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Ing. Rognoli: “Tanto è tuonato che è diluviato”

"Sono certo che sarà un castigo per Senigallia. Vi spiego i motivi"

Mauro Rognoli

In mille hanno fatto l’Italia. In diecimila non siamo riusciti a mandare a casa il sindaco Olivetti, dove pure hanno votato poco più di ventimila elettori. In 10 mila (ma erano altri tempi) non siamo riusciti a bloccare la costruzione del nuovo orrido ponte Garibaldi, povera Senigallia.

Direte, è la democrazia. Certo.

Per prima cosa ringrazio le 68 persone che mi hanno votato. Grazie di cuore. La democrazia, certo: così, per altri 5 anni avremo come sindaco l’avv. Olivetti e la vecchia giunta, con qualche rimpasto. Resto certo che sarà un castigo per Senigallia. Vi spiego i motivi.

 

1 – Ponte Garibaldi

Prima dell’apertura dei seggi, il sindaco Olivetti ha aperto alla possibilità di rivedere il progetto. Chiaramente ciò nasceva dal tentativo di recuperare qualche voto dei 10.000 firmatari contro il ponte “brugola”. Ora, a elezioni vinte, la possibilità di esaminare altre soluzioni verrà messa da parte: il sindaco continuerà a fare il pesce in barile e a nascondersi dietro l’ing. Babini (“…è lui che decide…io non c’entro nulla…sono solo un povero sindaco” ect ect ect).

E tra gli attori in commedia l’ascolano ingegner Babini farà – in fretta e furia – ciò che ha sempre giurato: il ponte secondo il progetto a brugola. Ormai il sindaco è stato eletto e non ha più nulla da perdere, e Babini si è intestardito e tra l’altro vive altrove.

Rimane alle associazioni, l’unica ed ultima possibilità per salvare la città dallo scempio, ossia il ricorso al CONSIGLIO DI STATO, che sarà presentato entro i termini stabiliti. Forza Italia cosa dice?

 

2 – Ponte Due Giugno

Intanto, a 4 anni dall’alluvione, il colpevole Due Giugno – voluto dal sindaco rieletto dai senigalliesi – rimane là, pericoloso e indisturbato. Epperò, nell’udienza dello scorso 27 maggio è stata rigettata l’incompetenza del tribunale dell’Aquila, quindi il processo resta lì, non si perderà tempo per le furbe prescrizioni, e nell’udienza del 29 giugno si discuterà della richiesta dei rinvii a giudizio. Pare che si proceda spediti, ma ci vorrà tempo. Nel frattempo la “diga” resta: come ci ha avvertiti il perito della Procura dell’Aquila, nel malaugurato caso di una nuova alluvione, magari identica al 2022, Senigallia rischia di nuovo, soprattutto per la contemporanea presenza della “diga” sommata ai lavori nell’ alveo fluviale del Misa trasformato in un canale.

 

3 – Prolungamento dell’argine destro del Misa e apertura del collegamento tra la darsena Bixio e il fiume.

Come già detto in altra occasione, uno degli ultimi atti dell’amministrazione passata è stato quello di riproporre i due interventi, totalmente inutili, che se attuati saranno la rovina del porto e delle attività collegate.

 

4 – le vasche di espansione L’unica cosa veramente urgente e prioritaria, per la riduzione del rischio sono le 5 vasche programmate ma attualmente ancora in fase di progettazione.  Era la prima cosa che una amministrazione cittadina seria, non succube dei poteri regionali, avrebbe dovuto pretendere, con forza.Tuttora, e forse un po’ di più, la loro realizzazione resta araba fenice. Perché i famosi 400 milioni– che ci hanno continuamente ripetuto come se fossero destinati a Senigallia – in realtà erano, in primis, per buona parte della Regione e ricomprendevano anche i ristori per i danni subiti ( circa la metà). Per cui  il finanziamento si è già assai prosciugato. Infatti, questa considerazione proviene dal decreto N°303 del 30/12/2025 del commissario Babini che recita testualmente: L’importo complessivo degli interventi relativi alle 5 vasche ammonta pertanto a complessivi € 99.317.192,41 di cui € 43.500.000,00 trovano copertura con le disponibilità di cassa trasferite dal dipartimento del tesoro.

Le risorse attualmente disponibili consentono di procedere al completamento della progettazione esecutiva e all’esecuzione dei lavori per stralci funzionali …. resta inteso che, qualora nella successiva fase di sviluppo dei progetti esecutivi non risultassero disponibili le necessarie risorse aggiuntive, si dovrà tener conto della necessità di procedere allo sviluppo e alla realizzazione di ulteriori stralci funzionali delle opere previste. Contestualmente, si dovrà procedere alla richiesta di finanziamento della quota residua delle risorse necessarie al completamento dell’intero sistema di casse di espansione previste nel bacino dei fiumi Misa e Nevola”. Capito?Ciò significa che la festa è finita. I 400 milioni sono stati spesi, anche per interventi inutili (lavori nell’alveo del Misa e del Nevola), e che quindi i lavori delle vasche andranno avanti per stralci,man mano che arriveranno, se arriveranno i finanziamenti. Che per il momento, per le casse sono già dimezzati, e di questi tempi di gramaglie italiane potrebbero non arrivare più. Insomma alle calende greche. Ciò comporterà, come prima conseguenza, che la perimetrazione del PAI rimarrà quella attuale fino all’entrata in funzione delle vasche, nonostante le promesse fatte dall’amministrazione per una sua riduzione ancor prima della campagna elettorale. La conseguenza immediata di tutto ciò, ma nessuno lo dice,è che Senigallia sarà soggetta ancora per parecchio tempo ad un rischio idraulico ben maggiore di quello esistente fino al settembre 2022.

 

Prepariamoci poi a veder distruggere il poco verde rimasto, dopo i 5 precedenti anni in cui l’arrogante furia d’Attila Olivetti/Campagnolo ha distrutto oltre 500 alberi tra lo stradone Misa e la strage dello splendido filare della città giardino di viale Anita Garibaldi, ridotta alla periferia di Liverpool. Ma la bellezza non è mai stata e mai sarà di questa Giunta, e questo è un dato oggettivo. Aspettiamoci di vedere ancora assenza di interventi o distruzione definitiva del porto. Le promesse sono finite, passata la festa gabbato lo Santo.

Una richiesta però vorrei fare a qualcuno dei 4352 della lista “Senigallia al centro”dato che parlate di “amore per Senigallia”. Perché non chiedete al Vs. Sindaco Olivetti se Senigallia, dal punto di vista della mitigazione del rischio idraulico è più sicura oggi, oppure era più sicura prima del settembre 2022. Gradirei sapere l’eventuale risposta con le relative motivazioni.

Purtroppo i senigalliesi hanno scelto. Secondo me molto male, colti da un improvviso senso di autolesionismo, ma i numeri contano, e hanno scelto. Auguri a tutti noi.

Ing Mauro Rognoli

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