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“Dopo oltre 7 anni (2014-2021), allerta criticità idrogeologica per tutto il 26 dicembre”

Senigallia Bene Comune sulla situazione fiume Misa: "Questa amministrazione sta operando bene? Da una parte si dall'altra no"

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Un commento
Piena del fiume Misa 11 dicembre 2021 - ponte Portone

A seguito della nuova criticità “Allerta criticità idrogeologica per tutta la giornata del 26 dicembre” emessa dalla Protezione Civile di Senigallia, esprimiamo un parere su come la nuova giunta ha affrontato la prima piena importante del Misa nei giorni 10 e 11 dicembre 2021.

Rispetto al 3 maggio 2014 cosa è effettivamente accaduto? Sono stati bravi gli attuali amministratori rispetto ai precedenti? È arrivata meno acqua? Analizziamo i tre punti.

1° – Il 3 maggio l’acqua transitata al ponte delle Bettolelle è stata di circa 350 mc al secondo, quella dellì11 dicembre di circa 300 mc/sec. Quindi è arrivata meno acqua e per questo non ci sono stati allagamenti? No i problemi odierni rispetto a quelli del 2014 sono più o meno gli stessi solo che quest’anno gli argini sulla destra e sinistra hanno tenuto e non sono collassati come nel 2014. Questo è accaduto perché la vegetazione all’interno dell’alveo non ha trattenuto il materiale trasportato dall’acqua, in parole povere non ha creato degli sbarramenti. Ciò si è verificato perché non siamo in primavera, stagione del massimo vigore vegetativo e per gli interventi di taglio indiscriminato operati dalla Regione Marche.

2° –  In questa emergenza il C.O.C., guidato dal sindaco Olivetti, non si è trovato impreparato (sarebbe stato il colmo), come accaduto nel 2014, ed ha diramato precise disposizioni per evitare al massimo i danni umani e materiali in caso di una probabile esondazione del Misa. In merito ha seguito le procedure previste informando con un congruo tempo d’anticipo l’arrivo della piena che era prevista per poco prima di mezzogiorno.

3° – Nel centro cittadino non è arrivata meno acqua rispetto al 2014 e alle successive e numerose piene del 2015; è stata circa la stessa quantità tant’è che nella zona terminale del fiume si sono avuti allagamenti limitati come nel 2014.

Quindi sorge spontanea una domanda: “Allora possiamo stare tranquilli che non avremo più una devastazione come quella del 2014?” La risposta è NO! Perché il fiume, a parte in alcuni tratti arginali, è nelle stesse condizioni di 7 anni fa. Nessuno degli amministratori, neanche l’ing. Stefano Stefoni ha mai affrontato il problema di cosa può accadere alla città di Senigallia se dovesse manifestarsi una piena con tempo di ritorno di 100 o 200 anni.

Questa tematica è stata affrontata da Senigallia Bene Comune sia in 3^ commissione, sia a Contratto di Fiume (realtà oggi che è ferma da ben due anni) e in merito abbiamo anche prodotto una Assemblea Pubblica, il 30 ottobre 2015 a San Rocco, dal titolo “Fiume Sicuro“. In tale assemblea abbiamo illustrato le problematiche esistenti e come risolverle, nel centro cittadino, per riuscire a far transitare una portata doppia di quella del 2014 senza troppi problemi (piene con tempo di ritorno di 100 anni).

Nella stessa Assemblea del 30 ottobre e a Contratto di Fiume abbiamo spiegato inoltre come è possibile, successivamente ai primi interventi urgenti, costruire vasche di laminazione per cercare di garantire il passaggio di piene con tempi di ritorno di 200 anni (tra 700 e 900 mc/s).

Questa amministrazione sta quindi operando bene? Da una parte si dall’altra no.

SI perché opera con il C.O.C. in modo adeguato, NO perché il tratto terminale del fiume, quello che va dal ponte della ferrovia alla foce, è di competenza comunale ed è qui che esistono le maggiori criticità idrauliche che non sono state minimamente affrontate e risolte. Contratto di Fiume deve discutere e ratificare come poter risolvere la gran parte delle criticità cittadine con costi contenuti e quindi con le risorse che la Regione ha già programmato.

Parlare è facile direte voi.

Noi di SBC ultimamente parliamo poco perché quello che dovevamo dire per il bene della città lo abbiamo detto al sindaco fin da dicembre 2020. Adesso stiamo solo aspettando di poter aiutare questa Amministrazione, visto che la precedente è sempre stata cieca e sorda, per facilitarla nel risolvere i problemi della convivenza della città con il Misa sulla base della consulenza e degli studi sviluppati da ben 5 ingegneri esperti del settore idraulico, che hanno collaborato gratuitamente con noi.

Oggi chiediamo nuovamente al sindaco Olivetti di far ripartire “Contratto di Fiume” e se vuole di contattarci.

Commenti
Solo un commento
leofax 2021-12-27 17:08:10
Secondo il mio modesto parere, le vasche di laminazione non risolvono il problema per un semplice motivo ; Non hanno paratie mobili per un controllo successivo dopo l'emergenza per far defluire le acque dei due fiumi. A parte poi il discorso di andare a rovinare una bella pianura dedita all'agricoltura come c'è a Brugnetto. Sono per un canale scolmatore largo 10 metri e profondo altrettanto dalle Casine di Ostra fino a Passo Ripe, prima della confluenza dei due fiumi.
Ai due estremi Ostra e Ripe, dovranno avere delle paratie mobili, dove le acque provenienti dall'interno, andranno a confluire nel canale. In altre parole, il Misa porterà alla foce solo le acque presenti nel fiume dopo la confluenza alle Bettolelle, comprese quelle dei fossi affluenti.
Leonardo Maria Conti
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