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Scorcelletti - Laboratorio Analisi

Intervista con l’attrice Claudia Koll, a Senigallia per “Vacanze Romane”

"Sbagliai con Tinto Brass: oggi ho scoperto la fede e la felicità, quella con la "F" maiuscola"

Claudia Koll

La storia di Claudia Koll è oramai famosa: da attrice e musa per il regista Tinto Brass fino all’attuale riscoperta della fede. Eppure riassumere così il percorso della famosa attrice sarebbe semplicistico e riduttivo. Senigallia Notizie ha incontrato l’attuale direttrice della Star Rose Academy in città con il suo ultimo spettacolo, per farsi raccontare in viva voce quale è stata la sua esperienza.
Ecco il risultato della nostra chiacchierata

Solitamente si tende un po’ a semplificare la sua vita, schematizzarla in due filoni, ovvero: la sua carriera ai tempi di Tinto Brass, e quella odierna. In mezzo a queste due fasi a fare da spartiacque alla sua vita artistica e personale la riscoperta della fede..

Già e invece c’è tutto un percorso che spesso viene ignorato. Non bisognerebbe mai schematizzare la vita di nessuno, racchiuderla forzatamente in caselle. Ognuno di noi è figlio di un percorso che parte da molto più lontano . Dal punto di vista artistico sognavo di fare l’attrice fin da piccola: amavo il cinema di Bergman, quel tipo di cinema fatto di lunghe pause, di silenzi, il cinema che raccontava l’uomo. Brass per me è stato un compromesso. Ero giovane, ero profondamente insicura e in cerca di conferme. Ai tempi ero andata a vivere da sola, come tanti giovani di quell’età, ero irrequieta, cercavo la mia dimensione del mondo. Si immagini a quell’età e in quella particolare situazione di fragilità venne un regista come Brass a propormi il ruolo di protagonista per il suo film. Accettai e sbagliai, naturalmente. Fu un errore anche dal punto di vista professionale: gli anni seguenti facevo fatica a trovare lavoro, ero oramai schiava di quel personaggio e ci misi anni a scrollarmelo di dosso. Piano piano risalii la china della mia vita artistica: passai per Sanremo,  per diverse fiction e serie televisive. Ma mancava qualcosa nella mia vita e lì ho capito che la carriera artistica andava messa a disposizione di qualcos’altro, doveva essere uno strumento per portate un messaggio d’amore e speranza nel mondo.

Parliamo un po’ della Star Rose Academy, come nasce l’accademia di cui sei attualmente direttrice? Ha un ‘impostazione’..diciamo così.. laica?

La Star Rose Academy  di cui oggi sono direttrice è una scuola che nasce con lo scopo di aiutare i giovani a far emergere le loro doti artistiche. Spesso i ragazzi che si avvicinano a questo mondo non mettono in conto quanto sia dura la strada che hanno intenzione di intraprendere, di come sia lastricata di fatica e sacrifici. Il mio compito credo sia quello di aiutarl ai non perdersi e soprattutto fare tutto il possibile per cercare di far si che possano esprimere tutto il loro potenziale. Per entrare in questa accademia bisogna superare prove non facili e gli stessi insegnanti presenti sono dei maestri di caratura internazionale per quello che concerne, danza, canto e recitazione..ma anche dei maestri di esigenza. Non so bene cosa si intende per “laica” ….ad esempio lo spettacolo che stiamo portando a teatro si intitola “Vacanze Romane” ed è una rivisitazione in chiava moderna del famoso film…insomma se ci si aspetta per forza da noi la messa in scena della vita dei Santi o cose del genere… siete  fuori strada.  Quello che posso dirle è che sicuramente Artisti e Docenti condividono  valori fondanti come l’Amore e il Rispetto: si cerca di dare una risposa alla sete di Amore, di Bellezza e di Speranza nel futuro che si trova insita nella persona umana.

C’è stato un episodio scatenante per la sua riscoperta della fede?

Anche qui è un percorso che parte da lontano..anche negli anni più trasgressivi non è che non fossi a conoscenza della differenza tra il giusto e lo sbagliato; anche se non ero praticante, sono cresciuta in una famiglia cattolica, ho fatto il catechismo e tutto il resto. Già in me cresceva una voce che si ribellava alla mie scelte. Ma la coscienza può essere messa a tacere facilmente. Andai in crisi per quasi due anni…mi sentii attaccata fisicamente dal maligno che mi diceva e mi chiedeva di odiare; mi affidai a Dio e capii che Dio è Amore e che questa è la sola cosa veramente importante. La mia riscoperta della fede è a fatta di tappe. Uno degli incontri che più mi ha segnato è quella con Papa Wojtyla : L’ho incontrato all’inizio della mia conversione. Era il primo ottobre di nove anni fa. La mia vita cambiò per sempre. Il suo sguardo mi ha trapassato. Come mi ha guardata, sono caduta in ginocchio. Mi sono ritrovata ai suoi piedi. Ho passato la Porta Santa nel 2000, in maniera inconsapevole, non da credente praticante, accompagnando un’amica. Fu Giovanni Paolo ad aprirla la Porta Santa. Per questo io penso di appartenere a lui. Da quel momento ho cominciato a riconoscere la miseria della mia vita, che fino ad allora mi rendeva soddisfatta, non felice. Oggi ho capito che la felicità bisogna guadagnarsela, non parlo della gioia effimera, parlo della felicità con la “F” maiuscola.

Commenti
Ci sono 2 commenti
don Giuseppe 2012-02-09 22:50:00
Una testimonianza grande.......ancora oggi Cristo affascina il cuore delle persone e li riempe di stupore e meraviglia !!!!!!!!!
ipazia 2013-11-04 13:52:20
la donna,appena ariva al refriggerio
de godè li bimestri e er bonificio,incomincia a capi che cosa è er cicio
e comincia a peccà de disiderio.

Poi quanno e bona de sona er sarterio,
e de fa ar mschio quarche bo ufficio,
incomincia a rubbà la carne ar mico
e principia a pecca de cazzimperio.

Ma quanno poi pe via der zona sona.
diventa un orto che nissuno stabbia
e fa tele de ragno a la ficona,

vedenno er cicio nun tornà più in gabbia,
se dà pe corpo morto a la corona,
si che in grazzia de dio crepa de rabbia
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