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Mirella Verde: “Cambiamo ottica”

"Dovremmo tutti farlo nel rapporto con la natura che ci circonda"

Cavallo, equino, ippica, equitazione

Ascoltando il TG3 Marche finalmente una bella notizia che non conoscevo: l’ esistenza nel maceratese di centri di riabilitazione di cavalli che hanno subito , nella loro vita, traumi o incidenti. Finora s’ è guardato al problema con la solita ottica antropocentrica, valida in alcune circostanze, ma non in tutte.

Mi spiego: s’ è guardato al cavallo ( splendido animale e capolavoro della natura) solo come strumento di esibizione ( nei casi peggiori) nei vari pali e corse, dove le frustate e i maltrattamenti sono all’ ordine del giorno, oppure ( e questo è positivo) si è guardato al quadrupede come valido aiuto per disabili attraverso l’ ippoterapia.

Ma la notizia che ho ascoltato oggi, è per me ( come per coloro che non ne erano a conoscenza) l’ inizio di una rivoluzione copernicana, in cui tutti dovremmo sforzarci di guardare al mondo animale non solo dal nostro punto di vista ” umano” ( umano per modo di dire, perché spesso violento e senza alcun timor di Dio), ma anche dalla loro ottica, spesso messa nel dimenticatoio, non pensando minimamente che anche gli animali ( e anche noi lo siamo) soffrono se hanno dolore o gioiscono per una delicata attenzione che rivolgiamo loro. Si’ , proprio come noi.

Perciò ritorno su un episodio, quello accaduto a Roma in preparazione dei festeggiamenti per l’ anniversario della Repubblica e sul fatto che ( a meno che io non sia stata distratta) nessuna associazione animalista locale abbia protestato per quanto successo a Roma, il 29 maggio 2026, passate da poco le 23, quando un istruttore della parata che si doveva svolgere a Roma per onorare la nascita della Repubblica, dopo le sofferenze della dittatura, accese i fuochi d’ artificio, spaventando i cavalli che, terrorizzati, galoppano zigzagando tra il traffico e gli incroci della via Colombo. Tutti a preoccuparsi delle sorti del traffico e non delle sorti di quelle povere bestie che, inconsapevolmente (e questo mi dispiace moltissimo, anzi sono vicina nel dolore sofferto) hanno finito per travolgere qualcuno dei loro conduttori. Ma hanno rischiato la vita anche quelle intelligentissime bestie che sono i cavalli. Ricordo, nella mia carriera di insegnante, nell’ ambito del progetto A..mici e dintorni, come una mia alunna descrisse ( facendomi venire le lacrime agli occhi per l’ emozione) in un componimento la felicità e il senso di libertà che le dava cavalcare al maneggio una di queste sensazionali bestie che sono i cavalli, spesso maltrattati con frustate ( vedi i tanti tradizionali pali) o sfruttate nelle carrozze per turisti, inconsapevoli del danno che recano a queste creature.

Ora mi si dirà ( e lo ripeto di nuovo): e questo con Senigallia cosa ha a che fare? Scusate, ma a ragionare così sono coloro che ancora ( purtroppo) non hanno compreso che il Mondo è un bicchiere.

Dovremmo tutti cambiare ottica nel rapporto con la natura che ci circonda. Considerarla nel suo complesso ( con la flora, la fauna selvatica e quella addomesticata) un ‘ opera d’ arte, un patrimonio unico ed irripetibile, un gioiello da salvaguardare sia che si trovi ad es. in Messico o qui a Senigallia.

Spero che la nuova giunta, insediatasi da poco, si muova secondo quest’ ottica. Proteggendo e tutelando i deboli e i fragili. Quelli che non possono esprimere con linguaggio umano ( ma un loro linguaggio ce l’ hanno, eccome. E le persone sensibili sono in grado di percepirlo dai tanti segnali da loro emanati ).

Scrivo questo pezzo con il cuore affranto per la scomparsa di due miei gatti ( e ringrazio le testate che hanno pubblicato i miei appelli), sperando sempre che si tenga fede al fatto che “La Terra è un prestito dei nostri figli”. E che tutti noi abbiamo il dovere di riconsegnarla loro nelle migliori condizioni possibili. Perché La Terra è un Santuario che deve celebrare l’ Amore di Dio ogni giorno.

E questo è ancora più valido nell’ anno dedicato a san Francesco. Poverello d’ Assisi, certo, come viene denominato.

Ma servitore di Dio e delle sue creature amate e rispettate tutte allo stesso modo. Perché specchio dell’ onnipotenza divina che ha dato un suo equilibrio a tutto. Quello che l’ uomo sta continuamente spezzando

Davvero mi auguro ( e lo auguro anche alla stampa , alcune volte legata solo a “cronacismi” locali) che si cominci a pensare veramente che il posto in cui viviamo è ben al di la’ dei confini del proprio naso. Se vogliamo salvarlo .

Grazie
Mirella Verde
Insegnante d’ italiano in pensione
responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia

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