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Aumentata l’iva per alcune prestazioni socio-sanitarie con la legge di stabilità

Legautonomie Marche: enti locali alzeranno i costi di asili nido, case di riposo, assistenza domiciliare

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Anziani, ricovero, casa di riposo, cure, assistenza, autosufficienza

La legge di stabilità 2013 (legge 228/2012) aumenta l’aliquota Iva applicabile ad alcune prestazioni socio-sanitarie come gestione di asili nido, case di riposo, assistenza domiciliare, prestazioni educative, rendendo più costoso per gli enti locali fornire i servizi.

L’articolo 1, comma 488 della legge, al punto a), abroga il punto n. 41-bis della tabella A parte II del Dpr 633/1972 che riguarda i beni e i servizi soggetti all’aliquota agevolata del 4%, che includeva: «Prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in case di riposo e simili od ovunque rese».

Contemporaneamente vengono assoggettate all’Iva al 10% le stesse prestazioni se fornite dalle cooperative sociali e dai loro consorzi nell’ambito di un appalto o di una convenzione. Considerato che queste prestazioni, grazie a una norma interpretativa (legge 296/2006, comma 331) ora abrogata dalla legge di stabilità, potevano essere assoggettate all’aliquota Iva del 4%, si capisce come questa disposizione provochi un aumento dei costi per gli enti locali, su prestazioni di grande impatto finanziario e di notevole rilevanza sociale.

Il comma 490 della legge di stabilità aggiunge che queste disposizioni si applicano alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013.

Da quella data l’ente locale non potrà più detrarre l’Iva sugli acquisti relativi a queste prestazioni (salvo una limitata detrazione applicando il pro rata) in quanto i corrispettivi incassati sono esenti, e l’incremento Iva dal 4% al 10% andrà a ridurre ulteriormente le risorse a disposizione degli enti. Inoltre l’aliquota al 10% si applicherà a quelle prestazioni, quando sono rese da cooperative sociali e dai loro consorzi, mentre prima l’aliquota applicabile era al 4% per le prestazioni rese da tutte i tipi di cooperative e consorzi.

Roberto PiccininiLa legge di stabilità 2013 rende dunque più costoso per gli enti locali fornire servizi. È un colpo durissimo ed insopportabile per gli enti locali, per le cooperative sociali e per le famiglie in un momento dove i Comuni sono in prima linea a fronteggiare le ricadute della crisi sui cittadini, a garantire il welfare territoriale e i livelli essenziali di assistenza e ad investire su modelli innovativi di gestione dei servizi.

Ancora più insostenibile perché si inserisce in un contesto di drastica riduzione dei fondi nazionali per le politiche sociali, operato in questi anni ed aggravato dalla riduzione di spesa per gli Enti locali prevista dal patto di stabilità. È una misura che penalizza il Welfare municipale, che garantisce i servizi sociali più vicini ai bisogni delle famiglie.

Gli Enti locali non sono in grado di mettere in campo maggiori risorse per garantire la copertura di un aumento del 150% dell’IVA sui servizi resi dalle cooperative sociali. Ciò richiederebbe una maggiore spesa che i Comuni non sono in grado di sopportare.
L’unica soluzione possibile sarà quella di fornire meno servizi ai propri cittadini o gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie, già in difficoltà. Si dovranno ridurre i servizi di inclusione sociale rivolti alle fasce più deboli della popolazione, a chi ha pochissimo o niente.

Legautonomie Marche, facendo proprie le richieste del sistema delle autonomie locali, richiede al Governo ed al Parlamento di mantenere l’IVA per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi resi dalle cooperative sociali al 4%, abrogando i commi 488, 489 e 490 dell’art. 1 della legge di stabilità 2013
Richiesta di abrogazione di questo provvedimento che viene di fatto inoltrata vivamente ai parlamentari della regione Marche.

Commenti
Solo un commento
Luisa 2013-07-28 15:43:18
Fortuna che è una legge di "Stabilità" che sennò chissà che avrebbero combinato!! I miei complimenti! Bambini, anziani e persone malate. C'è mai stato un periodo più vile di questo nella nostra politica?
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