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Jesi: Alfonso Antoniozzi protagonista del Falstaff alla XXXVIII Stagione Lirica

Invita a "tenere alta la bandiera del riso"


Alfonso AntoniozziAlfonso Antoniozzi, dai principali palcoscenici internazionali al Teatro Pergolesi di Jesi, rivolge in occasione dell’opera Falstaff l’invito a "tenere alta la bandiera del riso".Ha cantato nei principali palcoscenici lirici del mondo, dalla Scala di Milano alla Berliner Staatsoper, dal Metropolitan di New York alla Lyric Opera di Chicago, passando per l’Accademia di Santa Cecilia, la Wiener Staatsoper, la San Francisco Opera, l’Opera di Parigi, il ConcertGebouw di Amsterdam, il Rossini Opera Festival.
Alfonso Antoniozzi – l’artista che il il Corriere della Sera considera "il miglior baritono buffo italiano" – canterà ora per la prima volta anche a Jesi, quale protagonista di Falstaff, in programma il 12, 14 e 16 ottobre al Teatro Pergolesi per la XXXVIII Stagione Lirica di Tradizione. In scena, sarà affiancato da Gianpiero Ruggeri, Francesca Pedaci, Suzana Savic, Dmitry Korchak, Stefano Pisani, Alessandro Cosentino, Miguel Angel Zapater, Daniela Bruera, Cinzia De Mola, Damiana Pinti. Dirige l’opera di Christopher Franklin, la regia è di Antonio Calenda riallestita da Giulio Ciabatti.
Antoniozzi è stato allievo di Sesto Bruscantini, e dal maestro ha preso il gusto per i ruoli comici, la preoccupazione di cantar bene, l’assenza di protagonismo, la discrezione, l’eleganza. A Jesi, tra una prova di Falstaff e una pausa caffè al Bar della Piazza, ha già conquistato l’intero staff della Fondazione Pergolesi Spontini ed il palcoscenico del Teatro per la simpatia contagiosa.
Alfonso Antonizzi ha anche un sito internet che gli somiglia, intriso di humor (www.alfonsoantoniozzi.com), in cui divulga gli appelli di Amnesty International e Terres des Hommes, e rimanda ai link per il blog di Beppe Grillo e per la libera circolazione delle idee. Formidabili gli editoriali, tra cui gli ultimi inseriti da Jesi, tra una prova e la pausa caffè nel bar della Piazza. Uno di questi è un atto di amore nei confronti dei ruoli comici, tra i quali quello di Sir John Falstaff, il personaggio che interpreterà al "Pergolesi" secondo il quale "tutto nel mondo è burla". "Io non credo che il comico sia inferiore al tragico, o viceversa – spiega l’artista – Penso però che sia un genere estremamente più difficile da mettere in scena. Il comico ha bisogno, per far ridere, di un terreno culturale comune, di stabilire una connessione con la platea, di tempi teatrali che funzionino al millisecondo, di armonia con i colleghi sul palco, di una "spalla" funzionante. E ai miei colleghi che si lagnano della loro condizione di comici faccio l’accorato invito di tenere alta la bandiera del riso, con l’orgoglio di chi ha ricevuto uno dei massimi regali che la Natura possa fare ad un essere umano: quello di entrare per qualche ora nella testa della gente per cancellare con un lazzo le loro preoccupazioni e regalare qualche ora di Paradiso. Perché per me, se esiste davvero un Paradiso, allora dev’essere un posto dove si sta sdraiati sulle nuvolette, in armonia reciproca perfetta, e uniti al Creatore in un’eterna, irresistibile, infinita risata".

Pubblicato Lunedì 10 ottobre, 2005 
alle ore 10:30
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