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Senigallia, inaugurazione della mostra “Etty Hillesum. il cielo vive dentro di me”

Sabato 25 gennaio 2020, ore 18.00, Chiesa dei Cancelli

BCC Ostra e Morro d\'Alba - Albanostra - Sussidi alla famiglia
La chiesa dei Cancelli di Senigallia

Un pomeriggio all’insegna di Etty Hillesum, quello di sabato 25 gennaio, quando alle ore 18.00 all’auditorium ‘Chiesa dei Cancelli’ di Senigallia sarà inaugurata la mostra “Etty Hillesum. Il cielo vive dentro di me”.

Presentata con grande successo all’interno dell’ultima edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli di Rimini, non è una mostra “su” Etty Hillesum, ma una mostra in cui si dà voce a Etty, in cui lei racconta il periodo della sua esistenza che va dalla prima pagina del Diario, datata 8 marzo 1941, fino al 7 settembre 1943, giorno in cui la Hillesum e la sua famiglia verranno caricate su un convoglio e trasferite ad Auschwitz – Birkenau, dove padre, madre e fratello, come lei, troveranno la morte. L’altro fratello, il musicista Mischa, morirà invece a Varsavia, costretto a lavori forzati che non gli daranno scampo.

Attraverso tre parti, due scritte e quella centrale con un video, la mostra documenta ciò che accade ad Etty: innanzitutto il lavoro su di sé iniziato con lo psicoterapeuta Spier e la sua “grande presa di coscienza di sé” che la porta a riconoscere in lei Dio, la sorgente imperitura della propria umanità; nei mesi centrali del 1942 avviene un salto nella coscienza della donna, che comincia a capire di dover assumersi la responsabilità di fare con tutti ciò che Spier ha fatto con lei.

È l’amore il filo rosso dell’esperienza di Etty Hillesum, un amore che lei vive andando volontariamente nel campo di transito di Westerbork, un amore pieno di condivisione nei confronti della gente con cui sta nel campo e di cui vede la disperazione. Il suo è uno sguardo più ampio, sebbene estremamente lucido. Anche a questo livello la Hillesum testimonia qualcosa di nuovo, una vita nuova, che chiama un nuovo umanesimo, già presente dentro il male della guerra e della tragica persecuzione razziale.

La mostra resterà aperta fino al 2 febbraio, la mattina per le scuole, il pomeriggio 16.30 – 19.30, sabato e domenica anche 10.30 – 12- 30. E sabato 25 gennaio sarà presentata da una dei curatori, Claudia Munarin.

Le parole e le immagini che descrivono questo percorso biografico, troveranno uno straordinario ed inedito completamento con le musiche di Dimitri Shostakovic e Mischa Hillesum (fratello di Etty).

Sono il violoncellista Alessandro De Felice e la pianista Ilenia Stella a renderci partecipi di
questo percorso musicale che parla, con intensità, di quanto Etty scrive e vive nella sua breve vita.

Shostakovic rappresenta musicalmente – dice Ilenia Stella – quello che Etty ha vissuto nel campo di concentramento: resistenza, sguardo profondo verso la vita e serio per quanto si stava realizzando e ciò che si poteva realizzare ancora, di positivo, nonostante tutto. Penso ad Etty che studia filosofia fino al giorno prima di morire e a Shostakovic che resiste nella terribile dittatura sovietica, diventando un ‘gigante’, distruggendo la visione del mondo di Hitler e Stalin grazie alla potenza della sua musica, restando lì dov’era. Quella che proporremo è un’opera giovanile del 1934, eseguita per la prima volta insieme al suo amico violoncellista Rostropovich. Sembrerebbe una composizione tardo romantica, ma in realtà il terzo movimento – il Largo – prelude più degli altri la sua vera indole compositiva. Atmosfere, larghe, profonde e meditate, estremamente sofferenti che sono l’essenza vera della sonata. Vedo questo uomo e questa donna esseri umani resilienti, veri nei confronti della vita, tanto più nei loro tempi così tragici. Inutile dire, poi, cosa possa rappresentare eseguire il Preludio di Mischa, proprio mentre inaugureremo l’esposizione dedicata a sua sorella Etty”.

Nella stessa occasione, saranno presenti il vescovo diocesano, Franco Manenti, il sindaco Maurizio Mangialardi e Amos Zuares, della comunità ebraica, per celebrare insieme alla cittadinanza la ‘Giornata della memoria’.

Ingresso libero.

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