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Marche, Acquaroli valuta chiusura totale scuole ma ordinanza è stata impugnata al Tar

Acquaroli:"In un contesto come questo se qualcosa deve essere evitato sono proprio il caos e la confusione"

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Aula scolastica, scuola

Caos nel comparto scuola per quelli che concerne la gestione pandemica. Da una parte la Regione, dopo l’ultima ordinanza del 26 febbraio, ha riportato la didattica a distanza per le fasce d’età dove si è riscontrato un aumento dei contagi, dall’altra, la suddetta ordinanza sarebbe stata impugnata al Tar delle Marche con il rischio concreto del ritorno a scuola in presenza.

In mezzo a questa confusione ha cercato di spiegare la situazione sui social il governatore Acquaroli: “Dopo l’ordinanza dello scorso venerdì, per riportare in didattica a distanza le fasce d’età dove si è riscontrato un aumento dei contagi, e quella del Ministro Speranza, che riporta tutta la nostra regione in fascia arancione, oggi è arrivata la comunicazione che l’ordinanza regionale sulla DAD è stata impugnata al Tar delle Marche. Proprio mentre mi giungeva questa notizia, molti sindaci e assessori mi chiamavano preoccupati per valutare ulteriori provvedimenti restrittivi, in modo particolare anche sulle scuole. Una situazione paradossale. Da un lato c’è la volontà di gestire al meglio un riacutizzarsi della curva pandemica, che come avete visto negli ultimi giorni ha registrato una preoccupante ripresa. Dall’altra parte invece, viene contestata l’ordinanza, emessa con una relazione molto chiara del servizio Salute che indicava un importante aumento dei contagi e la necessità di adottare un provvedimento”.

Una discordanza che sembra alimentare il falò della confusione e lo smarrimento che pervade gli attori principali dell’universo scuola: alunni (e le loro famiglie) e docenti su tutti: “Francamente credo che in un contesto come questo – prosegue Acquaroli – se qualcosa deve essere evitato sono proprio il caos e la confusione, perché purtroppo la situazione è già molto complicata e in continua evoluzione. Se da un lato infatti non è possibile avere certezze assolute, dall’altro è sicuro che ci stiamo tutti impegnando per scongiurare scenari ancora peggiori per la nostra regione. Il mio auspicio, a questo punto, è che il TAR si esprima quanto prima, al fine di fare definitivamente chiarezza rispetto all’atto impugnato. Un atto adottato a tutela della salute e della sicurezza pubblica che in questo momento dovrebbe essere la priorità per ciascuno di noi”.

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