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L’isola di calore a Senigallia

Morici: "In questi giorni roventi di fine giugno 2026 avremmo bisogno di più verde e di più alberi, invece ne abbiamo di meno"

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Olmo bello di Lando

Il termine isola di calore lo dobbiamo a Gregor Mendel che nei libri di scienze è conosciuto come il botanico che per primo pose la basi per la conoscenza della genetica,  attraverso i suoi esperimenti sulle piante, in particolare le piante di piselli.

Però il suo interesse – prima che diventasse il padre postumo della genetica – era la meteorologia[i]

Egli misurò per oltre 15 anni la temperatura dell’aria della sua città (attuale Brno) al centro storico e in periferia: si accorse che il termometro da lui usato misurava una temperatura più alta in città rispetto alla periferia. Purtroppo come tutte le grandi scoperte, anche questa fu presa in considerazione soltanto dopo alcuni decenni. Gli studiosi di meteorologia iniziarono a “riscoprire” gli studi del Mendel meteorologo che nel 1863 a Brno scoprì il fenomeno noto come isola di calore urbana[ii].

https://biblioteca.comune.senigallia.an.it/biblioteca-digitale/libri-digitali/gregor-johann-mendel-la-meteorologia-lozono-e-lisola-di-calore-di-rossano-morici/

Più o meno nello stesso periodo (1861) a Senigallia la signora Giulia Micciarelli Sbriscia, eccellente soprano e donna di elevata cultura, descriveva Senigallia, come la – Nizza delle Marche per la sua posizione in riva la mare, per le sue colline disposte come un diadema che la circondano e per l’aria purissima che vi si respira, grazie al suo manto arboreo e a un lieve vento che continuamente soffia dal mare alle circostanti colline rinnovandola e purificandola ad ogni istante. Ed inoltre la città ha le vie spaziose, le grandi piazze, ed i palazzi, e le comode e pulite abitazioni, dovute al senso di nettezza insito negli abitanti[iii].

Come nel film “Ritorno al futuro” triologia prodotta da Steven Spielberg, facciamo un salto di quasi un secolo per incontrare la scienziata e botanica Irma Pierpaoli.
https://www.ecomarchenews.com/la-biologa-marina-che-si-appassiona-di-alghe/

 

La Pierpaoli esperta di botanica e geografia, scrisse un opuscolo stampato nel 1953 dalla Tipografia Senigalliese[iv]. L’opuscolo di trenta pagine, descrive in modo accurato giardini, alberi e viali alberati della nostra città, allora una perla verde immersa in un mare azzurro.
In particolare Irma Pierpaoli descrive appunto gli alberi, i viali alberati e i giardini, sia pubblici che privati .

«Basta salire in collina, pur persuadersi che Senigallia non è bella soltanto nella cornice del suo mare, ma anche in quella del suo verde, che la circonda e che ora penetra pure fra le case della città»[v].

Con queste parole la Pierpaoli dipinge la nostra città come era nei primi anni 50. 

La Pierpaoli dedica una pagina del suo opuscolo per parlare dell’olmo in particolare dell’Olmo di Lando, pianta di circa 600 anni che fu per  decenni  la meta dei senigalliesi e non solo per cercare un po’ di fresco nelle torride estati: nella foto si vede la moltitudine di comitive che faceva merenda all’ombra della grande chioma dell’albero[vi].

 

Non possiamo non citare la descrizione che la Pierpaoli fa di Villa Sorriso, perla verde di Senigallia, https://www.senigallianotizie.it/1327656548/villa-sorriso-perla-verde-di-senigallia vero polmone verde della nostra città.

Per la descrizione dell’opuscolo di Irma Pierpali si rimanda all’articolo pubblicato su
Ecomarche news  dal titolo Giardini e viali alberati dal XIX secolo a metà del XX secolo 
https://www.ecomarchenews.com/senigallia-perla-verde-in-un-mare-azzurro/

 

Ho scritto il presente articolo dopo aver letto l’eccellente relazione a firma del direttore di Senigallia Notizie, Massimo Mariselli, dal titolo :  Albericidio: il lento declino dei giganti verdi di Senigallia
https://www.senigallianotizie.it/1327663525/albericidio-il-lento-declino-dei-giganti-verdi-di-senigallia

Emblematica la frase scritta in maiuscolo:
ALBERICIDIO SILENZIOSO: I PINI SECOLARI SOFFOCATI DALL’EDERA E DALL’INDIFFERENZA.

Mariselli nella sua relazione usa il termine albericidio per indicare il lento e progressivo degrado di un albero fino alla sua scomparsa.

Quello che preoccupa è che secondo le stime di cittadini e associazioni impegnati nella tutela del verde pubblico nel corso degli anni sono stati abbattuti circa 90 pini secolari e altri 25 dovrebbero subire il medesimo destino.

Mi ha colpito il numero di alberi abbattuti e non sostituiti o sostituiti con altre piante che non possono per ovvi motivi prendere il posto dei pini.
In questi giorni roventi di fine giugno 2026 avremmo bisogno di più verde e di più alberi, invece ne abbiamo di meno.

Gregor  Mendel, con il quale ho iniziato il mio articolo, si era accorto che il centro di Brno aveva temperature più alte rispetto alla periferia,  per la mancanza di giardini e di alberi, e la presenza di pavimentazione delle vie, piazze, e coniò il termine isola di calore [vii] per descrivere questo fenomeno circa 160 anni fa. Cosa hanno fatto le varie amministrazioni comunali non solo di Senigallia, che si sono succedute dagli anni 80 in poi del Novecento, su questa importante tematica che riguarda la salute dei cittadini?

Per coloro che sono interessati a questo argomento si suggerisce di leggere il contenuto di alcuni studi condotti a Padova e in altre città d’Italia: si trascrivono tre link.

https://www.padovanews.it/2026/06/27/foreste-urbane-per-ridurre-limpatto-delle-ondate-di-calore-studio-del-cnr-in-10-citta-italiane/

https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/effetto-isola-di-calore-come-ridurre-il-surriscaldamento-urbano/

https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/rischio-calore/casi-studio/analisi-fenomeno-isola-di-calore-nellarea-urbana-di-bologna.pdf/view

 

Foto in apertura:
Olmo bello di Lando
https://archive.org/details/Olmo-di-Lando-detto-Olmo-Bello-presso-Senigallia-PHAIDRA_o_5014

Giardini Rosa Morolli (Giardini Morandi) in una foto cartolina del 1938. Si evidenzia la Casina delle Rose. (Collezione privata)

Giardini Rosa Morolli (Giardini Morandi) in una foto cartolina del 1938.
Si evidenzia la Casina delle Rose.
(Collezione privata)

La fontana dei giardini Angelica Catalani in una foto cartolina del 1950 (Collezione privata)

La fontana dei giardini Angelica Catalani in una foto cartolina del 1950
(Collezione privata)

Viale Anita Garibaldi vista da piazza Diaz, 1960

Viale Anita Garibaldi vista da piazza Diaz, 1960
https://archive.org/details/via-anita-garinaldi-vista-da-piazza-diaz

 

[i]Burianová J., Roche K. F., Gregor Johann Mendel Meteorologist, Masaryk Universisty Faculty of  Science, MuniSci, 5 December 2022.

[ii]Munzar J., Gregor Mendel and urban environment, Moravian Geographical Reports n. 2/1994.

[iii]Morici R., Giulia Micciarelli Sbriscia – dalle opere di Rossini e Verdi alle acque sulfuree – , in Marca/Marche rivista di storia regionale n. 15/2020, Andrea Livi Editore, dicembre 2020.

[iv]Pierpaoli I, Senigallia nel suo sfondo geografico fisico e nelle sue zone di verde, Tipografia Senigalliese, 1953.

[v]Pierpaoli, p. 14.

[vi]Pierpaoli, p. 17.

[vii]Isola di calore o isola urbana di calore è un fenomeno di surriscaldamento legato a diversi fattori tra cui la mancanza di adeguato verde, alberi e viali alberati, presenza di asfalto, cemento o pavimentazione di strade, piazze, eccetera.

 

di Rossano Morici

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