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“La Vergine del Carmelo, simbolo d’Amore e di Protezione”

Mirella Verde: "...E di rispetto. Quello che tante volte manca (anche in politica - anche a Senigallia - e nella vita quotidiana). Ricordando che tante volte homo homini lupus"

Chiesa del Carmine

In questo luglio torrido , il cui caldo chi puo’ cerca di attenuare con condizionatori ( provocando altri danni all’ ambiente) o con un bagno al mare ( facendo attenzione all’ escherichia choli, batterio micidiale e al granchio blu) o con una passeggiata in montagna ( anch’ esse rovinate dai disboscamenti e da un turismo spesso ” cafone”) tanti dimenticano ( per rifarmi a Quasimodo di ” Alla mia Terra” ) quel ” fresco di navata ” che ” posa nel mio cuore”.

Bellissima espressione. Che mi riporta alla festa che tra poco si celebra: quella della Madonna del Carmine o del monte Carmelo, al cui culto sono legatissima per tanti motivi che si intrecciano fra loro, quasi trama di un disegno divino che guida la nostra vita. In un percorso a volte tortuoso, ma che poi ci fa riscoprire la vera Bellezza e l’ autentico valore della nostra esistenza. Riferivo di questo legame con la Madonna del Carmine o del monte Carmelo che dir si voglia (la cui storica Chiesa a Senigallia si trova in via Arsili) perché il mio adorato papà si chiamava Carmelo, e mia figlia ,ha oltre il nome Francesca( per la devozione al santo di cui quest’ anno si celebrano gli 800 anni dalla morte, e che dovremmo onorare di piu’ con iniziative di tutela di ogni creatura dell’ Universo) anche quello di MariaCarmen ( si, scritto cosi’ tutto attaccato) in onore della Vergine, del nonno e perche’ e’ la poesia che “posa nel mio cuore”. Ma non solo per questo motivo affettivo compongo questo scritto. Ma per ribadire anche altre importanti questioni.

Riprendo il discorso sulla Madonna del monte Carmelo, di Lei si dice che prenda l’ epiteto dal monte che attualmente si chiama Elia, un promontorio che si affaccia su quel Mediterraneo tanto tormentato oggi per i tanti naufragi di chi lascia la propria patria perché martoriata da guerre e conflitti vari. Per me, che non sono una teologa, uno dei significati che attribuisco all’ epiteto della Vergine del Carmine si lega all’ etimo latino che significa” poesia”, “canto dell’ anima”. Quello che dovremmo riscoprire nel fermarci a riflettere, a meditare, in silenzio. Soprattutto in questa societa’ abituata alla piu’ frenetica velocita’ e che è portata a calpestare tutto e tutti, anche i valori più sacri. Non facendoci ricordare che la Vergine e’ la Porta del Cielo, Colei che offre sicuro rifugio alle nostre fragilita’, aiutandoci a superarle. E’ la Madre premurosa che non ci abbandona, come non ha abbandonato il Santissimo Figlio Suo.
Perciò quel monte diventa il simbolo di quella che è la FORZA AUTENTICA, quella che apre l’ animo di ognuno a percepire l’ Assoluto Bene e la VERA BELLEZZA per se’ e la comunità tutta.

Come succede quando ammiriamo un paesaggio in tutte le sue componenti naturali, opera d’ Amore che Lei, la Vergine protegge con il Suo manto. Che diventa il trait de union fra Cielo e Terra. Eco di ogni battito di vita che chiede, reclama, Salvezza. Amore. Rispetto.

Che ritrova ” nel fresco di navata” (anche la Chiesa di via Arsili , guarda caso, ha una sola navata. E la metafora quasimodiana sta significare che l’ Amore che Dio ci offre attraverso la Vergine è unico e da’ ristoro ed e’ la vera dimensione del vivere. Anzi direi l’ unica.

Un’ eco della quale, come gia’ scritto, ritroviamo nelle creature tutte.

A questo proposito, mi piace ricordare( perche’ ,oltre che credente, sono anche animalista, l’ Amore stesso che la Vergine ha provato verso gli animali. Come testimoniano alcune leggende popolari ( ma, come si dice, Vox populi , Vox Dei) e immortalate da grandi artisti quali , ad esempio il Barocci, con la sua Madonna della gatta, opera esposta agli Uffizi.

E, tenendo presenti le parole del cardinale Ravasi, secondo cui ” i gatti sono maestri del silenzio” , ( ed io aggiungerei anche ” maestri che insegnano ai bipedi umani la dimensione della vera libertà e di un amore che non chiede nulla in cambio, se non l’ essenziale per vivere) prendiamo esempio da Maria Vergine che ha accolto in silenzio il Dono che lo Spirito Santo Le incarno’ nel Suo santissimo seno. NON DIMENTICHIAMO, SOPRATTUTTO IN QUESTI TEMPI COSÌ DIFFICILI, il Suo esempio d’ Amore , di Obbedienza, di Protezione e Accoglienza nei confronti di tutti, ma SOPRATTUTTO DEI DEBOLI E DEGLI INDIFESI ( come racconta la leggenda della gatta che scaldo’ Gesu’ appena nato, ricevendo da Maria Vergine il dono della M che molti gatti hanno sulla loro fronte). E riacquistiamo quella capacita’ di meravigliarci di fronte alla strabiliante bellezza del creato. Facendo spazio nel cuore alla poesia espressa dalla Natura tutta, tenendo presenti anche le parole di Santa Ildegarda di Bingen che amava dire che il” Creato e’ il canto di Dio”.

E ” chi canta prega due volte” ( sant’ Agostino). Solo cosi ritroveremo quell’ ombra che da’ pace .E onoreremo la Vergine del Carmelo. Rispettando e proteggendo quel patrimonio di cui spesso l’ uomo non ha cura, e che, perseverando nella bieca ottica antropocentrica, dimentica spesso di essere una piccolissima parte di qualcosa che invece e’ immenso, non mettendo nel debito conto che spesso homo homini lupus, cioè quel lupo a cui tanto si da’ la caccia, in verità spesso, per i suoi atteggiamenti negativi e di autentica malvagità e per la mancanza di rispetto verso l’ altro che magari ha delle idee diverse,è il bipede umano. E qui faccio un esempio senigalliese, riportato da Senigallia notizie relativo alle PAROLE DAVVERO OFFENSIVE PRONUNCIATE NEI CONFRONTI DI CHI IN CONSIGLIO COMUNALE MOSTRAVA DI AVERE VISIONI DIVERSE RISPETTO ALLE PROBLEMATICHE IN DISCUSSIONE
( e la democrazia su questo si fonda) affermando che le visioni ce l’ hanno i tossicodipendenti. Per non parlare dei commenti a volte davvero fuori luogo che compaiono sotto certi articoli, scritti da chi non ha nemmeno il coraggio di firmarsi col suo nome , ma ha scelto un senhal( uso un termine provenzale per dare un tocco di raffinatezza a certa terminologia usata impropriamente ) utile per nascondersi, ma non per coprire giudizi di cui ci si dovrebbe vergognare. Per non citare poi le tante non risposte date anche dall’ amministrazione comunale alle tante richieste fatte su stampa e su pec relative a questioni importanti. QUESTO È IL SILENZIO CHE SI DEVE METTERE DA PARTE.

E concludo sperando davvero che tutti cambiamo ottica nel considerare le ” cose” ( alla latina) della natura un grande valore che non ha bisogno alcuno di essere valorizzata. Perché opera d’ arte e d’ Amore. E quella che l’ uomo chiama valorizzazione spesso equivale a distruzione. Abbandono. Rovina. Impariamo – lo ripeto ancora- il rispetto e la protezione di tutto ciò che è autentica Bellezza , operando per il Bene. E prendendo esempio dai gatti, maestri si’ del silenzio .

Ma di un silenzio produttivo. Un silenzio poetico che , per dirla con Ungaretti, è quello di chi opera, attraverso giusta meditazione e riflessione , il Bene e per il bene della comunità tutta, ascoltando e mettendo in atto quella scintilla di Speranza che l’ uomo deve ritrovare in se’. Per salvare se stesso e tutta le creature. Operando con grande umiltà.Per questa Terra che dovremo restituire ai nostri figli. E ai quali dovremo rendere conto del nostro operato. Non con un silenzio passivo. Non offendendo l’ altro. Ma un silenzio che porti , lo ripeto ancora, alla riflessione e dia poi delle risposte concrete. In direzione della salvaguardia. Del rispetto e della protezione.

Mirella Verde
Docente di italiano e storia in pensione
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia

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