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“Massima attenzione per il Misa a Senigallia…sicuri ci sia stata?”

Interviene il Coordinamento dei Comitati Alluvionati: "5 anni dopo, ecco la situazione"

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Fiume Misa, argine Marazzana

Come abitanti di Senigallia siamo ormai abituati a vedere manifestazioni organizzate del “venerdì per il futuro” e de “la domenica delle passeggiate naturalistiche per il fiume”, ecc…. Certo tutte ottime iniziative, a cui va la nostra piena condivisione.


Oggi però riteniamo che occorra dire la nostra sul fatto che alcune zone del bacino idrografico del Fiume Misa-Nevola non vengono “battute” a causa della totale inaccessibilità dovuta all’incuria in cui si trovano.

Pertanto sabato mattina 30 novembre siamo tornati nelle suddette zone “armati” di machete e decespuagliatore a vedere lo stato di conservazione delle opere rifatte subito dopo la rovinosa alluvione del 2014, proseguendo poi fino agli interventi realizzati sugli argini.

Qualcuno aveva assicurato “massima attenzione per il Misa”, ma purtroppo, nonostante questo abbiamo riscontrato un’incuria ed un degrado mai visto.

Le parole non riescono a spiegare lo sconforto che abbiamo provato nel vedere che in alcune zone nulla nulla è stato fatto, in particolare nella località Marazzana…. Le foto allegate parlano da sole e rendono meglio l’idea della situazione attuale.

Addirittura i lavori di “tappatura” tane sono stati eseguiti rinnovando gli argini e dopo aver posizionato le reti, tra l’altro nemmeno ricoperte, gli animali rimasti imprigionati all’interno hanno riaperto le falle.

La domanda che ci poniamo è su come mai gli argini non sono stati rifatti alla stessa maniera per i due lati del fiume?

Le portelle, che in caso di piene dovrebbero svolgere la funzione di valvole, sono ostruite e rimangono per metà impossibilitate ad aprirsi. Perché?

Aspettando risposte alle nostre perplessità e, ricordando che le stesse domande verranno poste il prossimo 02 dicembre in occasione dell’assemblea del contratto di Fiume alla presenza dell’assessore regionale Sciapichetti, aggiungiamo per ora solo la parte finale della famosa poesia:
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Da
Coordinamento dei Comitati Alluvione 2014

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