per far fronte anche alla fase 2 delle emergenze"

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Franceschini Francesco - Trasporto smaltimento rifiuti, sgombero locali, lavori edili - Senigallia
L'alluvione di Senigallia: 3 maggio 2014

Nel secondo anniversario dei drammatici eventi alluvionali che hanno colpito la nostra città, torno a fare il punto della situazione sulla base delle informazioni ora disponibili.

Rispondo, così, ancheal Consigliere comunale Sartini, al quale peraltro avevo già risposto, e che potrà collaborare alla riuscita di questa difficile impresa attraverso i canali che saprà anche lui mettere in campo, se ritiene, nel rapporto con il Governo e con le istituzioni coinvolte. Ogni collaborazione istituzionale è certamente utile, se si lavora per il comune obiettivo di trovare soluzioni concrete ai problemi della gente.

Sono stata fin da subito e sono ancora capofila e coordinatrice dei senatori e deputati del mio Partito che, nei mesi scorsi, hanno chiesto con costanza al Governo di reperire le risorse necessarie a far fronte anche alla fase 2 delle emergenze. Continuo a seguire con determinazione l’iter, tenendomi quotidianamente in contatto con tutte le istituzioni coinvolte.

Come è ormai noto, con la Legge di Stabilità è stato identificato uno stanziamento una tantum di1.5 miliardi di euro per la fase 2 delle emergenze. Queste risorse sono destinate ai cittadini e alle imprese, sulla base delle ricognizioni dei fabbisogni completate, come nel caso di Senigallia, per le emergenze riconosciute dal 2013 a livello nazionale.

Si parla di finanziamento agevolato perché Governo e ABI sottoscriveranno un’apposita convenzione e i contributi saranno erogati direttamente dalle banche. Una scelta che dovrebbe rendere più facile l’erogazione delle risorse, non dovendo transitare nei bilanci delle pubbliche amministrazioni interessate o richiedere ulteriori adempimenti burocratici.

Il procedimento è articolato e complesso, ma è stato già efficacemente testato nel processo di ricostruzione dopo il sisma dell’Emilia del 2012. Gli Uffici della Protezione Civile nazionale, su richiesta diretta, hanno nuovamente confermato che il cittadino e l’impresa che beneficeranno del contributo non dovranno, naturalmente, restituire nulla. Sarà lo Stato a rimborsare il finanziamento direttamente alle banche, attraverso il credito di imposta.

Gli stessi Uffici, la scorsa settimana, hanno incontrato i rappresentanti del MEF, che dovranno ora stabilire i criteri di gestione del meccanismo. Una volta concluso il lavoro, il Consiglio dei Ministri ripartirà la cifra stanziata in misura proporzionale ai danni rappresentati nelle ricognizioni dei fabbisogni, definendo il tetto massimo delle risorse destinabili a ciascuno dei contesti emergenziali.

Sulla base di questa ripartizione, secondo la procedura prevista, i Commissari delegati dovrebbero poi essere chiamati a trasformare le ricognizioni effettuate in veri e propri elenchi di beneficiari, che possano recarsi in istituti bancari identificati per ricevere il finanziamento a loro spettante. Come già chiarito, sarà naturalmente lo Stato, non il beneficiario, a rimborsare il finanziamento alla Banca.

Ci sono ancora aspetti operativi che il MEF sta approfondendo in questi giorni, alcuni dei quali sollevati dalla protezioni civile, altri dalle istituzioni locali ed altri ancora dagli stessi cittadini danneggiati.

Sono consapevole del fatto che, per chi ha subito un danno, è importante avere una risposta precisa. Appena le procedure saranno del tutto concluse e la delibera di merito assunta dal Consiglio dei Ministri, sarà mia cura darne tempestiva comunicazione.

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