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“Fiume e piogge, ora nelle mani del destino”

Unione Civici Marche: "Urge Commissario straordinario di bacino"

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alluvione 15 settembre 2022

Forse la situazione attuale non è perfettamente chiara a tutti. C’è un “non detto” sulla situazione drammatica dei nostri corsi d’acqua.

Se con l’alluvione dello scorso settembre vi è stata a Senigallia la possibilità di un lanciato allarme (certamente in ritardo e certamente non del tutto efficace) poche ore prima dell’esondazione (e ciò è avvenuto grazie alla solerzia, alla intuizione e alla professionalità non comune di una funzionaria, l’architetto Barbara Rotatori, che è andata di sua iniziativa a monitorare da remoto la situazione degli idrometri), questa possibilità – in caso di nuovo pericolo – oggi non esiste.

Gli idrometri (vale a dire le centraline situate a Serra, Pianello, Bettolelle, centro storico di Senigallia e sul Nevola) non sono più in grado di dare una lettura realistica della situazione. Da una parte l’innalzamento rilevante del letto dei fiumi e, dall’altra, la rottura degli argini pongono il gravissimo e urgente problema di “ricalibrare” le centraline stesse i cui valori attuali non significano pressocché nulla perché parametrati ai vecchi argini e al vecchio livello dei fiumi.

In assenza di ricalibrare gli idrometri (ovviamente sulla scorta della attuale situazione dei corsi d’acqua), qualsiasi situazione meteo avversa potrebbe non rappresentare alcun pericolo o rappresentare un pericolo gravissimo. Siamo oggi insomma – e non si sa per quanto ancora – nelle mani del destino. In altri termini, stiamo vivendo giorni di autentico pericolo. 

Il problema – e su questo il nostro think tank lancia un appello alle autorità regionali e comunali – è duplice: da una parte va immediatamente (ne va della incolumità della nostra gente) messo in piedi un sistema transitorio di allertamento che abbia una minima credibilità sui parametri degli attuali livelli dei fiumi. Dall’altra, occorre integralmente ripensare al sistema di allertamento (con avvisi automatici ai cellulari dei funzionari dei Coc, ai sindaci e ai responsabili della Protezione Civile) quando gli idrometri iniziano a sfiorare i livelli di guardia, realizzazione di sirene acustiche nelle zone a rischio esondazione (il sistema delle macchine della Municipale con gli altoparlanti è incredibilmente vetusto e spesso inefficace), attribuzione all’Unione intercomunale della funzione di coordinamento tra tutti i Coc delle città interessate (abbiamo già l’Unione dei Comuni che potrebbe assumere una simile funzione).

L’ultima alluvione ha dimostrato che o c’è un sistema coordinato a livello intercomunale e, in termini efficaci, in stretto collegamento con le autorità regionali e la sala operativa della Protezione civile o il sistema di prevenzione non regge. Ed ha dimostrato che per gestire un’emergenza ci vuole una macchina efficiente con un vertice che coordina e con mezzi idonei, radicamento sul territorio e snellezza di procedure. Esattamente quello che ha dimostrato di saper fare professionalmente la Caritas, a cui va un grande plauso.

A nostro avviso serve urgentemente un commissario straordinario di bacino che ri-organizzi il sistema di allertamento (che non può essere gestito a camere stagne dai singoli Comuni), di controllo e, ovviamente, che garantisca i lavori di messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Facciamo un appello a tutte le forze civiche e politiche illuminate affinché si uniscano al nostro appello.

Roberto Paradisi
Maurizio Mugianesi
Unione Civici Marche

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