Castelleone di Suasa dice no al termovalorizzatore
Approvata all'unanimità una mozione presentata in Consiglio comunale

Nella seduta di Consiglio Comunale del 24 agosto approvata all’unanimità una MOZIONE, presentata a nome di tutti i Consiglieri dai Capigruppo di Maggioranza Melissa Tenti e Minoranza Giovanni Biagetti, per una pianificazione regionale dei rifiuti fondata sull’economia circolare, sulla riduzione del rifiuto residuo e sui recupero di materia e, in caso di conferma del termovalorizzatore regionale, per escluderne la localizzazione a Castellone di Suasa/Corinaldo, nelle valli del Misa e del Nevola e valle del Cesano, garantendo il pieno coinvolgimento dell’amministrazione comunale nei processi decisionali:
Il Consiglio comunale di Castelleone di Suasa
Premesso che
– la gestione dei rifiuti è disciplinata dalla Direttiva 2008/98/CE, come modificata dalla Direttiva UE 2018/851, e dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che individuano quale principio cardine la gerarchia europea dei rifiuti, privilegiando, nell’ordine, la prevenzione della produzione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio, il recupero di materia e, soltanto in via residuale, il recupero energetico e lo smaltimento;
– la Regione Marche è impegnata nella definizione e nell’approvazione del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, destinato a individuare le scelte strategiche per il futuro del ciclo regionale dei rifiuti;
– il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti individua quale obiettivo prioritario il rafforzamento dell’economia circolare attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, l’incremento del recupero di materia, l’innovazione tecnologica, il completamento della rete impiantistica e il conseguimento dell’autosufficienza gestionale, nel rispetto dei principi di prossimità e sostenibilità ambientale;
– il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti prevede, tra le azioni strategiche per la chiusura del ciclo, la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione a servizio dell’intero territorio regionale e l’istituzione di un Ambito unico regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti;
– numerosi amministratori, associazioni, rappresentanti istituzionali e comunità locali hanno espresso contrarietà all’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore nelle Marche, ritenendo necessario perseguire prioritariamente una politica di riduzione dei rifiuti e di recupero di materia coerente con i principi dell’economia circolare;
– l’Amministrazione comunale di Castelleone di Suasa e le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale hanno manifestato la propria contrarietà all’eventuale localizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel territorio comunale, riaffermando la volontà di tutelarne il patrimonio ambientale, agricolo, paesaggistico, storico, culturale e turistico.
Considerato che
– la Regione Marche ha accumulato un significativo ritardo nella programmazione del ciclo dei rifiuti e nella realizzazione degli impianti necessari al recupero di materia, ritardo che non può essere colmato attraverso il ricorso a un’unica soluzione impiantistica, senza avere preventivamente sviluppato tutte le potenzialità della prevenzione, del riuso, del riciclo e del recupero;
– il principio della gerarchia dei rifiuti attribuisce carattere prioritario alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materia, riservando il recupero energetico alle sole frazioni residue che non risultino ulteriormente valorizzabili attraverso soluzioni tecnicamente, economicamente e ambientalmente sostenibili;
– una politica regionale realmente fondata sull’economia circolare deve porsi l’obiettivo di ridurre progressivamente la produzione complessiva dei rifiuti e, in particolare, la quantità di rifiuto residuo indifferenziato, diminuendo il ricorso alla discarica e rendendo conseguentemente non necessario, o comunque non giustificato, il ricorso a un impianto regionale di termovalorizzazione;
– tale strategia richiede il completamento della rete impiantistica dedicata alla selezione, al trattamento, al riuso, al riciclaggio e al recupero di materia, il miglioramento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata, la diffusione della tariffazione puntuale, il sostegno alla riduzione degli imballaggi, la promozione del compostaggio, dei centri del riuso e delle filiere regionali di recupero;
– la programmazione degli impianti deve essere calibrata sulla progressiva riduzione del rifiuto residuo e non può, al contrario, determinare la necessità di garantire nel tempo quantità costanti di rifiuti da destinare alla combustione, con il rischio di entrare in contrasto con gli obiettivi di prevenzione, riciclo e recupero di materia;
– la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione sovradimensionato rispetto al fabbisogno regionale futuro potrebbe accrescere l’attrattività del territorio marchigiano per rifiuti provenienti da altre regioni, determinando un aumento del traffico pesante, delle emissioni connesse al trasporto su gomma e della pressione complessiva sulle infrastrutture e sui territori;
– il principio di prossimità deve essere applicato in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti e non può tradursi nella concentrazione degli impianti e dei carichi ambientali nei medesimi territori.
Rilevato che
– le Valli del Misa e del Nevola ospitano da decenni uno dei principali impianti di smaltimento della Provincia di Ancona, ubicato nei Comuni di Castelleone di Suasa e di Corinaldo, contribuendo in maniera determinante all’autosufficienza provinciale nella gestione dei rifiuti;
– tale territorio è stato chiamato, negli ultimi anni, a sopperire anche alle esigenze derivanti dalla temporanea carenza impiantistica della Provincia di Macerata, mediante il conferimento presso la discarica di rifiuti provenienti da quella provincia;
– l’accordo interprovinciale relativo ai conferimenti provenienti dalla Provincia di Macerata è destinato a cessare il 31 dicembre 2026, mentre il completamento dell’ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia, nel Comune di Cingoli, e il conseguente pieno ripristino dell’autosufficienza dell’ATO 3 sono previsti in un momento successivo;
– eventuali ritardi nella realizzazione degli interventi programmati nella Provincia di Macerata potrebbero determinare ulteriori richieste di conferimento presso l’impianto di Corinaldo e Castelleone di Suasa, aggravando un carico ambientale già significativo;
– il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti individua la discarica gestita da A.S.A. S.r.l., ubicata nei territori dei Comuni di Castelleone di Suasa e di Corinaldo, tra le discariche strategiche del sistema marchigiano e ne prevede l’ampliamento mediante la realizzazione del terzo lotto nel sito di Corinaldo/Castelleone di Suasa, avente una capacità di circa 1.196.000 metri cubi;
– il progetto relativo alla realizzazione del terzo lotto della discarica nel sito di Corinaldo/Castelleone di Suasa ha già acquisito il provvedimento favorevole di Valutazione di Impatto Ambientale ed è in attesa del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale;
– il previsto ampliamento della discarica costituisce un ulteriore e rilevante contributo che il territorio di Corinaldo/Castelleone di Suasa continuerà ad assicurare al sistema pubblico di gestione dei rifiuti e rappresenta un elemento oggettivo che impone di escludere i Comuni da ogni ulteriore localizzazione di impianti strategici destinati alla chiusura del ciclo regionale;
– il principio di equità territoriale impone che nessuna comunità sia chiamata a sostenere reiteratamente ulteriori carichi ambientali per compensare ritardi programmatori o carenze impiantistiche maturate in altri territori;
– non sussiste alcuna ragione logica, tecnica o funzionale per concentrare ulteriori impianti destinati al trattamento dei rifiuti nelle aree interne o nei territori che hanno già fornito un contributo rilevante al sistema provinciale e regionale, accentuando uno squilibrio territoriale non più accettabile;
– i territori di Corinaldo/Castelleone di Suasa, delle Valli del Misa e del Nevola e della Valle del Cesano presentano una rete viaria non adeguata a sostenere un ulteriore e considerevole incremento del traffico pesante derivante dal trasporto dei rifiuti provenienti dall’intero territorio regionale o, eventualmente, da fuori regione;
– l’eventuale localizzazione di un termovalorizzatore nel territorio di Castelleone di Suasa/Corinaldo determinerebbe rilevanti ricadute ambientali, paesaggistiche, infrastrutturali, sanitarie, economiche e turistiche, incidendo su un’area che ha investito nella valorizzazione delle produzioni agricole di qualità, del paesaggio, dei borghi storici, della cultura e dell’accoglienza turistica;
– gli effetti derivanti dall’eventuale localizzazione dell’impianto non riguarderebbero soltanto i Comuni di Castelleone di Suasa e Corinaldo, ma interesserebbero l’intero sistema territoriale delle Valli del Misa e del Nevola e della Valle del Cesano;
– l’introduzione di un Ambito unico regionale rende ancora più necessario il pieno coinvolgimento dei Comuni e delle comunità direttamente interessate nelle decisioni relative alla localizzazione degli impianti strategici.
Ritenuto che
– la priorità della Regione Marche debba essere quella di dare piena attuazione alla gerarchia europea dei rifiuti, sviluppando un sistema regionale fondato sulla prevenzione, sul riuso, sul riciclo e sul recupero di materia;
– il potenziamento dell’economia circolare, accompagnato dalla progressiva riduzione della produzione dei rifiuti ed in particolare del rifiuto residuo, debba rappresentare la prima e fondamentale risposta alla necessità di chiudere il ciclo regionale dei rifiuti;
– la realizzazione di un termovalorizzatore non debba essere considerata un esito inevitabile della pianificazione regionale, ma debba essere valutata soltanto dopo avere verificato concretamente gli effetti delle politiche di prevenzione, riuso, riciclo, recupero di materia e completamento della relativa rete impiantistica;
– qualora, contrariamente a tale indirizzo, la Regione Marche intenda comunque confermare la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione, debba essere esclusa qualsiasi ipotesi di localizzazione nei Comuni di Castelleone di Suasa/Corinaldo e, più in generale, nelle Valli del Misa e del Nevola e nella Valle del Cesano.
Tutto ciò premesso, considerato, rilevato e ritenuto
IMPEGNA IL SINDACO, LA GIUNTA ED IL CONSIGLIO COMUNALE
1. Ad attivarsi presso la Giunta regionale, il Consiglio regionale, il futuro Ambito unico regionale e tutti gli organismi competenti affinché l’attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti sia prioritariamente orientata alla prevenzione della produzione dei rifiuti, al riuso, al riciclo, al recupero di materia, all’innovazione tecnologica e al completamento della rete degli impianti dell’economia circolare.
2. A chiedere alla Regione Marche di adottare misure concrete e verificabili per la progressiva riduzione del rifiuto residuo indifferenziato e del ricorso allo smaltimento in discarica, anche attraverso:
a) il miglioramento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata;
b) il completamento degli impianti di selezione, trattamento e recupero di materia;
c) la diffusione della tariffazione puntuale;
d) il sostegno ai centri del riuso, al compostaggio e alle filiere regionali del riciclo;
e) la promozione della prevenzione dei rifiuti e della riduzione degli imballaggi;
f) il recupero degli scarti oggi destinati allo smaltimento o al recupero energetico.
3. A rappresentare formalmente alla Regione Marche che il Comune di Castelleone di Suasa ritiene prioritaria una strategia capace di ridurre progressivamente la quantità di rifiuto residuo, rendendo non necessaria la realizzazione di un impianto regionale di termovalorizzazione e impedendo che la dimensione della rete impiantistica sia fondata sulla necessità di assicurare nel tempo quantitativi costanti di rifiuti da destinare alla combustione.
4. A chiedere che ogni decisione definitiva sulla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione sia preceduta da una verifica trasparente e aggiornata:
a) dell’effettivo fabbisogno regionale;
b) dei risultati conseguibili attraverso le politiche di prevenzione, riuso, riciclo e recupero di materia;
c) della quantità e della composizione del rifiuto residuo prevista nel medio e lungo periodo;
d) della sostenibilità economica e ambientale dell’impianto;
e) del rischio di sovradimensionamento e di conseguente attrazione di rifiuti provenienti da fuori regione;
f) delle alternative tecnologiche e impiantistiche coerenti con l’economia circolare;
5. Qualora la Regione Marche intenda comunque confermare la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione, ad opporsi, mediante ogni legittima iniziativa istituzionale, politica e amministrativa, alla sua localizzazione nei Comuni di Castelleone di Suasa/Corinaldo e, più in generale, nei Comuni delle Valli del Misa e del Nevola e della Valle del Cesano.
6. A rappresentare formalmente alla Regione Marche e al futuro Ambito unico regionale che i territori di Castelleone di Suasa/Corinaldo hanno già assicurato e continueranno ad assicurare un rilevante contributo al sistema pubblico di gestione dei rifiuti attraverso la presenza della discarica provinciale e il previsto ampliamento mediante la realizzazione del terzo lotto e che tale circostanza, in applicazione dei principi di equità territoriale, prossimità, proporzionalità e sostenibilità ambientale, impone l’esclusione del territorio comunale da ogni ipotesi di localizzazione del futuro termovalorizzatore.
7. Ad evidenziare, in ogni sede istituzionale, l’inadeguatezza della rete viaria del territorio a sostenere l’incremento del traffico pesante derivante dal conferimento di rifiuti provenienti dall’intera regione e le conseguenti ricadute ambientali, infrastrutturali, sanitarie, economiche, agricole, paesaggistiche e turistiche.
8. Ad intervenire presso la Regione Marche e presso tutti gli enti competenti affinché venga concluso con la massima sollecitudine il procedimento amministrativo finalizzato al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa al progetto di ampliamento della discarica gestita da A.S.A. S.r.l., mediante la realizzazione del terzo lotto nel sito di Corinaldo/Castelleone di Suasa, per garantire la continuità del servizio di smaltimento e l’autosufficienza impiantistica della sola Provincia di Ancona.
9. Ad intervenire presso la Regione Marche, l’Autorità d’Ambito competente e gli altri enti interessati affinché, una volta cessato l’accordo interprovinciale con la Provincia di Macerata, non venga autorizzato alcun conferimento strutturale di rifiuti urbani proveniente da territori extra provinciali presso gli impianti localizzati nei territori di Corinaldo e Castelleone di Suasa, evitando un ulteriore aggravio del carico ambientale già sostenuto dalle comunità locali.
10. A promuovere, insieme agli altri Comuni delle Valli del Misa e del Nevola e della Valle del Cesano, una posizione istituzionale condivisa a sostegno di una pianificazione regionale equilibrata, rispettosa della gerarchia europea dei rifiuti, del principio di equità territoriale e della vocazione ambientale, agricola, paesaggistica, storica e turistica del territorio.
11. A promuovere un confronto costante con la Regione Marche, il futuro Ambito unico regionale, l’ATA, la Provincia di Ancona, A.S.A. S.r.l., i Comuni delle Valli del Misa e del Nevola, i comuni della Valle del Cesano e tutte le rappresentanze istituzionali interessate, affinché ogni scelta relativa alla pianificazione impiantistica regionale avvenga nel pieno coinvolgimento delle comunità locali e nel rispetto dei principi di trasparenza, partecipazione e leale collaborazione tra enti.
12. A chiedere che ogni eventuale procedimento di localizzazione sia accompagnato dalla piena pubblicità dei dati relativi ai flussi dei rifiuti, al dimensionamento degli impianti, alle alternative esaminate, agli impatti cumulativi, ai flussi di traffico e agli effetti ambientali, sanitari, economici e territoriali.
13. A convocare periodicamente i Consiglieri Comunali, estendendo la partecipazione, quando opportuno, ai rappresentanti di A.S.A. s.r.l., dell’ATA, degli enti competenti, dei Comuni interessati e delle forze politiche e sociali rappresentate nel territorio, al fine di garantire un aggiornamento costante sull’evoluzione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, sui procedimenti autorizzativi riguardanti il territorio comunale e sulle iniziative intraprese dall’Amministrazione.
14. A riferire periodicamente al Consiglio comunale in merito alle interlocuzioni istituzionali, agli atti regionali, ai procedimenti autorizzativi e alle iniziative assunte in attuazione della presente mozione.
15. Ad impegnare il Sindaco e la giunta comunale a convocare l’assemblea Civica prevista dallo Statuto all’Art. 23 denominato “Forme di consultazione della popolazione, istanze, petizioni, proposte”, con la relativa discussione prevista in materia relativa all’oggetto della presente mozione.
16. A trasmettere la presente mozione:
– al Presidente della Regione Marche;
– al Presidente del Consiglio regionale delle Marche;
– all’Assessore regionale competente in materia di ambiente;
– ai Presidenti delle Commissioni consiliari regionali competenti;
– ai Consiglieri regionali delle Marche;
– alla Provincia di Ancona;
– all’Assemblea Territoriale d’Ambito della Provincia di Ancona;
– al futuro Ambito unico regionale, una volta costituito;
– ad A.S.A. S.r.l.;
– ai Comuni delle Valli del Misa e del Nevola;
-ai Comuni della Valle del Cesano;
affinché possano condividere e sostenere una strategia regionale fondata sull’economia circolare, sulla riduzione del rifiuto residuo e sull’equa distribuzione territoriale degli impianti e dei carichi ambientali.


























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