“Siamo uomini o ragionieri?”
La coalizione di centrosinistra a Canafoglia: "Ci dica: a Senigallia servono ragionieri e ad Ancona solo cardiologi?"

“Un buon amministratore deve saper gestire i denari pubblici, non avere una visione come un tossicodipendente qualunque…” son parole sue, giusto, Consigliere Regionale, Consigliere Comunale, Commissario Straordinario Canafoglia?
Beh, ci sarebbe da discutere del vero senso di ciò che ha detto, perché, se così fosse, magari avremmo bisogno di più ragionieri e meno avvocati nella nostra amministrazione senigalliese.
Ma a parte ciò — discutibile, ma con una sua logica — c’è una cosa che non torna. Dieci minuti dopo aver detto questo, lei cade in una banale contraddizione: dice che le alluvioni si affrontano “col cuore”. E non vuole sentir ragioni sui tanti soldi spesi in maniera discutibile. Allora ci dica: a Senigallia servono ragionieri e ad Ancona solo cardiologi? Perché gli amministratori senigalliesi devono guardare al portafoglio pubblico, mentre il governatore regionale e il commissario straordinario possono ragionare col cuore?
Siete in tanti di avvocati, lì dentro: è forse un crimine chiedere lumi sull’operato del commissario straordinario?
Voi che parlate tanto di segrete stanze, ci potreste spiegare perché il commissario straordinario da due anni ormai non può perdere una mezza giornata per presentarsi nella commissione consiliare del comune più importante colpito?
Ringraziamo certamente per i 400 milioni stanziati per un’area che da Senigallia arriva a Pergola e Frontone (un’area un po’ più vasta rispetto a quella colpita nel ’14). Questi soldi, tra le altre cose, sono stati spesi per abbattere un ponte che reggeva benissimo persino la ruspa che lo ha abbattuto, e per spostare terra dal fiume portandola fino a Ostra, pagando decine di migliaia di euro d’affitto per l’area di deposito.
Ma torniamo in queste segrete stanze che evidentemente frequentate. Siamo certi che sia lei che l’attuale assessore Morsucci ricorderete la pubblica commissione consiliare del marzo del ‘22, quando il Consorzio di Bonifica e la Regione venivano a raccontarci che le vasche d’espansione erano un’inutilità, che bisognava allungare il molo e scaricare con una specie di tunnel l’acqua nella darsena. Proposte che giusto qualche mese fa il nostro Sindaco ha chiesto di inserire tra le azioni proposte dal “Contratto di Fiume”. Siamo certi che ricorderà e ci saprà spiegare il silenzio del Sindaco (assente) e dell’allora assessore al porto Campagnolo (presente in parte, ma in un assordante silenzio assenso). Ricorderà anche che proprio un paio di consiglieri di minoranza dissero che sta roba pareva “’na strunzata”. Ad essere onesti, lo dissero anche alcuni consiglieri di maggioranza i quali, stranamente, ora non siedono più in consiglio comunale. Ecco, non saremo scienziati ma nemmeno degli idioti. E quei tecnici sono stati smentiti dagli eventi.
Forse la sinistra non sa fare ponti come dice l’assessore Morsucci, ma almeno lei che è un classicista capirà la frase “se Atene piange Sparta non ride” perché non ci sembra proprio che nella nostra valle siano tornati in breve tempo i ponti. Dopo quattro anni, non 10 mesi come solennemente promesso dal Governatore, il ponte che ci vogliono rifilare per arrivare nel centro di Senigallia è della stessa fattura del ponte in costruzione al Vaccarile per andare a mangiare le tagliatelle col coniglio da Galià.
Ci sarebbero altre cose da aggiungere, ma siamo sicuri che torneremo sull’argomento.
Però ha ragione, almeno per noi la politica è passione, altrimenti non la faremmo, e non possiamo darle torto che va vissuta col cuore. Però, per rimanere in tema cardiaco, l’intimazione di Clint Eastwood: “Al cuore, Ramon, devi mirare al cuore” vale anche per lei, miri al cuore.
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