Dalla “cittadella” a una cultura libera e aperta
Senigallia Cambia. Cambia Senigallia - AVS: "L'assessore Bello passi a fatti concreti, a proposte reali, chiare e puntuali"

Sono trascorse solo poche settimane dall’insediamento della nuova giunta Olivetti e il neo-assessore alla Cultura, Massimo Bello, non ha perso tempo a rilanciare – dall’alto del suo nuovo ruolo – gli annunci propagandistici fatti durante la sua campagna elettorale, per una “nuova era” delle politiche culturali senigalliesi: immaginifiche “cittadelle del sapere”, una cultura che si apre “a tutti e al territorio”, una città punto di riferimento del panorama culturale nazionale e financo europeo, fino a rendere Senigallia una “città universitaria”.
In questi giorni si sta svolgendo il primo festival della fotografia e, proprio perché la cultura è di tutti, speriamo in un suo pieno successo, ma vista l’importanza della sua delega (tra le tante) vorremmo che da parole e annunci così fumosi e talmente sbiaditi da non poter essere quasi contraddetti, si passasse finalmente alla concretezza e all’autentica partecipazione, in vario modo, di tutte e tutti, in primis delle tante realtà culturali giovanili, realtà che questa e la passata maggioranza di destra hanno pressoché dimenticato.
Si parla di una “cittadella del sapere” (forse un fortilizio riservato a colti e cultori di alte discipline che poco a che vedere con una vera e aperta Cultura?), ma vorremmo che la nostra città, invece, si aprisse e si contaminasse di culture, lingue, esperienze e autentici saperi esterni, che sappiano dialogare e arricchirsi reciprocamente con le tante realtà culturali locali già esistenti, con le quali, ci auguriamo, il neo-assessore voglia continuamente confrontarsi e mettersi in discussione: invece di immaginare “roccaforti” e costruire “castelli”, l’ascolto e il dialogo dovrebbero essere i primi passi di una nuova amministrazione e non, al contrario, proporre vuoti “contenitori”, format culturali calati dall’alto, chiusi e recintanti, come una certa destra proponeva e ripropone oggi, peraltro con nauseante orgoglio nostalgico.
Aspettiamo quindi che da leggiadre e blande parole, l’assessore Bello passi a fatti concreti, a proposte reali, chiare e puntuali (gli ricordiamo che la campagna elettorale è finita), ricercando e investendo anche le risorse finanziarie pubbliche necessarie per garantire una cultura libera, aperta, democratica ed edificante, e non chiusa in fortilizi e castelli.
da Senigallia Cambia. Cambia Senigallia – AVS


























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