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Il discusso libro su merito e competenza presentato a Senigallia

Ad Arvultùra sarà presente Mauro Boarelli, autore di "Contro l'ideologia del merito"

Libro Boarelli

Merito, competenza, competitività, capitale umano, valutazione. Sono termini ormai entrati nel lessico comune.

Parole che compongono quella narrazione tossica che in pochi decenni ha trasformato profondamente la nostra società, colonizzato le menti, a partire dal trionfo del concetto di meritocrazia. L’idea che, a fronte delle crescenti disuguaglianze, si tratta di mettere tutti sullo stesso livello e poi far sì che “vinca il migliore”, cioè “il più meritevole”facendo finta di non sapere che in un contesto sociale profondamente classista, a “vincere” sono coloro che hanno i mezzi economici per emergere.

Sono alcuni dei temi presenti nel libro di Mauro Boarelli “Contro l’ideologia del merito”, edito da Laterza, che verrà presentato a Senigallia allo Spazio Autogestito Arvultura venerdì 24 gennaio alle ore 21.15. L’autore ne discuterà con il critico letterario e saggista Massimo Raffaeli.

Attraverso la disamina della nefasta ideologia meritocratica, Boarelli mette in risalto il processo di “aziendalizzazione” che ormai da molti anni sta attraversando la nostra società. Pochi giorni fa ha destato scalpore il rapporto dell’Istituto comprensivo del Trionfale, a Roma, in cui si evidenziava la differente composizione sociale di due istituti, da una parte ragazzi provenienti da famiglie facoltose, dall’altra quelli di estrazione sociale popolare..

Nel volume si ricorda un fatto analogo accaduto sempre nella Capitale e a Genova, quando due prestigiosi Licei in una scheda di autovalutazione avevano sottolineato come le due scuole non avessero “disabili, immigrai, e persone di origine sociale modesta”.

Esempi di come il nostro sistema educativo sia ormai condizionato da una logica competitiva, incentrata sui valori liberisti.

Ma a dimostrazione che il processo abbia dato vita ad una “società di mercato”, il saggio di Boarelli analizza altri settori della vita quotidiana, a partire dalla sanità.

Un testo che ha fatto e sta facendo discutere. La presentazione di venerdì a Senigallia sarà una preziosa occasione per confrontarsi su questioni rilevanti e di estrema attualità.

Mauro Boarelli (Macerata 1962), vive e lavora a Bologna dove si occupa di progettazione culturale presso un ente pubblico.. Collabora con la rivista “Gli Asini” diretta da Goffredo Fofi.

Commenti
Solo un commento
aras 2020-01-23 11:20:50
La questione del Merito si presta senza dubbio all ambiguità. La presentazione così esposta, pone il discorso nell' irrilevanza. E' sacrosanto premiare chi lavora con competenza e impegno. Se è vero che le classi sociali più benestanti hanno più possibilità di emergere, è anche vero, che chiunque può farlo se accompagnato adeguatamente, o semplicemente lo vuole. Obama ne è l' esempio più conosciuto. Non mi sembra fosse figlio di ricchi. Volere è potere. Le competenze si acquisiscono non solo per scolarizzazione ma soprattutto per passione, per volontà. Il mese scorso ho invitato un Marocchino che per la prima volta ha suonato alla mia porta. Non compro mai, ciò che non mi serve, non alimento traffici dubbi, ma tendo la mano e accolgo, condivido ciò che ho. La seconda volta che è passato, mi ha semplicemente chiesto un pasto caldo. Parlando con lui, come con tanti altri, l' ho accompagnato a comprendere che se vogliono evolvere, avere un posto nel loro paese, devono far studiare i loro figli, ha convenuto con me.... E' la conoscenza che rende liberi, anche di servire gli altri. C' è chi non regge la competizione, ma se c'è volontà e impegno, prima o poi viene premiato, anche se "non rende" come un altro. Il Merito sganciato dalla redditività è un atto di giustizia. Io premierò sempre il merito. Ai miei figli spero di non lasciare tanti soldi, ma la possibilità di meritarsi un posto nella propria società, con le capacità che hanno, espresse al meglio. Chi non punta al merito, campa per il merito degli altri....troppo comodo, ne ho di esperienze e di volti di persone che si imboscano piuttosto di non lavorare, che fanno il minimo per essere più prestanti nel tempo libero.... ne sono proprio convinta....dobbiamo vivere con merito. Se poi abbiamo poche capacità e c' è chi ne ha più di noi ... non possiamo pretendere che agli altri non vengano riconosciuti migliori. Dobbiamo aver gioia se ci sono persone migliori di noi. Evviva il merito.
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