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Successo per il convegno “Il gatto e noi”

Si è tenuto presso la Biblioteca Antonelliana nella giornata del 24 Gennaio

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gatti

Durante la giornata del 24 Gennaio 2020 una rappresentanza di noi studenti del progetto “A..mici e dintorni” la cui referente è la straordinaria prof.ssa Mirella Verde (impossibilitata a partecipare per motivi di salute), accompagnati dalla nostra professoressa di Italiano e Storia Anna Russo, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad un convegno veramente interessante organizzato dalla LAV, presieduto dalla referente per la regione Marche dott.ssa Maria Aquila, riguardante la meravigliosa ed affascinante razza felina che è da secoli diffusa in tutto il mondo, ovvero quella dei gatti.


Il convegno – intitolato “il gatto e noi” – si è tenuto presso la Biblioteca Antonelliana di Senigallia, ha avuto inizio intorno alle 15:30 ed è terminato verso le 19:00.

Erano presenti personalità autorevoli come la senatrice Silvana Amati, la prof.ssa Gianna Prapotnich, meravigliosa relatrice ma anche in veste di rappresentante dell’Ufficio Scolastico provinciale e del MIUR.

Durante queste ore sono intervenuti diversi specialisti ed esperti del mondo animale, il prof. Luca Mechelli, docente di patologia veterinaria all’università di Perugia, la dot.ssa Maria Chiara Catalani, medico veterinario esperto in comportamento animale, l’egregio professor Gian Mario Raggetti, in veste di Coordinatore dei lavori, rappresentanti del mondo associazionista, che hanno affrontato alcuni temi veramente interessanti.

Il primo è stato quello riguardante la sicurezza e il benessere dell’animale.
Secondo dati statistici i gatti, rispetto al cane, sono portati meno da un veterinario, questo perché i padroni molto spesso non danno molta importanza a quelli che potrebbero essere sintomi di gravi malattie.

Per questo sarebbe meglio farli controllare da un veterinario minimo due volte l’anno e sottoporli ad apposite analisi del sangue, per la loro sicurezza.

Molto importante è anche l’uso dei medicinali, che devono essere utilizzati nelle quantità indicate ed inoltre è importantissimo consultarsi con esperti in materia, prima di somministrare un medicinale sbagliato che potrebbe influenzare gravemente la salute dell’animale.

Inoltre una nutrizione di alta qualità, correttamente bilanciata potrebbe aiutare la durata della vita del gatto.

Un gatto nella sua alimentazione richiede soprattutto manganese, potassio, vitamina D, vitamina B1 e vitamina B6. Calcio, sodio, magnesio e vitamina A che devono essere naturalmente presenti in una dieta equilibrata.

Inoltre, la taurina è un aminoacido essenziale della dieta felina, la cui insufficienza porta a degenerazioni retiniche e insufficienza cardiaca.

Avendo due gatti ho trovato molte informazioni veramente utili e in cui mi sono spesso ritrovata. L’intelligenza dei gatti è la capacità degli stessi di percepire informazioni e di ricordarle sotto forma di conoscenze da applicare alla risoluzione di problemi. Qui si danno alcune informazioni su ciò che attiene alle abilità e attitudini psichiche e mentali dei gatti.

I gatti sono felini che hanno una natura libera: infatti, anche se non sembra, essi hanno bisogno di molte attenzioni.

Per quelli che vivono in appartamento è fondamentale soddisfare alcune loro esigenze feline: è molto importante, ad esempio, non negare loro di uscire (nei limiti del possibile) per soddisfare i loro grandi sensi di curiosità e di esplorazione.

Inoltre, è consigliabile l’acquisto di grandi tira graffi ed è importante permettere di farli salire su mobili di grande altezza.

Si è poi affrontato il rapporto che il gatto instaura con l’uomo e più in particolare con la donna.
Il gatto è la creatura più vicina al modo di essere donna: libero, indipendente, determinato “capace di osservare anche mentre dorme”.

I gatti hanno un’andatura elegante, sinuosa: sono capaci di ammaliare con uno sguardo e con pochi gesti di attirare attenzione… esattamente come le donne…

Le donne” parlano tanto” come i gatti: è bene sapere che il gatto è un animale poliglotta che riesce a riprodurre circa un centinaio di vocalizzi, riesce a personalizzare le fusa e i ronfi.
La presenza di un gatto in casa è appagante quasi come quella del partner.

Accarezzare un gatto per qualche minuto ha effetti positivi sul cervello umano perché favorisce il rilascio dell’ossitocina che contribuisce ad alleviare lo stress ed abbassare il battito cardiaco…

Un argomento che mi ha colpito particolarmente è stato quello delle origini della razza felina che è stato trattato anche nel meraviglioso progetto “A…mici e dintorni..” presentato nel nostro istituto.

Il gatto domestico ha origini africane ed è autorevole membro dei Felidi, probabile risultato dell’incrocio tra il Felis Sylvestris e il Felis Lybica. Appartiene ai mammiferi, all’ordine dei carnivori, alla famiglia dei felini, al genere Felis, alla specie Felis catus.

Quando si insediò nell’Egitto dei Faraoni il gatto aveva sulle spalle cinquanta milioni di anni di vita e di esperienza ma di tutta la famiglia dei Felidi è il solo rappresentante ad aver accettato di convivere con l’uomo. Per questo il nome scientifico del gatto è “Felis domestica”. Una volta che l’uomo ne ha capito l’utilità il gatto è diventato presenza importante nella società, soprattutto per la caccia ai topi, portatori di epidemie.

Nel 3000 a.C. questo antico animale intraprende il suo alto e dignitoso rapporto con l’uomo, facendosi persino divinizzare dagli antichi egizi. Gli antichi Egizi erano convinti che alcune divinità assumessero le sembianze del gatto e i grandi sacerdoti dal comportamento del gatto traessero messaggi divini. Era il Felis Lybica, il primo esemplare non ancora del tutto civilizzato ma molto vicino ad esserlo. Gli fu attribuito un nome onomatopeico “Mau”.

Nel III millennio a.C. nasce l’identità domestica del gatto. Come aveva esposto durante la presentazione del calendario 2020 la nostra compagna Sara Verdenelli della classe I A TUR , con un lavoro in power-point – realizzato grazie alla grande competenza della professoressa Lucia Russo – la dea egizia chiamata Bastet assume la testa di una affascinante e misteriosa gatta il cui sguardo turba ed incanta. Nel proseguire degli anni la dea egizia Bastet avrà anche arti e coda da gatto.

Alla morte il gatto veniva sepolto con gli onori e le cerimonie dei funerali di stato. Esistevano in Egitto specifiche necropoli che accoglievano quasi 300 mila salme imbalsamate di gatti. Il Mau era così entrato a far parte della religione e delle tradizioni, ma soprattutto si era conquistato un posto nel cuore delle famiglie egiziane. Anche le leggi faraoniche difendevano e controllavano l’esistenza del gatto tanto che chi ne uccideva un esemplare riceveva per condanna la pena capitale.
Come già detto, possedendo due gatti ho trovato questo incontro molto interessante.

Ho riconosciuto molti degli aspetti analizzati che anche i miei gatti assumono, come quello di osservare i loro padroni per la loro immensa curiosità.

Inoltre da adesso in poi farò molta più attenzione alla loro alimentazione e alla loro salute per permettere loro di vivere una vita perfetta o quasi.

Molto interessante è stato conoscere la storia che si racchiude dietro alla magnifica razza felina che personalmente amo.

I gatti sono animali indipendenti e non è facile conquistare la loro amicizia. Ve la concederà solo se mostrerete di meritarne l’onore, ma non sarà mai il vostro schiavo.
Molto accattivante e da approfondire il tema del gatto nell’arte presentato dalla relatrice Aurora Carassai. Pittori straordinari come Tiziano, Manet, Goja, Matisse, Picasso, Dali, ne sono un esempio.

Penso che i gatti sono stati creati per contraddire il dogma secondo il quale tutte le cose sono state create per l’uomo. Come scrive Sir Harry Swanson :“Non è possibile possedere un gatto. Nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari.”

Gloria Giacconi IV B SALA
Istituto Alberghiero “A. Panzini” – Senigallia

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