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Concluso il percorso di alternanza scuola-lavoro dell’IIS “Corinaldesi-Padovano”

"Non sono solo tirocini, sono palestre di competenze e responsabilità"

Alternanza scuola-lavoro dell'IIS "Corinaldesi-Padovano"

Con palpabile emozione e soddisfazione autentica per i risultati raggiunti, concreti e positivi, si è concluso mercoledì 17 giugno il progetto duale di Alternanza scuola Lavoro del IIS Corinaldesi Padovano per l’A.S. 2025-2026.

A fare gli onori di casa il Dirigente Simone Ceresoni, che ha ricordato come la sfida della scuola nei confronti del rischio di abbandono scolastico sia: “Andare oltre l’ostacolo e trasformare la dispersione scolastica in opportunità lavorativa”.

La scuola deve aprire porte, non alzare muri, e l’alternanza è lo strumento giusto.

Fabiana Rossetti, docente di lunga esperienza e referente del progetto, ha sottolineato l’importanza del ruolo formativo delle aziende nella crescita professionale e umana degli studenti:

“Non sono solo tirocini, sono palestre di competenze e responsabilità” ha spiegato.

Numerosi gli ospiti intervenuti, in rappresentanza delle varie associazioni di categoria e le agenzie governative coinvolte in questo percorso impegnativo e corale.

Giacomo Mugianesi del CNA ha definito i giovani “valore aggiunto che fa crescere il tessuto economico del territorio”.

Sulla stessa linea Luca Brocchini di Confartigianato: “Le imprese vanno verso la scuola, unico pilastro rimasto della società con la famiglia in crisi”.

Il DNA della piccola impresa marchigiana, ha aggiunto, è creare uno spazio educativo che sia anche famiglia.

Obiettivo comune: valorizzare i ragazzi per evitare la fuga dal territorio.

Giovanni Fraticelli di Sviluppo Lavoro Italia ha messo al centro l’importanza della formazione “ sul campo, facendo”. Ha presentato il progetto come un’opportunità di “turnover”: il lavoratore anziano cresce il suo sostituto, passando il testimone; ha poi evidenziato il ruolo dei tutor aziendale e scolastico: motivatori, mediatori, gestori del conflitto.

Il Dott. Patrizio Massi ha riportato l’esperienza del progetto “bi-S-ogno” finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in rappresentanza della quale era presente il segretario generale Mauro Tarantino.

“Guardando negli occhi i ragazzi, con l’accompagnamento psicologico in gruppo, intercettando il loro bisogno, si scoprono i sogni” ha detto Massi, “sia nostri che loro”.

Un lavoro in aula e “per il corridoio”, fatto di inclusione, integrazione ed eclettismo.

Fabiana Rossetti ha chiuso tirando le somme: su diciassette studenti coinvolti, quattro non sono riusciti a portare a termine il percorso, ma come ha sottolineato Gianluca Guidi, imprenditore di un’ officina meccanica, quelli che non ce la fanno “non sono un fallimento, sono un seme piantato”.

Sono stati consegnati 3 attestati di qualifica e poi gli attestati di ringraziamento alle tante imprese che con la loro fattiva collaborazione hanno reso possibile il percorso: AUTOFFICINA FAVA FABIO (Tre Castelli), CARROZZERIA ROMAGNOLA (Senigallia), ESINACAR SERVICE (Jesi), MECCANICA SORCINELLI E BIONDI (San Costanzo), MECCANICA ESSEPI (San Lorenzo in Campo), AUTOFFICINA BOSCH SERVICE DI CONTI MARCO (Cesanella), MANIERI MASSIMO AUTOMAZIONI (Serra dei Conti), ABITI SENZA TEMPO (Senigallia), AUTOFFICINA GUIDI GIANLUCA (Falconara), TELAGGIUSTO (Senigallia), CARNEVALETTI SRL (Cesanella).

Il messaggio emerso dagli interventi delle imprese è chiaro: “scuola e lavoro sono mondi diversi, ma più vicini grazie a questo progetto” e come ha sottolineato una imprenditrice “come ben rappresentato nel logo del progetto, le imprese e la scuola sono due pezzi di un puzzle che non combaciano, ma che lasciano in mezzo un spazio che diventa un cammino per i giovani”. Infine ha concluso un imprenditore: “Paghiamo agenzie per lavoratori svogliati, qui formiamo ragazzi invogliati”, sottolineando il valore aggiunto del progetto anche per la ricerca di lavoratori dipendenti.

Non solo la scuola e le impresa, ma anche le istituzioni hanno contribuito al progetto, con le forze di polizia: Danilo Vici, poliziotto in pensione che ha preso parte alle attività progettate dalla scuola, ha ricordato che anche con le forze dell’ordine si può costruire un nuovo dialogo, come accaduto quest’anno, sottolineando come anche la loro esperienza di vita può avere un ruolo incisivo per questi adolescenti.

Alla fine buffet, convivialità e una convinzione: per formare un adolescente serve una comunità territoriale e un lavoro di equipe.

 

Da IIS Corinaldesi Padovano

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