Franco Porcelli: “Torniamo alle ACLI!”
Lettera agli amici di Senigallia e dintorni

In questo momento di accentuato disorientamento che connota tutto l’associazionismo, civile ed ecclesiale, mi sembra opportuno avanzare le seguenti riflessioni, con invito al seguito, che sto sviluppando intorno al Circolo ACLI “U. Ravetta” di Senigallia.
Cominciando dalla lontana, eccole qui:
Quando avevo appena nove anni – era il 1956 – fui destinatario (assieme ad altri coetanei) di una delle prime “Befane acliste”. Che bello! Specialmente per uno come me, che si trovava quasi perennemente iscritto all’Elenco di Povertà del Comune di Senigallia.
Quella Befana fu una sorpresa, ma in un certo senso ben meritata perché lì al Ravetta trascorrevo tutti i pomeriggi giocando al biribis. Fino a quando una volta non fu possibile perché era in arrivo Enrico Mattei e quindi tutto doveva essere in ordine. Carlo Peruzzini, l’instancabile animatore aclista ed insieme Direttore dell’Italcementi, infatti aveva sparso la voce che era imminente l’arrivo, da noi, del Presidente dell’ENI (in città aveva a disposizione due abitazioni e qui portò a passeggio lungo il Corso anche lo Scià di Persia) che aveva urgenza di abboccarsi con l’On. Mario Boidi in quel momento presidente del ns. Circolo ma anche autorevole collaboratore di De Gasperi.
Negli anni seguenti continuai a giocare al biribis ed anche al flipper, ovviamente anche questa volta con altre interruzioni al profilarsi nei paraggi dell’arrivo dell’altrettanto partigiano aclista On. Bartolo Ciccardini, non proprio entusiasta del vociare dei ragazzi.
Comunque questo, per me, fu il tempo della conoscenza (insieme all’inesauribile don Angelo Menucci) dei tre “assi portanti” del fulminante sviluppo del Circolo Ravetta: parlo di Nunzio Santini, Silvio Patrignani ed Enrico Stefanini. Cui, nel tempo, sono succeduti il Preside Letterio Maggi e poi Emiliano Menucci, Domenico Sole, Gioacchino Assuntini, Gianni Jannella, Galliano Brocchini, Dino Berluti, Scalga, Giacomini, Landreini, Vinto Goldenzi, Settimio Lucchetti e tanti altri ancora. Queste sono state le Acli cittadine dei tempi appena trascorsi.
Allora appare chiaro che oggi, in questo momento di sensibile sbandamento di tutto l’associazionismo laico ed ecclesiale, s’impone la necessità di reagire con tutta la nostra passione e volontà. E quindi, il prima possibile, TORNIAMO ALLE ACLI! Consapevoli che tra noi ci sono tutte le capacità e competenze per esaltare al meglio le tantissime potenzialità offerte dalla struttura polivalente del circolo.
Basta volerlo, ecco che alle conferenze ed agli incontri sociali, conviviali e culturali possiamo agevolmente affiancare mostre d’arte e di fotografia, mercatini del riuso ovvero “La soffitta & la cantina in piazza” a cui aggiungere anche momenti di gioco, concerti, balli, divertimento e del piccolo commercio/scambio domestico di fumetti.
Ma prima di tutto potremmo farci protagonisti dell’avvio di punti di ascolto e di indirizzo delle attese della povera gente, come direbbe Giorgio La Pira.
Per fare buon uso di tutte queste importanti possibilità
è utile vederci al più presto qui al Circolo Ravetta, ovvero il prossimo
VENERDÌ 24 APRILE
ALLE ORE 18,30.
Come al solito, al termine un buon “Vino d’Onore”.
Vi attendo tutti!
Cordialmente
Franco Porcelli




























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