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Sicurezza su internet, droghe e proteste: incontro al Perticari di Senigallia

Polizia Postale e Sovrintendenza illustrano i rischi che i giovani corrono in rete e le loro conseguenze

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Liceo Classico G. Perticari - Senigallia

L’uso che i ragazzi fanno degli strumenti informatici, le risorse e i rischi che si corrono in rete, i controlli e le truffe on line. Questi sono stati i temi di un interessante incontro tenutosi martedì 27 Marzo con la Polizia Postale di Ancona presso la sede del Liceo classico G.Perticari in via d’Aquino, a Senigallia.

A parlare di sicurezza in Internet è intervenuto l’ispettore Filippo Trovato, che ha illustrato l’argomento, di notevole importanza in un contesto di una società sempre più informatizzata e con costi sempre più abbordabili: i ragazzi, infatti, pur appartenendo all’era del computer, pur avendo cellulari ipertecnologici alla disponbilità quotidiana anche in età giovanissime, non riescono ad utilizzare al meglio questi strumenti e spesso ne ignorano i rischi.

L’incontro è iniziato alle ore 11.00 con una breve introduzione su cos’è internet: le due classi del Liceo hanno scoperto che con questa parola si indica un’interconnessione di reti, utilizzata negli Stati Uniti per la prima volta negli anni ’60. Durante la Guerra Fredda venne messo a punto un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio. Il primo messaggio che venne trasmesso attraverso Internet fu, infatti, un semplice “Hello” inviato dall’Università di Berkeley al MIT, il Massachusetts Institute of Technology. Con il tempo le potenzialità della rete sono cresciute, apportando anche un notevole cambiamento di carattere sociale e culturale.

Aldilà di questa parentesi storica, capita molto spesso che le persone – e ancor più spesso i giovani – vadano incontro ad un “accesso abusivo“: soprattutto tra i giovani è d’uso scambiarsi le proprie password tra gli “amici del cuore” e quest’ultimi, per fare uno scherzo, accedono abusivamente ai loro contatti. Questi non sanno che l’accesso abusivo è un reato punibile con il carcere da 6 mesi a 3 anni. Anche i minorenni possono avere questa pena: ovviamente i soggetti sono imputabili già dall’età di 14 anni, ma dai 14 ai 16 viene fatta una valutazione giudiziaria più benevola; tra i 16 e i 18 anni la valutazione è più attenta.

Filippo Trovato si è raccomandato con gli alunni del Liceo classico di prestare molta attenzione durante la navigazione in internet e di spendere “due minuti in più” per informarsi, ad esempio leggendo i “termini e le condizioni” che vengono presentati prima di registrarsi ad un sito o prima di scaricare un programma.

Alla domanda: “Vi siete mai chiesti perché sulla vostra casella di posta trovate spesso pubblicità che hanno a che fare con i vostri interessi?” il silenzio ha colpito le due classi di partecipanti che, colti alla sprovvista, non hanno risposto. Le carte fedeltà, come quelle dei supermercati – spiega Trovato -, hanno il compito di segnalare le nostre preferenze in base agli acquisti, oltre a concederci sconti e raccolte punti.

E sapevate che ogni computer ha un nome registrato? Grazie a questo sistema in codici, chiamato IP, si riesce a risalire ad un determinato computer se vengono commesse illegalità“. I dati vengono acquisiti dalla polizia postale, ma ovviamente prima o poi vengono cancellati (in Italia, ad esempio, vengono cancellati dopo un anno). Se volete scoprire come si chiama il vostro computer, basta cliccare sul sito //www.whatismyip.com/.

Filippo Trovato ha illustrato inoltre ai ragazzi altri tre rischi nei quali possono incorrere facilmente: le e-mail spam, le chat con sconosciuti e la pubblicazione di dati personali (anche i Curriculum Vitae) sulla rete.

Lo spam è una finta mail che vengono mandate da un ente falsificato (in genere una banca) a migliaia di persone: è sorprendente come, nonostante le informazioni che ormai circolano su questo fenomeno, quasi il 30% di queste compilino i questionari e inseriscano i loro dati, permettendo ai truffatori di rubare password per accedere a conti correnti. Attraverso le mail spam vengono anche veicolati virus, come i “troian”: è essenziale avere sempre i computer protetti da un antivirus.

Un altro argomento importante – perché di largo uso tra le fasce di popolazione più giovani – è quello delle chat: molto spesso accade che i ragazzi si trovano a parlare con persone sconosciute e nonostante ciò forniscono molti dati personali. I genitori dovrebbero cercare di applicare più controlli alle attività che i loro figli realizzano su internet: cosa diversa dallo spiare, sarebbe buona pratica, ad esempio, tenere il computer nei luoghi “di passaggio” della casa.

Inserire i dati personali in rete è molto pericoloso: pubblicare un CV in Internet non ha il solo scopo di farsi conoscere o trovare lavoro, ma è un modo altrettanto semplice per fornire un codice fiscale (che si crea grazie all’utilizzo di alcuni dati anagrafici anche sul sito www.comuni.it) e una carta di identità falsa.

I ragazzi, incuriositi, hanno poi posto una domanda: su quali informazioni veicolate attraverso Internet si può fare affidamento? L’ispettore Trovato ha risposto molto semplicemente che “tutto dipende da che tipo di informazione stiamo cercando“. Ovviamente Internet è una miniera di informazioni, ma non sempre le notizie sono esatte o comunque non è semplice districarsi tra i milioni di siti che esistono: per avere un po’ di sicurezza bisognerebbe leggere e documentarsi attraverso i siti istituzionali e magari confrontare i risultati ottenuti.

L’incontro è proseguito poi con le spiegazioni di Morena Montanari e del sovrintendente Rolando Di Meo su altri temi altrettanto importanti che coinvolgono molto spesso i giovani, come il consumo di droghe e le manifestazioni di protesta sportiva e scolastica.

Sul primo argomento, hanno spiegato come esistano vari tipi di droghe, quelle sintetiche e quelle naturali, sostanze stupefacenti accumunate dal problema della dipendenza e dai danni alla salute, che possono essere di vario genere.

Se la Costituzione italiana sancisce la libertà di pensiero, la legge disciplina la libera manifestazione del proprio pensiero per evitare che non scada in situazioni di incontrollabile disagio: se le autorizzazioni e prescrizioni dettate dal Questore non vengono rispettate scattano la denuncia all’organizzatore della manifestazione che, a causa della giustizia italiana “lenta ma inesorabile”, dovrà “pagare il conto” dopo anni, quando sarà una persona differente.

I ragazzi, entusiasmati, si sono fermati oltre il termine dell’incontro per sfamare le loro curiosità.

di
Veronica Crognaletti,
Camilla Filipponi,
Michela Scanferla.

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