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“Contro di me accuse risibili, censura a pareri su legge anti-stalking e fake news diffamanti”

Davide Stasi risponde alle dichiarazioni di Beatrice Brignone: "Criticare una legge non è qualcosa di illegale o immorale"

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Davide Stasi

Leggo su internet che Senigallia Notizie parla di me e della mia proditoria e ingiustificata esclusione dal convegno “La violenza: alla ricerca del carnefice”. Nel farlo, riporta le dichiarazioni della Sig.ra Beatrice Brignone, secondo cui io sarei uno che “offende sempre le donne”, uno “contro la legge sullo stalking” e che sia stato autore di un “pesante post su Lucia Annibali”.

La prima accusa è risibile. Che vuol dire “offende sempre le donne”? Soprattutto a che pro dovrei fare una cosa del genere? Basta un pizzico di buon senso, e una gran quantità di propaganda in meno, per rendersi conto che una frase così non ha alcun senso logico. Secondo Brignone io avrei speso tempo in ricerche e produzione contenuti solo per offendere le donne… In realtà l’ho fatto e lo faccio per analizzare tutti i meccanismi con cui un intero sistema manipola i disagi femminili traendone vantaggi politici ed economici, schiaccia e annichilisce la figura maschile e, alla fine, alimenta una guerra insensata tra uomini e donne. È solo in quel tipo di scenario che si può leggere come sensata la frase di Brignone. Altrimenti altro non è che una sciocchezza.

Sulla seconda accusa ritengo opportuno precisare che sì, ho una posizione fortemente critica sull’attuale legge anti-stalking. Ed è una posizione argomentata e comprovata da più di tre anni di attività, quasi mille articoli, libri e convegni (l’ultimo proprio ad Ascoli Piceno di fronte a una platea di avvocati familiaristi), fatti e dati. Brignone tuttavia parla della mia posizione con indignazione, come se criticare una legge fosse qualcosa di illegale o immorale. Ricordo a Brignone e a Senigallia Notizie che soltanto nei regimi totalitari non è consentito criticare una legge. Che qualcuno decida arbitrariamente cosa si possa criticare o meno è cosa che può definirsi in un modo solo: fascista. Esattamente come la censura che ho subito rispetto alla mia partecipazione al convegno di San Benedetto del Tronto (così come di tante altre occasioni precedenti).

Quanto alla seconda accusa, Brignone evidentemente ambisce a entrare nel già affollato gruppo delle persone che ho querelato per diffamazione. Ella infatti riprende una fake news, già dimostrata tale, diffusa da La Repubblica l’8 settembre scorso. In quel contesto è stato pubblicato un mio post di Facebook dopo averlo alterato, con lo scopo di farmi passare per uno che deride le donne sfregiate con l’acido (nel caso in questione l’On. Lucia Annibali). Si tratta di una mistificazione palese, di cui La Repubblica spero verrà chiamata a rispondere in tribunale. In sua compagnia, con buona probabilità, ci sarà anche Beatrice Brignone, che con le sue dichiarazioni ancora diffonde falsità a danno del mio nome.

Chiunque voglia approfondire non solo la sporca vicenda de La Repubblica, ma anche i retroscena all’olio di ricino della mia esclusione dal convegno di San Benedetto del Tronto, non ha che da andare sul mio blog (www.stalkersaraitu.com) e leggersi gli articoli più recenti. Ma se una delle sue pagine posso consigliare di leggere, è quella dove espongo il “manifesto” del blog (https://stalkersaraitu.com/perchequestoblog/). Dopo averlo letto, sarà possibile a chiunque valutare se quanto accaduto è l’esclusione di una persona inappropriata o un vergognoso bavaglio posto sulla bocca di un opinionista sicuramente scomodo, ma documentato e in buona fede.

da Davide Stasi

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