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Dal 10 gennaio è scattato formalmente l’obbligo per tutte le unità di pesca di dotarsi di un sistema di gestione video

Ma è previsto un periodo di transizione

I pescatori di Senigallia - La tratta - Foto di Loriano Brunetti

Dal 10 gennaio è scattato formalmente l’obbligo per tutte le unità di pesca, comprese quelle precedentemente escluse dai regolamenti comunitari, di dotarsi di un sistema di gestione video (VMS – Video Management System), ma il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha predisposto un periodo di transizione per consentire l’adeguamento tecnologico sull’intera flotta, tenendo conto dei tempi necessari per l’installazione degli impianti e delle articolate procedure da seguire.


In tal modo, si eviterà un blocco delle attività non imputabili all’inosservanza delle norme da parte degli armatori e si consentirà un progressivo adeguamento delle imbarcazioni, come precisato da una apposita circolare ministeriale, di pari passo con l’avanzamento delle attività tecniche e la disponibilità sul mercato delle dotazioni definitive.
La normativa comunitaria stabilisce che gli Stati membri dell’Unione Europea siano tenuti a monitorare la propria flotta peschereccia, ovunque essa operi, per controllare le attività di sfruttamento delle risorse ittiche.

L’Italia si è dotata di un sistema nazionale di localizzazione e controllo delle proprie unità da pesca denominato SCP (Sistema di Controllo Pesca) che ha lo scopo di individuare, archiviare e rappresentare la posizione delle imbarcazioni su apposita interfaccia grafica, per la gestione operativa delle informazioni.

In questo contesto, le unità da pesca sottoposte a controllo devono dotarsi di apposito dispositivo di bordo per trasmettere le informazioni relative alla posizione dell’imbarcazione, i rapporti di pesca, le emergenze e gli allarmi.

Il ministero ha quindi avviato, con il Centro di Controllo Nazionale della Pesca (CCNP) del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, l’iter tecnico-amministrativo volto a garantire l’efficace integrazione dei nuovi apparati di bordo con il Sistema di Controllo Pesca nazionale, che prevede diverse fasi propedeutiche, dalla definizione e approvazione delle specifiche tecniche, all’esecuzione di test sui prototipi, all’approvvigionamento e distribuzione sul mercato dei dispositivi omologati, fino alla pianificazione e all’esecuzione massiva delle installazioni sulle unità di pesca interessate.

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Mercoledì 14 gennaio, 2026 
alle ore 10:31
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