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Arvultùra: “Multati per 800 euro per uno striscione sul guardrail davanti casa”

"La battaglia contro il coronavirus la vinceremo se sapremo autotutelarci come società e come specie"

“ognuno di noi deve dare qualcosa per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto”

Ma che piccola storia ignobile ci tocca raccontare”, quella avvenuta nel primo pomeriggio di sabato 25 aprile a due nostri compagni. Non un giorno qualsiasi per tutti coloro che hanno a cuore libertà e diritti. Proprio quelle libertà e quei diritti oggi in gran parte sospesi per combattere la pandemia in corso.

Proprio a causa del covid-19 quest’anno i festeggiamenti sono stati diversi dal solito. Alle strade vuote e alle piazze deserte si sono contrapposti i balconi e le finestre. Un modo per dire restiamo a casa, ma non restiamo in silenzio, un modo per celebrare la liberazione anche nello spazio pubblico fisico e non solo in quello virtuale. In molte zone di Senigallia dai balconi si è cantata Bella Ciao e si sono esposte bandiere, striscioni e cartelli.

Ebbene, due nostri compagni, uscendo dalla loro abitazione per la passeggiata con i cani, attaccano con lo scotch uno striscione di carta sul guardrail della strada, davanti al passo di casa, dove quotidianamente posizionano i bidoni dell’immondizia per il loro ritiro.

Lo striscione recita: “ognuno di noi deve dare qualcosa per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto”. Una frase inerente al contesto, all’oggi che portiamo sulle nostre spalle.

Una frase che evidenzia l’inscindibile vincolo che lega l’individuo alla collettività in termini di responsabilità, cura e solidarietà come antidoti a tutti i virus, sia in campo politico-economico che in campo medico-sanitario.

Una pattuglia della finanza passa e dopo aver capito che si tratta di ragazzi residenti, riparte. Dopo pochi minuti, arriva una volante dei carabinieri e qui purtroppo comincia la piccola storia ignobile.

I carabinieri scendono (uno senza mascherina), chiedono i documenti, fanno il controllo sul terminale e lasciano per quasi due ore, sotto il sole, i due ragazzi. Il responso finale ha dell’assurdo: una multa di quasi 800 € totali per violazione delle norme anti-covid e affissione abusiva.

A questo si aggiunge l’insopportabile litania di uno dei due agenti che davanti alla celebrazione della festa della liberazione, contrapponeva una non precisata libertà di pensarla in un’altra maniera.

Siccome l’altra maniera è la dittatura fascista, ci inquieta che queste allucinazioni vengano liberamente espresse da degli uomini in divisa, il cui stipendio è pagato dalla Repubblica italiana, democratica e antifascista.

Riteniamo estremamente grave, oltre che odioso, che in una data così importante, con un’operosità alquanto fuori luogo, si decida di comminare una multa così pesante ignorando completamente l’intento del gesto, per altro avvenuto davanti all’abitazione degli attivisti, in una zona di campagna completamente deserta.

Come ci sembra altrettanto grave e odioso il contesto culturale che porta dei cittadini annoiati in transito con le loro autovetture, a scambiare la delazione con il civismo, considerato che – stando proprio a quanto riferito dagli agenti – l’intervento si è reso necessario a seguito di una telefonata di denuncia da parte di privati alla centrale operativa.

La battaglia contro il coronavirus la vinceremo se sapremo autotutelarci come società e come specie. Per tale ragione, cominciamo ad essere stanchi di come veniamo trattati dalle istituzioni: non siamo dei bambini incapaci di comportarci razionalmente e di porre in essere condotte responsabili nei confronti di sé stessi e degli altri.

E non è certo nella libertà riservata all’arbitrio di chi indossa una divisa di reprimere ingiustificatamente una pacifica e innocua manifestazione del pensiero, che risiede quella “solerzia delle istituzioni” di cui si sente il bisogno nel pieno di una crisi epidemica ed economica globale.

da Spazio Comune Autogestito Arvultùra

Spazio Autogestito Arvultùra
Pubblicato Martedì 28 aprile, 2020 
alle ore 9:12
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Commenti
Ci sono 4 commenti
Mario2 2020-04-28 13:15:46
Non vedo quale sia la storia ignobile, ammettete i reati di violazione delle norme anti-covid e affissione abusiva quindi siete stati multati, è quello che dovrebbe succedere in un paese civile fatto di regole, diritti e doveri, il Carabiniere probabilmente alludeva alla Democrazia dove ognuno è libero di esprimere la sua idea.
Mario Rossi 2020-04-28 14:09:20
Premetto che sono un antifascista, ma sinceramente in quella frase non ci vedo niente di fascista !! Lo vedo solo un invito per tutti, e sottolineo TUTTI, i politici e i ricconi di tagliarsi un po del loro stipendio, per dare un aiuto ai più deboli !! Penso che questo sia tutt'altro che fascismo !! Non concordo sul quel passaggio "non siamo dei bambini incapaci di comportarci razionalmente" , visto le oltre 8.000 denunce che vengono fatte ogni giorno, credo che non tutti si comportano razionalmente !!
aras 2020-04-29 08:01:14
Sicuramente i ragazzi sono stati animati da buone intenzioni, sono stati ingenui pensando di poter mettere il proprio striscione su suolo pubblico senza permessi pur essendo la frase ricca di significato. Non carichiamo un' atto di giustizia ( la sanzione ) di un significato politico. Gli attori sono dei ragazzi e dei tutori della legge....compagni e fascisti sono due termini impropri in questo caso. Se erano dei ragazzi (adolescenti) sarebbe stato meglio farglielo semplicemente togliere, ammorbidendo la legge. Se erano degli adulti.... bhe ...hanno violato la legge ed è giusto essere stati sanzionati.
Glauco G. 2020-04-29 12:35:15
Assolutamente tutto molto corretto...anche io non ci vedo nulla di male...quello che mi rattrista è il vedere che certe "correnti di pensiero" hanno una percezione della legalità (evidentemente) davvero molto distorta...hanno un approccio alla vita completamente sballato rispetto (e ripeto rispetto) le leggi vigenti. Simile cosa a Bologna dove, in barba ad ogni decreto hanno fatto quello che volevano. Purtroppo è questo il lato negativo della vicenda non il rispetto lecito e sacrosanto applicato. Male ha fatto la G.di.F. che non è intervenuta. A loro va il rimprovero non alla pattuglia di Carabinieri che hanno fatto egregiamente (da come sembra) il loro lavoro.
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