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Marche, tre tipologie di Case della Salute: “sanità vicina ai cittadini”

Spacca: "diversa complessità e modalità di organizzazione in base al territorio e alla popolazione"

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Regione Marche: presentazione delle linee guida sulle Case della Salute

Le linee guida sulle Case della salute – ha spiegato il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca assieme all’assessore Almerino Mezzolani, ai vertici della sanità regionale e a tutte le sigle sindacali che hanno condiviso il documento (per la Medicina generale: FIMMG, SNAMI, SMI, SIMET; per la Pediatria di libera scelta FIMP – Cipe; per la Specialistica Ambulatoriale Interna: SUMAI; Cisl Medici/CIMO; Smi) – rappresentano un momento importante della riorganizzazione dell’assistenza territoriale nella nostra regione, che tiene conto di quanto finora già sviluppato dai professionisti del territorio, i Medici di medicina generale, i Pediatri di libera scelta e gli Specialisti ambulatoriali“.

Il principio che ispira la riorganizzazione – ha proseguito – è quello della prossimità delle cure, che valorizza la centralità del cittadino e si realizza attraverso l’utilizzo di forme organizzative flessibili che utilizzano le esperienze esistenti, quali le forme associative della medicina generale e l’integrazione con gli specialisti. Le Case della Salute rappresentano il livello di massima implementazione organizzativa ed erogativa, che al momento vanno collocate in quei contesti territoriali nei quali esistono condizioni favorenti e facilitanti, come la disponibilità di locali, di servizi distrettuali, di condizioni orogeografiche, di opportunità di integrazione professionale e comunque saranno sviluppate nella logica della distribuzione equilibrata sul territorio regionale. In tal modo la Casa della Salute è una tappa del percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale inserita in una logica di connessione di sistema, che rende più completo ed appropriato il servizio offerto al cittadino. Il percorso è solo alla fase di avvio. Seguiranno poi tutti i passaggi negoziali e di condivisione necessari. Siamo certi – ha concluso Spacca – che la scelta di mettere al centro le Persone, ovvero i Cittadini ed i Professionisti, saprà essere il valore aggiunto di questo processo. In questo modo riusciremo a vincere le sfide che l’ attuale contesto lancia alla tenuta dei sistemi di welfare, raggiungendo con maggior sicurezza gli obiettivi di tutela della salute delle persone“.

Il progetto implementa l’area delle cure primarie, già avviata con gli Accordi integrativi regionali con i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, Continuità assistenziale, medici in formazione e gli Specialisti Ambulatoriali Interni.
Il modello organizzativo-funzionale individuato per tutti i medici convenzionati è quello delle Équipes Territoriali (ET): oggi sono 53 quelle operative e diffuse in tutti i nostri distretti.

Le Case della Salute potranno avere diversa complessità e modalità di organizzazione in base alle caratteristiche oro-geografiche del territorio ed alla densità della popolazione, alla ricchezza e alla complessità dei servizi già presenti, configurando modelli con intensità assistenziale crescente che ne connoteranno le varie tipologie organizzative. La loro estensione passerà anche attraverso l’implementazione di modelli associativi di medicina generale (rete e gruppo) e del relativo personale di supporto.

Sono previste tre tipologie di Casa della salute con complessità organizzativa crescente:

A – Casa della Salute per l’erogazione delle cure integrate – Tipo A
Rappresenta la cerniera strutturale tra la medicina di assistenza primaria (ed eventualmente la pediatria di libera scelta) e l’erogazione di prestazioni infermieristiche e specialistiche distrettuali per gli ambiti di maggiore prevalenza epidemiologica, al fine di implementare percorsi clinici integrati per le patologie di maggior impatto. Si organizza fino ad un massimo 12 ore diurne.
La tipologia A può nascere delle forme organizzative integrate della medicina generale (medico singolo con specifici supporti, rete, medicina di gruppo, equipe territoriali, Unità Complessa Cure Primarie) ed è finalizzata all’erogazione dei servizi di assistenza primaria.

B – Casa della Salute per l’erogazione delle cure integrate e residenzialità – Tipo B
Oltre a tutte le funzioni precedenti si sviluppano i servizi diagnostici – terapeutici, l’integrazione con i servizi sociali per la presa in carico globale e la prevenzione che prevede almeno la presenza delle funzioni di vaccinazioni e certificazioni. Ci può essere un modulo di degenza residenziale Si organizza da 12 fino 24 ore.

C- Casa della Salute – Tipo C
Derivano dalla riconversione delle piccole strutture ospedaliere. Oltre alle funzione precedenti, è presente l’Unità di Valutazione Integrata, la Diagnostica Tradizionale non contrastografica, almeno un modulo di degenza residenziale a ciclo continuativo a finalizzazione sanitaria o socio-sanitaria. Sarà possibile attivare Punti di primo intervento territoriali organizzati secondo la complessità del territorio di riferimento ed in coerenza con la rete dell’emergenza-urgenza, e prevedere funzioni ospedaliere (Day Surgery o one-Day Surgery, lungodegenza, riabilitazione intensiva). E’ organizzata H24.

Nelle tipologie più organizzate, B e C, potranno essere anche presenti i servizi territoriali di salute mentale e sanità pubblica, oltre a quelli della residenzialità. Attraverso queste forme organizzative sarà favorita l’organizzazione di percorsi clinico-assistenziali e ambulatori integrati per patologia e pe contribuire al governo dei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali.

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