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Intercultura e cittadinanza alla scuola primaria di Cesano di Senigallia

Bambini protagonisti grazie anche ai "Compagni di Jeneba"

Il progetto della scuola di Cesano con i Compagni di Jeneba

Cesano, si sa, è una comunità molto vivace, con molte realtà associative in cui si sperimentano mille modi dello stare insieme. Se poi a Cesano convergono anche le energie di Scapezzano – come sta accadendo nella popolazione scolastica degli ultimi anni – il risultato è una realtà di forte partecipazione.

Ritengo quindi non sia un caso che proprio da lì stia dilagando un vero e proprio fenomeno collettivo di Intercultura attiva, promossa dalla Scuola Primaria di Cesano insieme all’Associazione I Compagni di Jeneba.

Quando, un anno fa, gli insegnanti ci proposero di partecipare ad un progetto di sostegno a distanza per una scuola della Sierra Leone, non potevamo immaginare l’effetto che quella scelta avrebbe avuto sui nostri figli e su di noi.

Nel 2011 le cinque classi della Scuola di Cesano decidevano il sostegno di cinque bambini di 3-6 anni: un bambino per ogni classe, un euro al mese da parte di ogni famiglia per sottrarre alla strada Abigail, Steven, Kadija, Winifred e Onyinechi ed affidarli alle cure della Scuola Materna di Goderich sostenuta da I Compagni di Jeneba.

Nel 2012 quel numero è raddoppiato, con cinque famiglie che hanno deciso di trasformare quel progetto scolastico in un proprio progetto di vita: Abibatu, Abraham, Mariama, Bernard e Brian si sono così aggiunti alla grande famiglia allargata della nostra Scuola.
I Compagni di Jeneba hanno costruito insieme agli insegnanti e ai nostri ragazzi non solo un ponte di solidarietà verso Goderich, ma anche un ponte verso noi adulti.

La sfida ci è stata lanciata direttamente dai nostri figli, che hanno trasferito nelle nostre case le esperienze maturate in aula con le maestre ed insieme a Massimo Fanelli e Monica Olioso, i fondatori dell’Associazione.

Ecco il racconto di Matteo: “Dopo aver fatto le attività a scuola, ho lasciato un biglietto sul tavolo della cucina con scritto Mamma, possiamo adottare una bambina di Goderich? Questa volta non puoi dire di no! E adesso abbiamo un’altra sorellina di nome Mariama.” Simile il percorso di Benedetta: “Dopo aver sostenuto una bimba in classe e aver fatto tanti lavori, ho sentito l’esigenza di aiutare un bimbo anch’io e l’ho proposto a mamma. Abbiamo chiesto di sostenere un maschietto che si chiama Abraham, che è un meraviglioso cioccolatino e me lo vorrei mangiare!

Fra le attività più amate dai ragazzi, Il gioco dei ruoli proposto da Massimo alle classi 4° e 5°: i bambini sono stati suddivisi in gruppi per  simulare la loro appartenenza a “zone ricche” (con tante caramelle a mo’ di cibo), “medie” (sufficienti) e “povere” (pochissime caramelle). Il racconto che ne fanno è ricco di nuove consapevolezze. Dice Giulia: “Il gioco dei ruoli mi ha aiutato a capire come stanno le cose: i ricchi hanno tutto mentre i poveri non hanno niente. Questo non è giusto.” Continua Samuele: “I ricchi considerano gli altri inferiori, invece siamo tutti uguali e dobbiamo condividere le cose con tutti.” Camilla vorrebbe “fare una rivoluzione mondiale, far alzare i ricchi dalla poltrona per far dare ai bambini poveri i soldi per delle case decenti, del buon cibo e l’acqua, ma soprattutto la scuola che è il primo passo verso una nuova vita.” Cleo vuole diventare “Presidente della Repubblica per far sapere come stanno le cose e per far diventare i ricchi più altruisti.” Stella vuole diventare insegnante “perché tutti hanno diritto all’istruzione, anche i più poveri.” Alisia andrà in Africa per “curare tutti i nostri Sierraleoncini e costruire tante scuole, biblioteche e le case che sono state distrutte dalle grandi piogge”, mentre Asia spera “un giorno di adottare un bambino dell’Africa.

Fra i tanti momenti di condivisione scuola-famiglia, lo spartiacque è stata senz’altro la missione di Massimo Fanelli nel mese di ottobre, che è stata vissuta praticamente in diretta da tutti noi. Una piccola rivoluzione mediatica piombata all’improvviso nelle nostre case, come racconta Niccolò: “Quando Massimo è partito, ci collegavamo quotidianamente attraverso la L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale) alla pagina facebook dei Compagni di Jeneba per guardare le foto, i video e i messaggi che ci spediva. Io mi sono appassionato a questo progetto e ho convinto mia madre a fare un profilo facebook per poter parlare con Massimo e Monica.”. Una vera rivoluzione anche per Noemi: “Con la L.I.M. ho visto che cosa succedeva a Goderich e ho capito che la vita delle persone dipende anche un po’ da me. Ho chiesto a mamma di aprire un suo profilo facebook per seguire la missione di Massimo e mentre guardavano i video le ho chiesto di sostenere un bambino; dopo due giorni anche i miei nonni hanno chiesto di sostenerne un altro e adesso nella mia cameretta ci sono le foto di Bernard e Brian.”.

Giulia e Serena ricordano la commozione di Massimo nel raccontare le storie dei bambini africani da loro conosciuti attraverso i video. Alessandra descrive il battito del cuore quando la sua classe – rinominata simpaticamente Primary Rock Band da Monica Olioso – ha presentato le proprie attività alla Chiesa dei Cancelli, mentre Margherita così racconta le sue prime emozioni su Abigail, la sorellina della loro classe: “E’ un progetto bellissimo perché sosteniamo una bambina di Goderich e siamo stati contentissimi quando la maestra ce l’ha detto.” A Gianmarco, Giovanni, Simone e Leonardo piace questo progetto perché con un euro al mese possono “aiutare dei bambini che non hanno niente a stare in vita, ad andare a scuola e a mangiare” e Matteo aggiunge un ulteriore elemento: “Questo progetto mi piace perché mi insegna a non sprecare.”

I ragazzi di Cesano hanno inoltre iniziato ad interloquire con gli insegnanti e gli studenti delle nuove scuole che stanno aderendo alle iniziative dei C.d.J., dando loro il benvenuto con il loro entusiasmo. I bambini di Goderich sono riusciti, inconsapevolmente, a creare un ponte fra ragazzi italiani dello stesso circolo didattico, della stessa città che, senza i nostri Jeneba’s Mates, non avrebbero condiviso questo bellissimo momento di vera Intercultura, in cui si sperimenta sul campo l’essere Cittadini responsabili nei propri luoghi d’origine e nel mondo.

Grazie a I Compagni di Jeneba e ai nostri Insegnanti, che rendono la scuola pubblica così efficace e preziosa per tutti noi.

Per info www.compagnidijeneba.org

da Lucia Mazzoli – genitore Classe IV Scuola Primaria di Cesano

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