La Scuola di Pace “Buccelletti” sulla mozione sulla Palestina approvata dal Consiglio comunale
"Ci chiediamo: se non avessimo insistito in tutti questi mesi, cosa ne sarebbe stato?"

Gentile Sindaco, gentili Consiglieri di maggioranza,
vi scriviamo in forma aperta, in qualità di presidenti attuali ed ex della Scuola di Pace, perché la recente approvazione in Consiglio Comunale della risoluzione per il riconoscimento dello Stato di Palestina non è proprio riuscita ad entusiasmarci.
Meglio che niente, si dirà: questa approvazione, benché tardiva, ci pone nel novero delle città che non si sono mostrate indifferenti al genocidio in corso a Gaza e in Cisgiordania. Ma qui inizia e finisce l’elenco degli aspetti positivi.
Non possiamo dimenticare, innanzitutto, la data in cui abbiamo iniziato questo iter: sono passati quasi 11 mesi da quando abbiamo presentato la prima mozione, attraverso alcuni consiglieri comunali, auspicando che, vista la drammaticità di una questione che riguardava la vita o la morte di un popolo intero, quell’atto dovesse essere approvato all’unanimità, al di là delle appartenenze partitiche, come avvenuto in altri Consigli Comunali, trattandosi di un problema non solo politico ma anche e soprattutto umanitario.
Tuttavia, nella seduta del Consiglio comunale del 30 luglio 2025, la mozione venne malamente respinta. Restò aperto uno spiraglio, rappresentato dalla costituzione di una commissione ad hoc, composta dal Sindaco e dal suo Vice, dai due Presidenti della Scuola di Pace e i tre consiglieri comunali membri del Direttivo della Scuola stessa, cui venne affidato il compito di redigere una mozione unitaria. La Scuola di Pace accolse con grande soddisfazione questa volontà di dialogo, perché era in linea con lo spirito iniziale della nostra proposta: una mozione unitaria di carattere umanitario su quello che stava accadendo in Palestina.
Con queste parole, infatti, fin dal mese di maggio avevamo chiesto al Consiglio Comunale di riconoscere lo Stato di Palestina: «…il riconoscimento della Palestina non porrà fine magicamente al conflitto che va avanti da 80 anni, ma rappresenta la condizione necessaria perché il popolo palestinese possa continuare ad esistere. Cacciare i palestinesi dalla loro terra è possibile solo se questa loro terra non esiste. Su una questione così grande, che riguarda la vita o la morte di un popolo intero, il nostro auspicio è che la votazione non sia condizionata dalle appartenenze partitiche e che la mozione venga approvata all’unanimità, come accaduto in altri Consigli Comunali. Qui davvero non c’entrano destra e sinistra, maggioranza e opposizione. È solo una questione di umanità: dobbiamo restare umani. Serve un atto di libertà con cui schierarsi dalla parte giusta, che è sempre quella delle vittime innocenti». Quindi sì, ci abbiamo creduto e ci siamo spesi in prima persona, anche con chi ci metteva in guardia consigliando di non fidarci. Ci siamo fidati, insieme a tutto il Direttivo della Scuola di Pace. Il 24 settembre, dopo numerose sollecitazioni da parte nostra, si è riunita la Commissione alla presenza del Sindaco e del Vice-Sindaco, di noi presidenti della Scuola di Pace e dei consiglieri Crivellini e Pagani (Montesi era assente per impegni personali). Abbiamo interpretato la vostra presenza come un segnale di grande determinazione nel voler portare a termine tale percorso. In un clima di dialogo e ascolto reciproco abbiamo elaborato un testo che prevedeva la richiesta ufficiale al Governo e al Parlamento italiano di riconoscere lo Stato Palestinese.
Siamo usciti da quella riunione davvero fiduciosi, rinfrancati per aver sperimentato come il dialogo e il confronto aperto siano in grado di ricomporre i conflitti e di conseguire risultati concreti.
Dal giorno dopo, purtroppo, sull’iter di questa nuova mozione è sceso un silenzio totale, interrotto solo dalla nostra insistenza con il Sindaco, che ci ha più volte ribadito di voler arrivare in fondo, imputando ai consiglieri di maggioranza il rifiuto di votarla. Nonostante le rassicurazioni, in tutti questi mesi non c’è stato il minimo segnale di un passo avanti, fino ai giorni precedenti il Consiglio comunale dell’8 aprile scorso, quando la risoluzione è stata finalmente votata.
Questa approvazione tardiva ha impedito a Senigallia di pesare ed essere presente nei giorni in cui l’attenzione dell’opinione pubblica si rivolgeva con maggior vigore alla tragedia di quel popolo, con l’intento che il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Italia segnasse pure un cambiamento della politica di sostegno, anche militare, offerto, in spregio alla Costituzione, ad un governo come quello di Netanyahu, responsabile del genocidio di un popolo.
Ci chiediamo: se non avessimo insistito in tutti questi mesi, cosa ne sarebbe stato? E soprattutto: cosa ha impedito di approvare prima la mozione, visto che il testo votato l’8 aprile è esattamente lo stesso approvato nella riunione del 24 settembre?
D’altra parte, risalta il fatto che la presentazione della risoluzione giunge all’ultimo Consiglio utile prima dello scioglimento dell’attuale amministrazione.
Senigallia arriva tardi, e in modo molto discutibile, all’appuntamento con la storia. In questi mesi, nell’era della pax Trumpiana (se ci fosse ancora qualcuno che ci crede), il genocidio in Palestina continua: solo, forse, più lentamente, ma continua.
Ben venga dunque l’approvazione della risoluzione. Non possiamo nascondere però il grande senso di amarezza per come ci si è arrivati, e il fatto che ci siamo sentiti presi in giro.
Oggi, quando nubi di guerra ancor più cupe e vaste si addensano sulla Terra, la Scuola di Pace del Comune di Senigallia rivendica non solo l’opportunità ma anche la necessità che le comunità locali esprimano dal basso e tempestivamente, tramite i loro organi rappresentativi, tutta la contrarietà popolare alla guerra e al riarmo, in nome di un futuro, ancora possibile, orientato alla legalità internazionale, alla cooperazione e alla pace tra i popoli.
Senigallia, 10 aprile 2026.
La Presidenza della Scuola di Pace del 2025 e 2026
Emanuela Sbriscia Fioretti
Daniele Marzi
Roberto Mancini


























Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password
Effettua l'accesso ... oppure Registrati!