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“Cari genitori, ricordatevi che gli arbitri hanno l’età dei vostri figli che giocano…”

Anche la Federazione interviene sull'episodio di Senigallia dei giorni scorsi in una partita di basket giovanile

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Veressenze - Profumi - Nuova apertura a Senigallia
basket, pallacanestro, pallone
Di seguito il comunicato del Presidente del Comitato Regionale FIP MARCHE riguardante l’episodio accaduto venerdi scorso al palasport di Senigallia.
 

In riferimento al fatto accaduto nello scorso week end, mi permetto una riflessione con tutti gli appassionati della nostra amata pallacanestro. Innanzitutto come doverosa premessa tengo, a nome anche del Consiglio Regionale che presiedo e del Presidente CIA Marche, a ribadire la piena vicinanza al giovane arbitro protagonista suo malgrado dell’incivile episodio successo nel corso di una partita che stava dirigendo e alla sua famiglia.
 
Non sono qui a condannare o a criminalizzare nessuno, saranno gli organi preposti, sportivi e non, a fare le opportune valutazioni. La riflessione nasce dal fatto che in vent’anni che ricopro il ruolo prima di Vice Presidente e poi di Presidente regionale Marche è la prima volta che in una partita giovanile accade una cosa di questo genere.
 
Quanto accaduto e’ davvero molto grave, e sicuramente non si può, in nessun modo, non prendere una posizione forte e ferma verso tali atteggiamenti che non hanno nulla a che fare con lo sport e ancora meno, quando si sta parlando di una partita di settore giovanile.
 
La mia considerazione parte dall’impegno giornaliero che i Presidenti e i dirigenti di società, mettono per permettere agliatleti/e maggiorenni e non, di poter divertirsi in un campo da basket, portando via il tempo alle proprie famiglie, ai loro più cari affetti, al proprio lavoro, cercando di reperire le risorse necessarie per poter svolgere l’attività sportiva e spesso mettendo soldi di tasca propria per permettere che la propria società possa andare avanti nel modo migliore.
 
E’ brutto per un Presidente di una qualsiasi società dover ricevere in tarda serata una telefonata dal presidente regionale, che gli descrive quanto accaduto durante una partita di una propria squadra giovanile, e doversi scusare per atteggiamenti gravi di qualche genitore.
 
Agli amici allenatori e istruttori minibasket sono a ricordare che il loro obiettivo principale è educare e far appassionare tanti ragazzi e ragazze.
 
Il Vostro comportamento durante gli allenamenti e le partite, determina poi il comportamento dei ragazzi e del pubblico presente, appassionati o gli stessi genitori.
 
Cari allenatori non e’ possibile che durante le partite invece di curare i normali errori dei vostri ragazzi siete sempre a discutere qualunque decisione degli arbitri e degli udc, spesso voi stessi non conoscete perfettamente il regolamento di gioco.
Riflettiamo tutti insieme, mi sento anche io uno di voi, avendo ancora attiva la tessera da allenatore.
 
Per i ragazzi noi siamo punti di riferimento speciali spesso più importanti di dirigenti o genitori stessi, pertanto vi chiedo con tutta la passione che ho sempre dimostrato, di evitare proteste inutili, atteggiamenti polemici, proteste eccessive che danno diritto poi ai ragazzi e ai genitori e al pubblico di conseguenza di protestare, insultare senza logica e per trasformarsi in quanto accaduto lo scorso venerdì.
 
Ai miei arbitri e udc. Conosco benissimo l’amore la passione che mettete nell’ essere sempre presenti quando siete designati per qualunque gara in qualunque giorno e ora, io sono sempre stato e sarò sempre con voi, ma anche a voi chiedo di aver sempre più un atteggiamento positivo e collaborativo.
 
Siete umani e non dei Superman e quindi fate errori tecnici, e chi non ne fa? Ma ricordo a tutti che un giocatore, se commettere degli errori, può essere sostituito, gli arbitri e udc non possono nella stessa gara prendere 2 minuti per prendere fiato, pensare ad eventuali errori o essere sostituiti.
 
Arbitri e udc giocano 40 minuti senza essere sostituiti , con la stessa intensità emotiva e tecnica.
 
Vorrei ricordare a tutti che grazie al gran lavoro che da sempre facciamo nel settore arbitrale, grazie all’aiuto delle societàcopriamo con il doppio arbitraggio il 92% delle gare, il 5% in singolo,  solo il 3% delle gare siamo costretti a farle arbitrare alle società perché in orari difficili da coprire o per concomitanze non riuscendo ad essere presenti con i nostri arbitri.
 
Grazie a questo impegno costante siamo una delle poche regioni in Italia che può vantare questi numeri e veniamo da sempre presi ad esempio per l’impegno e la competenza dal settore arbitrale.
 
Quindi a voi arbitri e udc va il mio profondo ringraziamento e un grazie ai genitori, alle mogli, ai mariti che sono sempre disponibili per la passione dei nostri tesserati CIA.
 
Cari atleti/e. Voi siete i protagonisti principali della nostra amata pallacanestro, la vostra passione, il vostro impegno quotidiano ci permette di appassionarci sempre di più allo sport più’ bello al mondo:
 
LA PALLACANESTRO.
So benissimo che non piace mai commettere un errore, sbagliare un tiro o un passaggio, ricevere una chiamata contro dagli arbitri, ma anche voi dovete imparare a controllare le vostre reazioni in campo, le vostre inutili proteste dopo un fallo ricevuto e prendere a calci la panchina o le bottiglie dell’acqua.
 
Anche perché spesso i vostri atteggiamenti creano una reazione inutile da parte del pubblico e nel caso dell’ attività giovanile dei vostri genitori. Voi siete coloro che  sapete meglio di tutti accettare una sconfitta e per questo vi chiedo di essere sempre di esempio per tutti noi che non siamo i protagonisti principali.
 
Cari genitori so bene l’impegno che mettete per permettere che la passione dei vostri figli possa crescere sempre di più ogni giorno sui campi da gioco.
 
So benissimo l’ aiuto fondamentale che date alle società , inutile nasconderlo, senza di voi sarebbe impossibile andare in trasferta,
so benissimo che molti di voi aiutano anche trovando risorse economiche per le società,
so benissimo anche se non ho il piacere di avere un figlio/a che vedere giocare vostro figlio/a e’ il massimo che un genitore può chiedere alla vita.
 
Ma questo non vi può permettere che spesso quando entrate in una palestra vi trasformate da persone educate e cordiali a persone maleducate e non rispettose di niente e nessuno.
Quanto accaduto venerdì e’ gravissimo non comprensibile, non giustificabile, ma troppo spesso si assiste a proteste, insulti senza logica verso allenatore della propria squadra perché a vostro giudizio penalizza vostro figlio, sia verso l’allenatore avversario, si vedono spesso insultare i ragazzi della squadra avversaria.
 
E ancora più gravi, vergognose, senza logica e incomprensibili sono le proteste e gli insulti, gli atteggiamenti verso i giovani arbitri, che vorrei ricordarvi hanno la stessa età dei vostri figli.
 
Molti di voi si sono avvicinati al basket grazie ai figli e mi permetto ricordare a tutti che la pallacanestro e’ uno sport di contatto, uno sport fisico, dove ci sta un fallo non fischiato, è inutile star lì ad insultare tutto e tutti.
I nostri arbitri e udc devono valutare e decidere in una frazione di secondo ed e’ umano sbagliare come i vostri figli sbagliano un tiro libero.
 
Quello che avvenuto nello scorso week end è il peggior epilogo di quanto sto condividendo con tutti voi.
Tutto questo ci deve far riflettere cari dirigenti allenatori, istruttori, appassionati e genitori così non possiamo più comportaci; che insegnamento stiamo dando ai nostri figli?.
Come sarebbe il vostro comportamento se il genitore di un arbitro o di udc ogni tiro o passaggio sbagliato di vostro figlio lo insultasse?
 
Cari amici giornalisti, fate il vostro lavoro nel modo migliore, denunciando quando accadono questi brutti fatti, ma mi piacerebbe che diate maggior attenzione  con una prima pagina alle tante cose positive che lo sport in generale e il nostro amato basket fa tutti i giorni.
 
Mi piacerebbe vedere nelle locandine, le nostre squadre giovanili che raggiungono una finale nazionale, i nostri atleti e tecnici convocati nelle varie nazionali giovanili, i nostri arbitri e udc che dirigono eventi importanti, le tante iniziative in favore dei meno fortunati che fanno le nostre società e l’ impegno giornaliero di tanti genitori.
 
Tutto quando ho descritto non deve criminalizzarenessuno, ma farci riflettere, mi auguro che da un evento così grave e brutto, ci sia un nuovo inizio e che dai prossimi giorni in tutte le palestre si possa ritrovare uno spirito di sano agonismo dove, prima di insultare l’avversario e gli arbitrii e udc si gioisca per i propri figli per una vittoria e si comprenda in modo costruttivo e di crescita una sconfitta.
 
Che si applauda serenamente sia per un bel gesto tecnico, sia per un errore e perche’ non impariamo cari genitori ad applaudire gli arbitri e gli udc anche se a vostro giudizio il fischio non e’ perfetto pensando che sia il proprio figlio ad aver fatto quel fischio con tutta l’onestà e la correttezza che quotidianamente cercate di insegnare.
 
Avete mai pensato cosa passa nella mente dei vostri figli quando dal campo vi vedono insultare il giovane arbitro che potrebbe essere il compagno di scuola?
Forse provando tutti insieme a fare questo passo avanti culturale non vedremo più quelle le cose negative che ho descritto
 
Da parte mia e di tutto il consiglio direttivo Fip Marche, con l’aiuto di tutti voi, l’ obiettivo è educare ed allontanare coloro che continueranno a tenere una condotta sbagliata, queste persone devono essere isolate e allontanate dalle palestre
Ripeto non sono nessuno per giudicare o per trovare lasoluzione perfetta, ma solo colui che con orgoglio e passione da 20 anni cerca di portare in alto sia dal punto di vista sportivo che quello comportamentale ed etico il movimento della pallacanestro delle nostre amate Marche, ma ora visto i continui atteggiamenti negativi che si stanno ripetendo chiedo aiuto anche a voi tutti:
 
CAMBIAMO INSIEME IL MODO DI VIVERE UNA PARTITA DEI NOSTRI FIGLI.
Con affetto e orgoglio
 
Davide Paolini
Presidente FIP Marche
Andrea Pongetti
Pubblicato Martedì 26 marzo, 2024 
alle ore 11:05
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