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Senigallia ha ricordato Mario Luigi Severini, primo difensore civico

A un anno dalla scomparsa, la istituzioni di ieri e oggi si sono ritrovate nella sala del Consiglio

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Ricordo di Mario Luigi Severini a Senigallia

Mercoledì 7 gennaio, nel primo anniversario della scomparsa, la comunità ha ricordato Mario Luigi Severini, Direttore generale dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Ancona, primo Difensore civico di Senigallia e Segretario generale della Fondazione Carifano.

Dopo la messa di suffragio presso la chiesa del Porto, la Sala del Consiglio comunale ha ospitato una commemorazione civile alla quale ha preso parte numeroso pubblico tra cittadini, familiari, amici, ex colleghi e amministratori pubblici, giunti da tutta la regione.

Il dirigente Severini – che si trovò a lavorare come consulente del Parlamento in tema di edilizia pubblica e ad affrontare frangenti delicati come il terremoto del 1972, la frana del 1982, l’ammodernamento e la riqualificazione di interi quartieri di Ancona e provincia – è stato al centro di una serata presentata  dai suoi nipoti, Luigi e Caterina, e dal sindaco Maurizio Mangialardi.

Pubblico intervenuto al ricordo di Mario Luigi SeveriniQuesti ha ricordato Severini come “un dirigente competente e onesto, dalla schiena diritta”, alternando memorie pubbliche ad altre private. Gli ex sindaci Graziano Mariani e Luana Angeloni hanno ripercorso le tappe della loro collaborazione con il primo Difensore civico, nata per il primo in “un clima politico di grande novità”, quello degli anni novanta, e, per la seconda, da “giovanissima sindaco di Monterado” che ha poi ritrovato Severini, molti anni dopo, come “autorevole Difensore civico”.

Questa figura di garanzia e terzietà tra amministratori e amministrati, ha decisamente mutato, per i cittadini, il modo di rapportarsi con l’Amministrazione comunale: nel solo primo anno di attività (1995-96), il Difensore civico Severini affrontò 1414 casi proposti da altrettanti cittadini e molte altre vertenze gestì nel lustro successivo. L’avvocato Galileo Manzi, già dirigente dello Iacp di Macerata, ha spiegato come Severini abbia anticipato, in qualità di dirigente Iacp, la figura del manager pubblico, ponendo la sua cultura di navigato amministrativista al servizio della cosa pubblica e interpretando al meglio le normative degli anni settanta e ottanta.

Fabio Tombari, presidente della Fondazione Carifano, ha sottolineato il grande contributo dato da Severini nei sedici lunghi anni trascorsi nell’ente fanese (dapprima sotto la presidenza di Valentino Valentini e poi sotto la sua), mentre l’ingegner Amedeo Grilli, già presidente della Fondazione di Fermo, ha detto come Severini è stato “l’anima e la forza” della Consulta delle Fondazioni marchigiane, “il promotore e l’organizzatore instancabile” di una realtà che si è fortemente spesa per il territorio. In chiusura sono state lette le parole che su di lui ha scritto un collega: “è stato un autentico dirigente pubblico, di quelli presenti nel nostro Paese ma che non fanno notizia, di quelli che, con il loro impegno e con la loro passione, sono in grado di fare la differenza, sempre e comunque”.

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