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Dal Corriere Adriatico





Prima "incursioni" dei pacifisti

Striscioni al Rossini e nel cantiere di villa Pieralisi

Le "incursioni" dei pacifisti sono iniziate. "18 aprile Senigallia - la guerra non si festeggia, firmato "Laboratorio il Pane e le Rose". Due striscioni identici sono stati appesi domenica, giorno di Pasqua, in due luoghi chiusi al pubblico ma sicuramente ben visibili. Il primo "messaggio" è stato fissato a ridosso dell ex politeama Rossini e il secondo sull'impalcatura dell'edificio in costruzione a villa Pieralisi sul lungomare Alighieri.Dal Laboratorio il Pane e le Rose hanno fatto sapere che il blitz pasquale, anche se a loro non piace che sia definito così, non sarebbe altro "che un atto comunicativo". Tradotto, considerata la seconda parte dello striscione che sottolinea che la guerra non va festeggiata, significa che per il giorno della sfilata, il 18 aprile, un'azione da parte dei pacifisti ci sarà. La scorsa settimana, subito dopo l'incontro con i vertici comunali, i rappresentanti del movimento hanno avuto più riunioni con altri gruppi delle altre province marchigiane per valutare quanto discusso con il sindaco a Senigallia.Nella riunione di una settimana fa il primo cittadino aveva riassunto la sua posizione sul raduno affermando: "Non possiamo far pagare il "conto" ai carabinieri per le decisioni del Governo". A questa frase Luana Angeloni aveva aggiunto: "Il raduno nazionale dei carabinieri è il modo in cui gli "ex" esprimono il loro sentimento di appartenenza all'Arma, ad una Istituzione dello stato democratico, e ogni anno si ritrovano in una località italiana. Se in questa fase l'Arma è fuori dai confini nazionali è per scelta del governo". Ma per il Laboratorio il problema, se così lo vogliamo chiamare, politico evidentemente resta vivo. I giovani pacifisti hanno per tutta la sera rivendicato il diritto a manifestare contro l'esecutivo Berlusconi che domenica sarà rappresentato dal ministro della Difesa Antonio Martino e probabilmente da altri esponenti della maggioranza di centrodestra.Per scongiurare ogni azione il sindaco ha anche promesso che, nel caso in cui il ministro Martino nel suo discorso di saluto dovesse porre l'accento sugli eventi bellici e quindi alla politica del governo, nei giorni immediatamente successivi il raduno dell'Arma manifesterà pubblicamente il suo dissenso prendendo le distanze. Le due azioni di Pasqua ci dicono dunque che il laboratorio il Pane e le Rose domenica mattina non resterà a guardare. Come dimostreranno non è ancora dato sapersi se non che non vi sarebbe alcuna intenzione di arrivare allo scontro fisico. Cosa faranno non rimarrà un mistero a lungo e quasi certamente sarà reso pubblico nei prossimi giorni mentre si fa avanti sempre di più l'ipotesi, che non sarebbe tanto lontano dalla realtà, che domenica a Senigallia potrebbero giungere rappresentanti dei "disobbedienti" da tutta la regione.
di Marcello Pagliari
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Mosaico di Cucchi alla Rotonda

L'opera verra' sistemata davanti al pontile ristrutturato

Visita "privata" per Enzo Cucchi alla mostra sui Della Rovere con sorpresa. A poche ore dal taglio del nastro per l'inaugurazione l'artista aveva già espresso all' assessore alla Cultura Alfio Albani la volontà di vedere la mostra a Palazzo del Duca e ieri è stato accontentato.Enzo Cucchi ha mostrato interesse per tutte le opere esposte ma appena entrato nella sala del trono i suoi occhi sono stati subito catturati dal pezzo più pregiato, e sicuramente tra i più voluti dai senigalliesi, soffermandosi per lungo tempo ad analizzare ogni minimo particolare dell'opera. E' chiaro che stiamo parlando del dipinto di Piero Della Francesca.L'artista è rimasto entusiasta della Madonna di Senigallia, un'opera che già conosceva ma che evidentemente per lui ha un significato molto particolare. Cucchi ha quasi eseguito una radiografia dell'opera che ha osservato con occhi "avidi" per carpire lo spirito con cui Piero Della Francesca ha rappresentato la Vergine con il Bambino.Ma dicevamo che Enzo Cucchi, a spasso per Senigallia, ha anche annunciato una sorpresa.Proprio in questi giorni l'artista ha terminato il disegno di un mosaico che sarà dedicato a Senigallia. E dove posizionare questa opera se non in un luogo simbolo della città? Il mosaico a firma di Cucchi tra pochi mesi sarà sotto gli occhi di tutti davanti alla Rotonda. L'opera musiva, non appena i lavori di ristrutturazione della Rotonda lo permetteranno, sarà posizionata all'ingresso del pontile. Come è noto e come si confà ad ogni artista, il tema del mosaico è ancora top secret per volontà dello stesso Cucchi che però non ha nascosto altre improvvisate artistiche per la nostra città.
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Web-cam al porto, dubbi sulla privacy

Telecamera con zoom e visuale a 300 gradi: verifica del Garante

La linea che segna il confine tra osservare e spiare spesso non viene marcata nella giusta misura ed è quello che potrebbe accadere anche con la web-cam del porto, che lascia solo alla discrezione dell'utente la decisione di limitarsi a guardare il paesaggio oppure entrare in maniera invasiva nello spazio altrui. Gli strumenti infatti ci sono tutti: dallo zoom all'ampio raggio d'azione, fino alla funzione che permette di fotografare, il tutto 24 ore su 24 e comodamente da casa seduti davanti al computer. Ma fino a che punto può spingersi una web-cam? Esistono dei limiti ben precisi, fissati dal Garante per la privacy per la protezione dei dati personali in un decalogo che tra le regole riporta queste due condizioni: "va limitato l'angolo visuale delle riprese e vanno evitate immagini ingrandite".Dubbi sul rispetto del primo punto: infatti la telecamera spazia dal porto, alla spiaggia fino al mare aperto offrendo una visuale di 300°, e poi esiste anche lo zoom per ingrandire. Inoltre le telecamere che trasmettono le immagine in presa diretta sui siti web "devono avere una bassa risoluzione, essere prive di zoom e posizionate ad una lunga distanza dalla zona ripresa".Un esempio: il 2 aprile alle ore 15 una coppia di ragazzi si è scambiata un bacio vicino alla scogliera. Lo zoom ci ha consentito di "rubarlo" e capire che si trattava di persone giovani, di distinguere il loro abbigliamento e focalizzare alcuni particolari come i capelli, ma c'è di più: avremmo anche potuto scattare una foto e conservarla. Tutto ciò oggi si può fare, ma è giusto?La possibilità di scattare fotografie non viene nemmeno contemplata nel regolamento, infatti la violazione della privacy sarebbe in questo caso palese. Chiunque può immortalare un'immagine e, con un semplice programma installato nel proprio computer potrebbe, ingrandirla e renderla nitida.E' lecito che mentre una persona passeggia sulla darsena qualcuno possa "catturarla" in una foto, ma soprattutto è giusto che un'Amministrazione comunale fornisca uno strumento così potente anche ai malintenzionati? Sulla questione farà luce il Garante della privacy che può anche decidere di intervenire d'ufficio chiedendo al Comune, se questo non lo avrà già fatto prima, di modificare gli aspetti non conformi al decalogo e al rispetto della priviacy.Più di un anno fa la questione era stata sollevata dal consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro Cicconi Massi attraverso un'interrogazione, cui ha fatto seguito una risposta negativa, in cui chiedeva se l'amministrazione aveva intenzione di limitare la fruibilità della web-cam. "Chiunque da casa propria non solo può ammirare la città - scriveva il consigliere il 20 gennaio 2003 -, ma mediante questa telecamera, dotata anche di un potente zoom può osservare, se non spiare, ciò che avviene nelle abitazioni private. Dico ciò perché ho potuto provare direttamente e vedere cosa succedeva in alcune abitazioni, per esempio sapere se vi è la luce accesa e quindi se vi siano o meno gli abitanti, controllare l'entrata e l'uscita delle abitazioni".In realtà un limite era stato posto a distanza di un mese dall'installazione, perché inizialmente uno zoom molto potente permetteva di entrare dentro le case e le barche, oggi invece viene utilizzato il 35% della sua potenzialità, livello ancora troppo alto. Resta comunque il fatto che, nonostante i cartelli che segnalano la telecamera, c'è chi evidenzia molte perplessità.
di Sabrina Marinelli
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"Fiumi, pulizia inadeguata"

Gli "ispettori" del Gsa criticano l'intervento della Provincia

Gli "ispettori" del gruppo Società Ambiente passano al setaccio i fiumi Misa e Nevola e definiscono inadeguato l'intervento eseguito dalla provincia. Un giro di controllo voluto sia dal gruppo che dall'associazione Pro Natura Marce. "Nei mesi scorsi sono stati eseguiti da parte di volontari dei lavori di taglio della vegetazione", spiegano."Avvenuto nel tratto della confluenza dei fiumi Misa e Nevola. Nostri soci si sono recati in quella zona documentando gravi carenze nei lavori effettuati".Oltre ad una relazione, che sarebbe già stata inviata alla Provincia di Ancona, gli operatori hanno anche scattato alcune fotografie che sono state messe in rete sul sito www.gsa-senigallia.it Lo scopo di questa perlustrazione era quello di accertare la validità del lavoro svolto lungo i corsi fluviali dell'entroterra senigalliese che da tempo sarebbero diventati meta di passeggiate per gli amanti delle gite all'aria aperta.I due sodalizi sostengono che in molti tratti dei fiumi vi sarebbero "ramaglie e altro materiale ligneo di risulta dei tagli che abbandonati in alveo e nei tratti prospicienti. A questi si aggiungerebbero "la presenza in alveo di tronchi di grandi dimensioni forse lasciati da precedenti piene. Situazioni che sono vietate dalla legge e recano gravi pregiudizi al deflusso idrico in caso di piene, intasando i ponti con grave rischio di alluvione e inoltre riversandosi in mare vengono poi rilasciati in spiaggia con elevati oneri finanziari perla loro asportazíone".Non avrebbe passato il vaglio degli ambientalisti nemmeno le opere di manutenzione della vegetazione. "La potatura delle querce, o meglio taglio dei rami di grandi dimensioni ad altezza d'uomo, molte delle quali contrassegnate dagli organi di controllo con un "no" a vernice rossa con un non meglio identificabile scopo se non quello di realizzare buona legna da ardere".Rilevato anche "il taglio indiscriminato e non selettivo della vegetazione fuori dall'alveo (in alveo invece il taglio deve essere totale, cosa che non è stata fatta), in alcuni casi anche nel tratto esterno dell' argine: senza nessuna giustificazione dato che lo stesso si presenta perfettamente stabile".Giudicata negativamente anche la "presenza di cumuli di terra e ghiaia frammisti a ramaglie rimossi da mezzo meccanico e lasciati nella sponda dell'alveo che in caso di piena verrà asportato dalle acque con rischio di occlusione dell'alveo stesso".Il Gruppo Società e Ambiente e associazione Pro Natura Marche sottolineano di aver" già chiesto alla Provincia di intervenire immediatamente per verificare i lavori e garantire il ripristino di adeguate condizioni di sicurezza. Ribadiamo ancora una volta che siamo favorevoli al contributo dei volontari, che anzi va sostenuto e incrementato ma è necessario definire un disciplinare per regolamentare questi interventi" .
di Marcello Pagliari
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Tre giorni di iniziative

Il weekend pasquale con i Della Rovere e Vincenti

E' arrivata la Pasqua. Si svolgono in questo periodo, anche i riti conclusivi della settimana santa, che precedono la domenica pasquale, momento di festa religiosa, ma anche tradizionalmente legata alle gite, alle scampagnate e all'arrivo dei turisti a Senigallia, che vengono a fare le prove generali, per le prossime e più lunghe ferie estive. Per queste giornate in libertà, come potremo definirle, Senigallia offre a quanti la visiteranno i suoi monumenti aperti e l'ormai famosa mostra legata ai Della Rovere (orari di apertura dalle l0 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19, ndr), ospitata nelle sale del Palazzo ducale.Altra mostra visitabile, al museo d'arte moderna e dell'informazione, che sta invece ospitando nelle sue sale quella dedicata a Carlo Vincenti, che si è collocato all'avanguardia nel settore della produzione artistica "verbo-visiva", dove l'elemento caratterizzante risiede appunto, nell'uso simultaneo della parola e dell'immagine come elementi di un discorso unitario.Momenti, da trascorrere passeggiando in città, nelle sue vie, entrando nei suoi negozi, ma anche sui due lungomare. Per elevare lo spirito e pregare, oggi, giovedì santo, tutte le chiese, a cominciare da quella del Duomo, celebreranno il sacro rito "In coena Domini", in ricordo dell'istituzione dell'eucaristia. (ore 18 in Duomo, ore 17,30 alla Croce), a cui seguirà la veglia di preghiera dalle 21 alle 24. I riti della Pasqua, culminano, pero' il venerdì santo, con la celebrazione della passione del Signore (ore 18 in Duomo, ore 16 alla Croce). Nell' antichissima chiesa della Croce, in pieno centro storido, che custodisce la bellissima pala d'altare "la Deposizione", dipinta da Federico Barocci, è prevista la tradizionale esposizione delle sacre reliquie, custodite da secoli dalla venerabile Confraternita dei Crocesegnati, fra cui spicca un frammento del legno della Santa Croce. Alle ore 16, ci sarà la Via Crucis e alle ore 21,30 la tradizionale processione del simulacro del Cristo morto, custodito sempre alla Croce. Presieduta dal vescovo Giuseppe Orlandoni, la processione partira' dalla storica Chiesa della Croce e raggiungerà, attraverso piazza Roma, corso 2 giugno e porta Maddalena, il Duomo, dove è previsto il saluto pasquale di Sua Eccellenza Giuseppe Orlandoni. Il sabato santo in tutte le chiese, ci sarà la veglia pasquale, che condurrà i credenti allo scampanio della domenica di Pasqua, dove le messe seguiranno in tutte le parrocchie, l' orario festivo.
di Giulietta Bettini
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In giardino "Canti di Primavera"

Iniziativa alla Leopardi che inaugura uno spazio all'aperto da utilizzare a scopi didattici

"Canti di primavera", è il titolo dato alla iniziativa che si svolgerà stamattina alle 11 nella scuola elementare "Leopardi" della direzione didattica Senigallia Sud, per sottolineare da parte dei bambini la gioia di uno spazio rinnovato: quello del giardino dove, d'ora in poi, avranno modo di vivere un po' di tempo della loro giornata scolastica.Grazie alla sinergia di molti: istituzioni, genitori e alunni stessi che hanno contribuito in maniera determinante al progetto di rinnovamento, si è giunti a questo momento speciale, che verrà sottolineato dalla partecìpazìone delle autorità. "La decisione di usare lo spazio esterno a scopo didattico, oltre che ricreativo e socializzante - ha spiegato la dirigente scolastica Angela Leone - si è affermata negli ultimi anni, principalmente in relazione all'educazione ambientale. Insegnare ai bambini la coltivazione, si rivela come una ricchissima esperienza educativa e una grande metafora della vita: imparano a seminare e attendere, a prendersi cura e potare i rami secchi, esercitano doti antiche e sempre utili, come la pazienza, la costanza e l'impegno per il futuro" .Lo spazio esterno a disposizione della scuola elementare "Leopardi" ha un'ampìezza totale di 4.950 metri quadrati: uno spazio pregevole per ampiezza e facilmente accessibile da parte di tutte le classi, ora potrà essere fruito in tutta la sua bellezza, non solo per il gioco libero, ma anche per laboratorio di educazione ambientale, attività motorie, laboratorio di storia. Tra il verde del prato spiccano nuove panchine di legno e un gazebo che funzionerà da aula all'aperto, un orto biologico e una simulazione di sito archeologico. Tutto il resto lo si potrà ammirare durante la giornata di festa a cui "insegnanti e alunni hanno invitato, genitori autorità e la cittadinanza, per vedere come siano robuste le radici ... e per volare sulle ali delle emozioni, grazie ai loro canti.
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Soggiorno con truffa per sette russi

I ragazzi venuti per imparare l'italiano denunciano un connazionale

Sette giovani russi rischiano l'espulsione perché truffati da un connazionale. Nell'Estate del 2001 questi ragazzi si sono iscritti alla scuola "Urs - Centro Studi Internazionale" di Nalcik, una cittadina della repubblica Cabardinia, gestita da Artur Petrovich Kuraschev per apprendere la nostra lingua con la prospettiva, al termine degli studi, di frequentare una scuola professionale in Italia. Tra la Repubblica Cabardinia e la Regione Marche esisteva un accoro bilaterale di scambio e di coorazione - spiega l'avvocato Carlo Canafoglia che assiste i sette russi -. L'Istituto di italiano-russo del Kurascev aveva quell'abilitazione. "Il corso di studi (costato ben 2700 dollari) iniziò nel febbraio 2002 e terminò nell'agosto 2002. L'Istituto russo provvedeva anche all'iscrizione nelle scuole italiane. Il titolare aveva una organizzazione con persone presenti anche in Italia con la quale si occupava dell'iscrizione dei ragazzi alle scuole italiane, di reperire l'alloggio per il periodo di permanenza e di compiere tutto quanto necessario per le loro esigenze". Dopo lunghe attese, e altre versamenti di denaro, i sette sventurati hanno ottenuto il visto ma per turismo e non per studio. "I ragazzi, muniti di regolare certificato d'iscrizione alle scuole italiane, arrivavano a Senigallia nel febbraio scorso, dove venivano a conoscenza che non sarebbero potuti rimanere in Italia oltre la metà di aprile e che il visto d'ingresso per turismo non poteva essere trasformato in visto per motivi di studio, come invece era stato detto loro dal titolare della scuola di Nalcik". Le Autorità Consolari italiane in Russia avevano ritirato ogni autorizzazione al Kurascev ed alla sua scuola di italiano. Così è scattata la denuncia per truffa per il russo mentre per i sette giovani è iniziata una corsa contro il tempo per poter ottenere una modifica del visto per fini di giustizia e rimanere a studiare in Italia.
di ma.p.
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Tredici frazioni "isolate"

Mancano autobus e servizi

Tredici frazioni che vanno dall'autostrada fino a Casine: la terza Circoscrizione è la più atipica di Senigallia, scomposta e poco compatta territorialmente, ma forse anche la meno problematica. Esistono soprattutto questioni legate alla difficoltà del trasporto pubblico per i paesi non adiacenti alla Corinaldese e all'Arceviese, come Roncitelli, Filetto e Grottino. Piccole realtà abitative che si trovano isolate dal tragitto dei bus e che da anni cercano una soluzione al problema del collegamento con la città, ma inutilmente.Tra i vari disagi c'è anche l'onerosa manutenzione di numerose strade interne e la forte espansione edilizia, che porta molti giovani senigalliesi a cercare alloggio definitivo nei quartieri più prossimi alla citta. Ma anche la ristrutturazione artistica di piazze e monumenti storici. Il presidente della Terza Circoscrizione, Valtero Curzi ci aggiorna sulla situazione odierna: "La difficoltà di coprire l'intero territorio delle frazioni con servizi di trasporto pubblico è in via di risoluzione, grazie all'accordo del Comune con le ditte di trasporto. Quindi aumento delle corse e dei tragitti interessati e studio del problema caso per caso, soprattutto guardando agli studenti che ogni giorno si dirigono a Senigallia. Alcune questioni di sistemazione viaria sono state risolte, come via Querciabella, ma sappiamo che il piano di manutenzione delle strade è un processo in corso che necessita di tempi lunghi. Per quanto riguarda i singoli quartieri non riscontriamo necessità di grosse infrastrutture, in quanto ogni nucleo si difende da sé, con le proprie strutture interne, ossia circoli, centri sociali e Acli, che svolgono anche funzioni operative. La piazza di Roncitelli ad esempio, dopo il contenzioso con la vecchia impresa, è stata sistemata indicendo un bando ai lavori. Trattando del tema casa la soluzione è stata trovata rispolverando vecchi piani particolareggiati che incidano positivamente sul notevole sviluppo edilizio di alcune zone, come Borgo Passera e Borgo Catena. Per il Vallone si stanno studiando nuovi piani, per Bettolelle il piano e già attuativo, per Roncitelli è stato approvato e per il Brugnetto è in fase di approvazione e studio".Il Brugnetto sappiamo essere diviso tra il piano regolatore di Senigallia e quello di Ripe, essendo l'unica frazione al confine, con le conseguenti difficoltà, ma per merito della collaborazione degli amministratori del piano di Ripe alle riunioni di quello di Senigallia il futuro guarda a un'omogeneità del paese. "Una preoccupazione e stata quella di Borgo Mulino- continua Curzi -, che dopo la creazione del nuovo ponte Zavatti e la sistemazione di via Giordano Burno si è risolta nel migliore dei modi. Su questo argomento è prevista un'assemblea a breve per verificare l'efficienza del ponte".Rimane aperto il quesito sul destino del campetto di calcio di via Tevere: il Comitato che si creò in difesa del campetto non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione dall'Amministrazione. "Il campetto, costruito nel 77 - spiega Curzi -, era una zona che i vecchi proprietari avevano ceduto al Comune, il quale non lo prese mai ufficialmente a carico. Ora che l'area è stata venduta dai proprietari l'impresa ci vuole edificare. Sta all'Amministrazione ora verificare se l'impegno dei proprietari è decaduto o no".
di Chiara Michelon
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Cantiere-mostro, il Gibas insorge

I bagnini disertano l'incontro con Mangialardi

Il Gibas (l'associazione degli operatori di spiaggia associati alla Confcommercio) diserta l'incontro e attacca l'assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Mangialardi. Nei giorni scorsi l'assessore ha spedito una lettera a tutti i bagnini per invitarli all'illustrazione del nuovo capitolato per la pulizia della spiaggia, appuntamento a San Rocco per ieri alle 15.30. Le altre categorie non sono mancate all'incontro ma l'iniziativa ha fatto andare su tutte le furie il direttivo del Gibas, non tanto per il documento quanto per le modalità."Per otre un anno e mezzo - afferma il residente Gibas Enzo Monachesi - l'assessore Mangialardi ha lavorato gomito a gomito con le associazioni e il risultato è stata la stesura congiunta dell'atto che è già operativo. Cosa deve spiegare se i nostri associati sono già a conoscenza dei contenuti del capitolato? La decisione di Mangialardi non è altro che un modo per by-passare l'associazione e non possiamo accettarlo. E ora che il "peso specifico" del sodalizio venga preso in considerazione". Monachesi punta il dito su altre questioni. "Il Gibas ha chiesto un incontro ufficiale con l'assessore perché, oltre a fare conoscenze con i 67 associati, avremmo voluto discutere di altri problemi".In cima alla "lista nera" il cantiere-mostro della Rotonda che offuscherà il cuore del lungomare per tutta la stagione estiva. Criticato sia dal punto di vista estetico che operativo, i tempi sarebbero stati esageratamente lunghi, il cantiere del sottopasso del Piazzale della Libertà. Ma i problemi non finiscono qui."E' in corso più il "massacro' che la sistemazione del muretto parasabbia. La procedura che viene seguita dalle squadre del comune, e quindi dei Lavori Pubblici, non ha un senso logico. Servendosi dell' idropulitrice gli operai, utilizzando probabilmente un alto numero di atmosfere, staccano l'intonaco e poi anziché ripristinarlo passa l'addetto che lo rivernicia, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti". Capitolo ancora aperto la sicurezza e la tutela dell'igiene sull'arenile."Siamo i primi a favorire la passeggiata serale, magari anche romantica. Se fosse questa la pratica abituale, problemi non ci sarebbero. Invece, e siamo stanchi di ripeterlo, la spiaggia è spesso preda di scalmanati. Nel corso dell'ultima riunione il Gibas ha avanzato richiesta di cofinanziare la spesa per la vigilanza privata come altri comuni vicini a noi (Montemarciano, Falconara, Sirolo e Numana, ndr) hanno fatto. La risposta del sindaco è stata negativa con la "postilla" che il comune si starebbe interessando di un progetto europeo per la videosorveglianza".
di Marcello Pagliari
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Schianto nella notte, feriti cinque giovani

L'incidente a Ponte Rio: una ragazza e' ricoverata in gravi condizioni

Una sbandata improvvisa, l'auto che schizza improvvisamente dall'altra parte della carreggiata. Poi lo schianto. Violento, inaspettato, nel cuore di un sabato notte che in un secondo si trasforma in lacrime e dolore. Cinque persone ferite e una ragazza in gravi condizioni è il bilancio dell'incidente stradale avvenuto sulla Pergolese all'altezza di Ponte Rio di Monterado. Sara Santini, una ragazza di 21 anni residente a Pergola, è stata trasportata d'urgenza all'ospedale di Fano: i medici hanno riservato la prognosi per la gravità delle ferite riportate nello schianto.Sulle dinamiche dell'incidente stanno indagando i carabinieri di Senigallia, ma dalle prime ricostruzioni sembra che la Nissan Almera su cui viaggiava la ragazza assieme a G.VE., di 66 anni anche lui residente a Pergola, abbia improvvisamente sbandato, andando a finire dall'altra parte della corsia proprio mentre sopraggiungeva un'Opel Tigra con a bordo tre ragazzi di Fano.Lo schianto è stato inevitabile e tremendo. All'arrivo dei soccorsi le cinque persone coinvolte erano ancora all'interno delle auto letteralmente distrutte nell'impatto.L'equipe sanitaria del 118 arrivata sulla Pergolese con due ambulanze ha immediatamente cercato di stabilizzare i feriti che apparivano più gravi. Sara Santini e R.E, un giovane fanese di 18 anni, che e stato trasportato anche lui nel nosocomio della sua città per le lesioni riportate nell'incidente. Ne avrà per venti giorni.Dieci giorni di prognosi invece per il sessantaseienne che viaggiava nella Nissan, mentre gli altri due amici, R.A.A. e I.E., entrambi fanesi e di 18 anni, sono stati ricoverati in osservazione. Se la caveranno con qualche graffio e con tanta paura.Lo schianto frontale è avvenuto poco dopo le 2.30 della notte fra sabato e domenica: nel giro di pochi minuti due lunghe file si sono formate da una parte e dall'altra della Pergolese e c'è voluto l'intervento delle forze dell'ordine per dirottare il traffico nelle strade parallele, mentre i vigili del fuoco cercavano di liberare la strada dalle auto coinvolte nel tremendo incidente.Il fine settimana non è stato facile anche a Senigallia: diversi gli incidenti stradali che si sono registrati nel corso della notte di sabato. Il più spettacolare, per fortuna senza feriti, è avvenuto sulla Statale alle 3.30. Una Seat Ibiza, condotta da S.T., 27 anni residente a Mondolfo, è andata improvvisamente a schiantarsi contro una Opel parcheggiata ai margini della carreggiata.Nell'urto la macchina è schizzata al centro della strada, ma per fortuna non ha causato altri incidenti stradali. Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia e i vigili del fuoco. Illeso il conducente della Seat Ibiza, che nell'impatto è andata praticamente distrutta.
di M.Teresa Bianciardi
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Giornata dell'ordine pubblico

Verra' promossa dagli esponenti di Alleanza nazionale

I consiglieri di Alleanza Nazionale hanno presentato al Consiglio comunale una mozione su "Misure ed interventi per la promozione della sicurezza locale", chiedendo un maggiore dispiegamento di forze dell'ordine nel territorio. Per prevenire e reprimere la criminalità e la promozione, di una "Giornata dell'ordine pubblico e della sicurezza" che An festeggerà domenica. "Dedicheremo questa giornata - dichiarano Massimo Bello, Gabriele Girolimetti e Lucio Massacesi -, a quanti sono impegnati per difendere la pace: forze dell'ordine, civili e associazioni di volontariato". Per domenica e' in programma un convegno, alle 11 presso l'auditorium San Rocco, nel corso del quale, verrà presentata e spiegata la "Legge Fini contro ogni droga", e al quale parteciperanno gli esponenti comunali, provinciali e regionali di An, e l'onorevole Filippo Ascierto, responsabile nazionale del Dipartimento "Sicurezza" di An e componente della Commissione "Difesa" della Camera dei Deputati. Nell'occasione verrà lanciata una petizione per sostenere il disegno di legge "Tolleranza Zero",che prevede la messa al bando di qualsiasi tipo di droga vietandone non solo lo spaccio ma anche il consumo. Di fronte al fenomeno in continua crescita, i consiglieri hanno chiesto alla Giunta municipale di intraprendere nelle scuole e in tutti i luoghi di aggregazione giovanile una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle conseguenze devastanti del consumo di sostanze stupefacenti. "Senigallia è una fucina di tossicodipendenti - conclude Massacesi - e bisogna intervenire per fermare questo fenomeno dilagante".
di s.m.
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Nel far-west degli ingorghi tra multe e soste selvagge

In centro va in scena il caos, la protesta dei senigalliesi

Traffico in tilt in centro storico di Senigallia nel giovedì più caotico degli ultimi tempi, con ingorghi che hanno paralizzato la circolazione nella tarda mattina di ieri. In un clima da "far west" gli automobilisti di Senigallia si sono contesi i pochi posteggi disponibili nel giorno del mercato, infilandosi in tutta fretta, e i meno fortunati hanno abbandonato la vettura alla prima occasione utile, davanti al portone di un palazzo, nei posteggi per i disabili o addirittura in doppia fila, senza il minimo scrupolo. Qualcuno ha pensato bene di lasciare la macchina anche in curva ostruendo completamente il passaggio con la solita scusa di una breve sosta, ma una manciata di minuti è stata sufficiente a surriscaldare gli animi di chi ha dovuto attendere il ritorno dell'automobilista indisciplinato. In altre zone è andata meglio ma chi era alla guida ha dovuto improvvisare uno slalom molto ardito per schivare le vetture parcheggiate selvaggiamente e in parte sporgenti.E' bastata l'ansia da pargheggio introvabile per scatenare il caos, soprattutto nelle vie Pisacane, Fratelli Bandiera, Carducci e Cavallotti, in una giornata già molto intensa normalmente per via del mercato, con molta gente in circolazione pochi parcheggi disponibili perche' occupati dalle bancarelle, e se poi aggiungiamo le regolari operazioni dei corrieri per scaricare le merci nei negozi del centro e il tempo incerto che ha provocato il ricorso in massa alle automobili le conseguenze sono presto dette. Grande dispiegamento di forze da parte della Polizia municipale, con dieci unità operative nei punti di traffico intenso per sbloccare gli ingorghi e ripristinare la regolare circolazione viaria. E non sono mancate le multe. "E' stata una mattinata molto intensa - conferma il tenente Paolo Moscatelli -soprattutto per i parcheggi selvaggi che ci hanno dato molto da fare". Ma a fioccare non sono state le multe, che non sono comunque mancate, bensì le lamentele dei cittadini stanchi di una situazione che si ripete puntualmente ogni giovedì, ma non solo, e che ieri ha raggiunto l'apice per il loro livello di sopportazìone."E' impossibile andare avanti così - commenta Marco Mandolini -, c'è troppa confusione, mancano i posteggi e le automobili sono parcheggiate ovunque creando disagi. Io dopo tanto girare ho trovato un posto nella zona del Porto".I senigalliesi, che ormai hanno capito l'antifona, non tentano nemmeno di arrivare in centro. "La macchina l'ho lasciata fuori dal centro e sono venuto a piedi - dichiara Reza Sadjedi -. Quello dei parcheggi e un problema serio e molto sentito". C'è anche chi ammette di aver ceduto ad una soluzione non proprio convenzionale. "Non ho trovato parcheggio - dichiara Giorgio Ottaviani -, però prima di lasciare la macchina mi sono assicurato che non desse fastidio a nessuno. Ormai di giovedì bisogna mettersi in testa di lasciare l'automobile a casa".Ma il giovedì non è che il giorno dell'esasperazione per un problema costante sette giorni, su sette: "I parcheggi sono un disastro ogni giorno - afferma Ugo Peruzzi -, così come la viabilità, per non parlare poi dei provvedimenti contro l'inquinamento. Secondo me qui da noi lo smog non è un problema perché se davvero lo fosse cosa dovrebbero dire al nord e in quelle città tipo Milano?" Parcheggi, viabilita' e iniziative per contrastare l'inquinamento sono argomenti che tra loro si intersecano e rimanendo in tema di mobilità ne manca un altro all'appello: il trasporto pubblico. "Sono veramente contrariata sulla decisione di tagliare le corse extraurbane - dichiara Francesca Ceccarelli di Ostra -, sapendo di non trovare parcheggio il giovedì vengo sempre in autobus però questo ridimensionamento del servizio ha creato disagi a chi proviene dall' entroterra".
di Sabrina Marinelli
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Pacco bomba, e' falso allarme

Famiglie evacuate e chiusa via Cimabue alla Cesanella

"Ci spiace dovete uscire dalle vostre case e allontanarvi il più possibile". Così i carabinieri hanno evacuato 4 famiglie di via Cimabue alla Cesanella per lasciare operare gli artificieri del l'Arma. Quasi tre ore di tensione l'altra sera nel quartiere artigianale per un allarme bomba. Tutto e' iniziato poco dopo le 19.30 quando il padrone di un furgoncino è ripartito da piazza Simoncelli. Il mezzo era parcheggiato poco distante dalla sede dei Ds. Giunto a casa a due passi dagli uffici dell' Edra, l'uomo ha notato un pacco rosso avvolto in una busta riportante ideogrammi cinesi e così, ricevendo risposte negative dai familiari sulla provenienza del pacco, ha chiamato il 112. I militari dell'Arma hanno fatto intervenire gli artificieri. Intorno alle 22 è stato attivato il "classico" robot. Nel frattempo le uniche 4 famiglie che risiedono in zona sono state allontanate. Alle 23 il pacco è stato aperto. Dentro c'era un vecchio amplificatore e un biglietto con la scritta: "Non conviene ripararlo, costa troppo". Una vicenda risoltasi per fortuna in un bluff ma che ha dimostrato l'attenzione con cui i carabinieri operano sul territorio.
di ma.p.
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Da "Forma" la ricetta per il rilancio

Un progetto di marketing territoriale per le imprese della valle del Misa e del Nevola

Un accurato progetto di marketing territortale per risanare il tessuto economico del comprensorio delle valli di Misa e Nevola quello presentato martedi dalla società Forma e dalla Camera di Commercio di Ancona. Grande partecipazione di amministratori locali, imprenditori, sindaci e dirigenti scolastici, che hanno ascoltato con attenzione l'indagine e la mappatura delle realta economiche suddivise per settori attuata da Mediacamere.Augusto Bocchini, presidente della Camera di Commercio: "Pensato appositamente su questa area di 11 comuni e rivolto all'elaborazione di strategie di potenziamento e apertura all'estero, il progetto ha l'obiettivo strategico di ascoltare il territorio, accogliendo suggerimenti e consigli soprattutto da enti locali e associazioni di categoria, per permetterci di avere una visione d'insieme". Ed è Andrea Belluni (Mediacamere) ad esporre l'analisi sulle peculiarita del territorio, focalizzando l'attenzione sugli specifici comparti produttivi, quindi Tac (tessile, abbigliamento e calzaturiero), meccanico, legno, plastica e agro-alimentare. 9.000 le imprese presenti nel comprensorio di cui un 27% artigianali, con un forte tasso di densità territoriale (un'impresa per otto abitanti), stagionali a parte, 75.000 abitanti, ossia il,16,6% della provincia di Ancona.I punti di forza delle piccole e medie imprese del comprensorio sono numerosi: la multisettorialità, quindi il dinamismo, le ìnfrastrutture e la prossimità al porto e all'aeroporto, l'accesso al credito facilitato dal legame stretto con le piccole banche, le aree attrezzate (Ostra e Corinaldo) che rappresentano l'opportunità di uno sviluppo endogeno, la qualità eccellente della vita nel territorio, l'internazionalizzazione e la buona propensione all'export delle aziende. Ma a queste doti si affiancano punti deboli da aggredire e combattere, come la managerialita' statica e poco innovativa, la carenza di un sistema viario adeguato, la scarsa forza contrattuale, la spietata competitività sui mercati, la poca cultura della formazione del capitale umano, le risorse umane poco qualificate.Quattro le linee di intervento per lo sviluppo indicate da Belluni: "Strategie di internazionalizzazione, cultura d'impresa, sistema creditizio e infrastrutture". Il vice presidente alla Provincia Giancarlo Sagramola termina: "Lo scenario e' più critico che mai per noi, abituati a subire in ritardo la crisi e ad agganciarci alla ripresa grazie alla nostra innata duttilità. Si potrebbe ipotizzare una cabina di regia delle imprese e la scelta di alcuni settori trainanti per tutti gli altri. La nostra società é come un ponte sostenuto da tanti pilastri: la forza si misura con la resistenza di tutti i pilastri, anche di quelli piu' deboli".
di Chiara Michelon
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Campi del Ponterosso, gare a tre

Ma l'assessorato decide di "blindare" il nome del vincitore

Il bando per la gestione dell'impianto sportivo del Ponterosso non è stato sospeso, si è infatti svolta regolarmente ieri mattina l'apertura delle buste contenenti le offerte delle società interessate. Tre le concorrenti che hanno presentato la domanda per accedere alla gara d'appalto e si tratta della Uisp Senigallia, Circolo Tennis e Corradini. La seduta non si è pero conclusa con l'aggiudicazione dell'incarico alla società che ha ottenuto il maggior punteggio, calcolato sula base dei parametri previsti dal bando, ma è stata aggiornata. Incerti i motivi che hanno portato il Comune a non concludere l'iter in un'unica seduta, forse il sindaco ha deciso di accogliere l'appello lanciato dai consiglieri comunali di AN Bello, Girolimetti e Massaccesi che, in un'interrogazione presentata lunedì, hanno chiesto di effettuare una verifica sul caso denunciato dal precedente gestore, sospendendo nel frattempo il bando.La U.S. Pallavolo Senigallia, per due anni gestore dell'impianto sportivo, ha presentato il 25 marzo una nuova istanza di proroga per la concessione della struttura, dopo il diniego alla stessa richiesta inoltrata a settembre. Il presidente della società, Ernesto Tassi, ha infatti riscontrato alcuni passaggi irregolari nella procedura con cui il sindaco e il dirigente del servizio sport hanno negato la proroga. Forse proprio per approfondire la questione, e verificare se effettivamente gli atti amministrativi indicati dalla U.S. Pallavolo Senigallia siano viziati, l'amministrazione potrebbe aver deciso di mantenere in "stand by" la conclusione della gara, in attesa di chiarire la vicenda.
di S.M.
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"Con meno vacanze si riduce il turismo"

Gli operatori bocciano la proposta di "tagliare" le festivita'

Decisamente contrari gli operatori turistici e commerciali di Senigallia, di fronte all'idea avanzata dal premier Silvio Berlusconi al convegno della Confcommercio che prevede la riduzione delle festività in eccesso. Scopo della proposta, che ha alle sue spalle lo slogan "meno tasse meno ferie", è quello di spingere in avanti l'economia e aumentare così il prodotto interna lordo.Albergatori, ristoratori e baristi della riviera senigalliese non sono tuttavia dello stesso parere. "Non sono di certo un economista, saranno studiosi ed esperti del settore a dare un giudizio reale della situazione economica del paese, - afferma Giorgio Girolimini del ristorante Bano - ma a mio modesto parere non sono certo le festività a creare preoccupazione. Mi allineo in pieno a quando riportato dalla stampa fino ad oggi per cui le strategie economiche da intraprendere sono ben altre e non la riduzione dei ponti. Facendo poi un paragone con gli altri paesi ci accorgiamo che esistono solo due festività in più in Italia rispetto agli Usa e non penso che siano dunque queste ad incidere realmente"Dello stesso parere è il gestore del bar pizzeria Palapye Daniele Mancini: "Non è affatto vero che siamo il paese in cui si lavora meno, non credo inoltre che due giorni lavorativi in più siano la soluzione ideale; tanto più per noi del settore turistico che vediamo proprio nei giorni di festività i momenti di maggiore entrata."Prendiamo ad esempio un anno come questo - continua Mancini - in cui ci sono già di per se pochi ponti, non mi sembra utile andare ad appesantire la situazione eliminandone addirittura qualcuno".Contrario alla proposta del premier è anche il titolare dell'Hotel Bologna Gianni Bellagamba il quale afferma: "Se togliamo l'opportunità di vacanza si riduce ovviamente anche l'affluenza turistica. Sostengo che non sia un'idea eccezionale, basti pensare alle prenotazioni che già abbiamo per il periodo delle festività pasquali, che cosa ne sarebbe dei turisti se per il prossimo anno fra le festività in eccesso si considererebbe anche pasquetta?". Commenti sfavorevoli anche da parte di Rossana Montesi del bar Sailors Club e di Tatiana Baldoni del bar L'incontro la quale dice: "Il settore turistico e ricettivo basa le sue maggiori opportunità d'entrata proprio sulle festività e sui ponti lunghi, almeno fino a quando non si entra nel vivo della stagione è un'assurdità quindi eliminarle o ridurle".Tale ricetta non sembra convincere nemmeno Riccardo Carlini del bar omonimo che sostiene: "Non sarebbe una buona cosa per la categoria, basta guardare la differenza della mole di lavoro fra i giorni settimanali e il fine settimana; è proprio durante i week-ends che la gente si dirige maggiormente verso le stazioni turistiche e balneari, figuriamoci quindi eliminare proprio ponti o festività, per noi sarebbe senza dubbio una perdita". Laura Barbaresi invece, sempre del bar Carlini, vede nella proposta anche un lato positivo: "Lavorare di più in un periodo di crisi come questo, porterebbe nelle famiglie maggiori entrate che, a loro volta, avrebbero la possibilità di spendere in un secondo momento. E' come una catena del resto".Minimizza invece Paola Casagrande del Bar Cesare la quale afferma: "Ma si tratta pur sempre di un'idea, di una battuta all'interno della quale non sono state precisate con certezza le date delle feste da eliminare o i ponti festivi da ridurre, è ovvio però che in tal caso il settore turistico avrebbe meno occasioni lavorative". Insomma valutazioni diverse, ma che confermano una bocciatura della proposta di "taglio" alle festività, visto anche l'ottimismo diffuso tra gli operatori da questo inizio di primavera.
di Silvia Argentati
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Casa, diritto negato a troppi

La leva dell'Ici per tentare di mettere sul mercato immobili sfitti

"Se è fondata l'analisi per cui non c'è sufficiente offerta di abitazioni a canone concordato e se si inventa uno strumento per attivarla, il fatto che ciò agisca solo sui punti terminali del sistema non equivale ad una condanna all'inefficacia. Anzi se quei "padroncini" che oggi preferiscono tenere chiuse le loro case e quei giovani, o anziani, o immigrati che oggi trovano solo porte sbarrate trovassero un soggetto "terzo", ma non estraneo, che riuscisse a svolgere una funzione di collegamento, perché non immaginare che dalle remote periferie del sistema possa partire un movimento di riattivazione delle convenienze tale da produrre un traffico di talenti, che altrimenti sarebbe paralizzato?". I limiti e i valori di esperienze come "Agenzia Casa", il senatore Domenico Rosati, che ha rappresentato la Caritas italiana, li ha riassunti così.Un convegno promosso dalla Agenzia Casa di Senigallia, i cui lavori sono stati aperti dal vicepresidente Fabrizio Petrolati e continuati dal sindaco Luana Angeloni e dall'assessore ai servizi alla persona Giuseppina Massi, seguiti dagli interventi del dottor Domenico Rosati, del sindacalista Claudio Omiccioli dell'Organizzazione sindacale Sicet-Inquilini e per concludere è stata posta all'attenzione dei numerosi presenti, l'esperienza della Fondazione per l'affitto di Cesena, portata dall'assessore alle politiche sociali del comune romagnolo, Elide Urbini."La casa è un bisogno centrale - ha esordito il sindaco Luana Angeloni - per garantire la qualità della vita delle persone, eppure è un diritto negato ad una fascia sempre più ampia di cittadini". Ha iniziato così il sindaco Angeloni, che ha ricordato come la natura turistica di Senigallia faccia sì che l'affitto estivo ad alta rendita, esaurisca l'offerta rendendo praticamente indisponibile un patrimonio immobiliare enorme. Ha sottolineato, quindi, come aumenterà l'Ici per le case tenute sfitte, che salirà fino al 9 per mille e come invece si ridurrà a zero, per chi affitterà la seconda abitazione all'Agenzia per la casa.E' spettato invece, all'assessore Giuseppina Massi raccontare l'ideazione e la nascita dell'Agenzia Casa. "Nell'edilizia pubblica tre sono le cose nuove - ha esordito Claudio Omiccioli del Sicet-inquilini - La soppressione della Gescal come fonte di edilizia pubblica, la liberalizzazione degli affitti e il decentramento delle problematiche della casa alle Regioni. Tre elementi che comportano un ripensamento in materia". Interessante l'esperienza di Cesena illustrata dall'assessore Urbini. "Attualmente gestiamo 162 appartamenti, tra privati e comunali. I canoni sono leggermente contenuti rispetto al mercato, a fronte delle garanzie che offriamo ai proprietari. Garanzie anche per gli affittuari, comunque e solo pochissimi sfratti per morosità".
di Giulietta Bettini
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Malattia rara ma niente medicine

Per una donna un'odissea durata dodici anni

Dodici anni per scoprire di avere una malattia rara e alla fine anche la beffa di doversi pagare l'unico farmaco in grado di evitare che possa aggravarsi. E' la vicenda di una donna senigalliese, protagonista suo malgrado di un calvario che ha conosciuto le tappe più dolorose di chi, di fronte a un problema di salute, non riesce a trovare qualcuno capace di dare una risposta certa, facendola invece passare da un ospedale all'altro e lasciandola sola con la propria sofferenza.Fino a poco piu' di un mese fa, quando finalmente un medico di Roma è arrivato a scoprire la sua malattia, semplicemente andando a rivedere un esame clinico compiuto tempo addietro. "Cistite interstiziale" è stata la diagnosi. Malattia cronica e rara, che può essere sopportata solo con alcuni farmaci specifici, di quelli definiti "salvavita" e perciò esenti da costi. Questo teoricamente, perchè al contrario nelle Marche tali medicine non sarebbero comprese tra quelle non a pagamento.La vicenda della donna inizia appunto dodici anni fa, con i primi disturbi alle vie urinarie, come "un pallone che esplode di fuoco", racconta. Siamo nel 1992 e d'allora inizia la battaglia per scoprire la causa di quei dolori, ogni giorno, ogni momento più forti. "Ho subito interventi chirurgici inutili - racconta - ho fatto esami e visite mediche specialistiche a decine, da cui sono uscita con diagnosi sempre diverse, compresa quella che faceva risalire tutto a problemi di depressione". Una strada tutta in salita, durante la quale ha perso il lavoro e visto andare in frantumi il proprio matrimonio."Ho riempito uno scatolone di pareri, referti, lastre e la mia anima di dolore, soprattutto per le umiliazioni subite", prosegue.Così fino al 20 febbraio scorso quando finalmente riesce a conoscere la sua malattia: cistite interstiziale. A scoprirla è il professor Mauro Cervini dell'ospedale generale zona "San Carlo" di Roma, che prescrive i medicinali indispensabili ad affrontare la malattia. "Medicine senza alternativa, ma che nelle Marche non rientrano tra quelle esenti da pagamento, cosa che invece mi risulta avvenga in altre regioni - denuncia la donna - Ora mi vengono concessi solo sotto la responsabilità del dirigente di zona dell'Asl. Ma se un giorno dovesse cambiare, cosa accadrebbe? Come farei a sostenere una spesa così elevata per farmaci che per me sono salvavita?".
di Vincenzo Olivieri
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Telestreet vince la sfida

Disco Volante esempio delle Tv di strada

Il telespettatore, schiavo del programma, dovrà ribellarsi e dire "Cara televisione, se mi vuoi vendere qualcosa, allora mi paghi"."Eterea 2004", non è stato però, soltanto questo, ma molto, molto di piu'. L'incontro delle televisioni di strada a livello nazionale, che si è svolto a Senigallia, concludendosi nella mattinata di ieri ha messo in luce un forte mediattivismo, la nuova modalità di essere in movimento e di fare comunicazione, che si riproduce ad altissima velocità, malgrado l'assedio delle politiche di sicurezza e delle logiche di proprietà. Eterea 2004 è stata anche il luogo per mettere a punto delle strategie atte a contrastare il "tristissimo progetto", come hanno definito i vari comunicatori succedutisi all'incontro delle telestreet, la legge Gasparri, sulla comunicazione.Senigallia, è stata scelta per la libera comunicazione, proprio grazie alla storia delle sua Tv di quartiere ideata da Enea Discepoli e che si chiama Disco volante Tv. "Non è poi così diversa dalle altre - ha detto il suo fondatore già impegnato in un campo comunicativo nuovo, l'arte-terapia per i suoi dis-abili frequentanti il suo Studio Zelig - se non fosse per il fatto che il 19 settembre 2003 è stata sigillata dal Ministero delle telecomunicazioni e che oggi non può ancora trasmettere"."Si è approfittato di Senigallia, divenuta un simbolo per i mediattivisti - ha continuato Enea Discepoli - per fare incontrare esperienze tecniche e esperienze teoriche. Tutta questa ragnatela che avvolge il pianeta è in grado di condizionare qualsiasi cosa, dalla politica all'economia, in fondo, oggi,che cosa è la Tv se non un mezzo per condizionare le menti, rivolto ad un consumismo liberista e avido? Le telestreet vogliono riportare questo livello mediatico di comunicazione ad un'umanità che si è persa, vogliono ricostruire voci solidali attraverso i loro coni d'ombra e formulare una proposta di spazio pubblico della comunicazione rivolto alle forze sociali, come è avvenuto ad esempio in Olanda".
di Giulietta Bettini
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Via Bruno, la rivoluzione continua

Il Comune risponde agli attacchi della minoranza sulla nostra viabilita'

La rivoluzione della viabilità in via Giordano Bruno sta portando i risultati sperati. Lo ribadisce in una nota il Comune che risponde ai dubbi del consigliere di An Massimo Bello. "L' amministrazíone comunale - si legge nel documento - è costretta a ribadire per l'ennesima volta alcuni concetti ormai noti ma evidentemente non ancora compiutamente afferrati dal consigliere. Il Comune di Senigallia sta attualmente prendendo in carico dalla ditta Arcom, con cui esiste una convenzione in vigore, le opere di sistemazione del primo stralcio di Via Giordano Bruno. La stessa ditta sta attualmente provvedendo a sistemare e/o ripristinare alcune situazioni che necessitavano di aggiustamenti"."Come è sempre stato sostenuto - prosegue il Comune -, trattandosi solamente del primo stralcio funzionale, tutte le modifiche ritenute opportune sono apportate - e continueranno ad esserlo anche in futuro - al termine di un necessario periodo di verifica e assestamento. Quanto all'attuale riempimento con terra delle aiuole delle rotatorie e delle fioriere esistenti, il consigliere Bello avrebbe dovuto conoscere da tempo la previsione di questo intervento, - dal momento che è stato votato in Consiglio comunale"."Detto questo - conclude la nota -, l'amministrazione ribadisce la più grande soddisfazione per l'intervento realizzato in quest'area, che ha portato a un evidente miglioramento della viabilità sull'intera zona. Proprio tutti -ad eccezione del consigliere Bello, che sembra intenzionato a continuare la sua lotta con i mulini a vento - si sono accorti che l'ingresso ovest della città è ora decisamente migliorato, risultando esteticamente migliore e soprattutto più funzionale e organizzato"."Si ricorda infine che nei prossimi mesi saranno completate tutte le altre opere previste nella zona, come la ricostruzione del ponte Portone e la realizzazione della rotatoria all'intersezione tra strada Arceviese e Corinaldese, quest'ultima a carico della Provincia con un cofinanziamento comunale. Nel prossimo anno ci sarà comunque spazio per tutti gli altri interventi che risultassero eventualmente necessari".
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