Extra omnes
Lettera aperta a Massimo Bello
Caro ex sindaco Massimo Bello,
Mi scusi ma, appena letta la Sua esternazione sul Web, non ho saputo trattenere le risate.
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Rubrica a cura di Andrea Scaloni
Scrivici a anestesiatotale@senigallianotizie.it
Puoi leggere altro di Andrea Scaloni sul suo blog Popinga
«Ancora oggi credo che una buona parte di italiani – di destra, centro o sinistra – vivrebbe nel fascismo come dentro la propria pelle. Magari dentro un fascismo meno coreografico, con meno riti, con meno parole, ma fascismo. Un regime che non dia loro la preoccupazione di pensare, di valutare, di scegliere.»
Leonardo Sciascia
Caro ex sindaco Massimo Bello,
Mi scusi ma, appena letta la Sua esternazione sul Web, non ho saputo trattenere le risate.
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La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti: Europa.
Il grido di battaglia risuona alto ogni volta che c’è da far passare, magari a colpi di fiducia, una qualsiasi misura restrittiva: lo vuole l’Europa!
Cambiare lo Statuto dei lavoratori? Ce lo chiede l’Europa. L’IVA al 21%? Ce lo chiede l’Europa. Ridurre le pensioni? Ce lo chiede l’Europa.
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La rubrica Anestesia Totale, curata da Andrea Scaloni, non ci dice nulla di nuovo. Nel senso che vi proponiamo la lettura di un post pubblicato il 16 dicembre 2008 su Popinga, blog di cui lo stesso Scaloni è uno degli autori. Si intitolava "Il terrore viene dal mare. O no?" e analizzava ironicamente la mareggiata di cinque giorni prima.
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È di una settimana fa la mia richiesta formale al Comune di avere la registrazione audio integrale di una seduta della V Commissione, dopo il diniego informale di un funzionario al telefono.
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I documenti delle sedute delle Commissioni consiliari sono davvero pubblici?
M'è venuto questo dubbio l’altro giorno, quando un gentile funzionario comunale m'ha detto al telefono, riportando autorevole fonte istituzionale, che la mia richiesta di avere la registrazione audio di una seduta di Commissione non poteva essere soddisfatta.
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Il processo sommario è roba da giacobini. E in un clima di antipolitica, si fa presto a condannare un rappresentante delle istituzioni, rovinandone vita e reputazione.
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Non capisco l’utilità dei presìdi con effetto di deterrenza.
Vedo invece utilissimi i prèsidi con effetto di deterrenza.
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L’altro giorno, all’assemblea PD di Torino, Valter Veltroni ha superato l’amnesia degli ultimi anni e ha finalmente fatto il nome del “principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Per un istante, un brivido è calato lungo le schiene dei presenti, temendo si riferisse a quello coi baffi in prima fila. Invece no, il suono del nome ha fugato ogni dubbio: il principale esponente dello schieramento avverso è proprio Silvio Berlusconi, di cui per giunta Valter, in preda ai fumi del giustizialismo, è arrivato a chiedere le dimissioni.
Confesso di non aver ancora capito le ragioni dello “strappo” di Fini. O meglio, la coerenza tra le dichiarazioni d’intenti e i successivi comportamenti. Nemmeno mi sono chiare, quindi, le ragioni di “Generazione Italia”, che a Senigallia ha scelto di stare con Futuro & Libertà.
Un, tutto sommato, tempestivo intervento dell’ANAS e del Comune di Senigallia ha fatto seguito alla denuncia mossa su queste pagine da Andrea Scaloni nella sua rubrica Anestesia Totale, riguardo alla pericolosità dell’incrocio tra il sottopassaggio del Ciarnin e la Strada Statale 16: eccone un breve resoconto fotografico!
Di seguito il testo della lettera aperta spedita all’Assessore alla Mobilità, all’Assessore ai Lavori Pubblici e per conoscenza al Comandante dei Vigili Urbani, sulle condizioni dell’incrocio del Ciarnin di Senigallia tra la Statale Adriatica e via Galilei, dove nel 2009 perse la vita Riccardo Principi.
Almeno il Fascismo una sua “nobiltà” ideale ce l’aveva. Le folle oceaniche in Piazza Venezia erano parte di un grande ed entusiasmante “disegno” collettivo: trasformare l’Italia da marginale paese agricolo in potenza industriale, combattere la perfida Albione, spezzare le reni alla Grecia, esportare il made in Italy in Abissinia.
La prossima volta che vi fate un giro sul Lungomare, oltre a coprirvi bene, portate con voi una copia del Piano degli Arenili. Fa fino e non impegna, ma soprattutto permette interessanti osservazioni. Ad esempio, confrontare quel che c’è in spiaggia d’inverno con quel che dovrebbe (o non dovrebbe) esserci secondo il regolamento.
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«La riforma della giustizia, per renderla migliore per tutti i cittadini, ci interessa e abbiamo le nostre proposte. Viceversa, quelle per fermare i processi a Berlusconi non sono riforme e non si può certo pretendere che l’opposizione le faccia proprie. Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini.»
Patrizia Casagrande è diventata la nuova presidente dell’UPI Marche, l’assemblea regionale dell’Unione delle Province Italiane.
Dispiace dirlo, ma i complimenti alla neo presidente, così come gli auguri di buon lavoro, sono del tutto fuori luogo.
Augurare buon lavoro alla Casagrande è come augurare una serena vecchiaia ad un condannato a morte già salito sul patibolo.
Questo non è un articolo contro il Mezza Canaja. Questa è un’apologia del Mezza Canaja.
È l’invidia dei borghesucci a stipendio fisso e col mutuo sulle spalle, per le avanguardie rivoluzionarie senza stipendio e senza mutuo.
È l’ammirazione inconfessata del popolino verso chi ha licenza di fare come gli pare, con o senza Lodo Alfano.
Bel servizio del TG1, l’altra sera, sulla querela di Berlusconi a Repubblica per le 10 domande sul cosiddetto “scandalo sessuale”, domande che il Premier definisce «retoriche e palesemente diffamatorie».
Gli esperti lo chiamano “bisogno primario”. Per molti è uno dei piaceri della vita.
È un rito che si perde nella notte dei tempi, da quando Adamo mangiò la mela e la digerì. Un rito che vuole i suoi ritmi, richiede tranquillità e solitudine, è nemico della fretta.
Stavolta mi metto nei panni di un elettore del Partito Democratico, magari uno di quei tremila e passa senigalliesi che lo scorso ottobre votarono alle primarie sperando in una ventata d’aria nuova.
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"Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo"
M. Gandhi
Giovedì scorso, alla “Candle for Tibet”:
Non c’erano nastri da tagliare e cravatte fosforescenti in bella mostra.
Non c’era nessuno della cosiddetta “politica ufficiale”. Tutti, da destra a sinistra passando per il centro: non pervenuti.
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