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“Il tempo delle donne: lo spazio della città”, incontro martedì 12 maggio alle 18:30

PD: "Idee, iniziative e proposte concrete per promuovere politiche territoriali rispettose della questione di genere"

Il tempo delle donne - Iniziativa PD Senigallia

Martedì 12 maggio alle 18.30, presso il Centro Sociale Saline di Viale dei Gerani 8, romuoviamo un incontro pubblico dedicato alle donne e alla questione di genere, nell’ambito delle iniziative a sostegno della candidatura di Dario Romano a sindaco di Senigallia.

La discussione toccherà temi concreti e urgenti: l’accesso delle donne agli spazi pubblici, ai servizi e al lavoro, le condizioni sociali e i ruoli familiari che ne limitano la libera realizzazione, gli schemi culturali che da sempre definiscono e discriminano le donne, nel mondo reale e, oggi, anche in quello digitale.

Il tempo delle donne - Iniziativa PD SenigalliaVogliamo costruire un confronto aperto su idee, iniziative e proposte concrete per promuovere politiche territoriali rispettose della questione di genere. Perché vivere la città non è un’esperienza universale: per troppo tempo le politiche cittadine hanno ignorato le differenze nel modo in cui generi diversi abitano lo spazio pubblico.

Ne parleremo con tre candidate del Partito Democratico: Cecilia Riginelli, Eugenia Sebastianelli e Alessandra Olivetti, insieme a Luisa Cecarini, portavoce regionale delle Donne Democratiche, con il contributo di Dario Romano.

Vi aspettiamo.

Commenti
Solo un commento
barbara51 2026-05-11 22:14:29
Differenze? Ma non siete gli stessi che proclamano che il "genere" è un fatto culturale che non ha niente a che vedere con la biologia? Che "non è quello che ho tra le gambe che mi determina"? Che parlano di "sesso assegnato alla nascita" come se a deciderlo a proprio unico e insindacabile giudizio fossero i genitori o la levatrice? E adesso ve ne uscite con la novità della questione di genere? Delle differenze di genere? Di politiche specifiche per il genere? Ma si può sapere in definitiva cosa diavolo volete?
Io, in ogni caso, ho insegnato per 36 anni: ho fatto lo stesso concorso dei colleghi maschi, sono stata valutata con gli stessi criteri dei colleghi maschi e ho ricevuto, a parità di anzianità, esattamente lo stesso stipendio dei colleghi maschi. E divento una belva quando sento parlare delle famigerate quote rosa, perché quando vengo scelta voglio avere la certezza di esserlo perché sono stata trovata più brava, non perché ho le palle in alto invece che in basso.
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