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Inaugurata in Calabria una mostra dedicata al fotografo senigalliese Mario Giacomelli

L'esposizione, aperta fino al 21 agosto, racconta il rapporto instauratosi tra l'artista e il musicista Giuseppe Ranieri

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Mostra su Mario Giacomelli

Importante appuntamento culturale in Calabria per ricordare l’incontro tra uno dei fotografi più conosciuti al mondo, Mario Giacomelli, e il più grande suonatore di zampogna calabrese, Giuseppe Ranieri.

Si è infatti aperta il 16 agosto, presso il Teatro auditorium-ex scuola in piazza Berlinguer di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ), la mostra fotografica “Mario Giacomelli e Giuseppe Ranieri: un incontro tra arte e umanità”.

La storia di questo straordinario incontro di due straordinarie personalità artistiche la racconta Marco Lion che, nel 1984 e nel 1985, per una decina di giorni, portò Mario Giacomelli a fotografare la Calabria.

«Risale all’ottobre 1985 l’incontro tra Giuseppe Ranieri e Mario Giacomelli: prima in campagna tra gli animali, le “canne” e gli otri di pecora conciati per costruire le “ciarameddhe”, poi a cena, con tutta la famiglia Ranieri, nella loro casa a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio. A quel minuto Dioscuro, e alla sua famiglia, Giacomelli ha dedicato molti scatti, di fatto l’unica sequenza fotografica del suo lavoro calabrese. Per Giacomelli fu un incontro che ricordava sempre con un affetto misto a commozione per quel piccolo contadino musicista che non comprendeva quando parlava in dialetto ma che capiva benissimo quando incrociava i suoi occhi o quando ascoltava la sua musica».

Sono 20 le fotografie di Giacomelli esposte a Sant’Andrea. Testimonianza dell’ultima, potente, presa di contatto con il Sud che Giacomelli aveva fotografato per l’ultima volta ormai più di venticinque anni prima.

Racconta Marco Lion: «Un Giacomelli ancora alla ricerca di paesi, atmosfere, persone, animali, muri, vicoli, luci e ombre da fermare e rimodellare secondo le proprie sensazioni ed emozioni, servendosi della macchina fotografica.

Partito con in testa la dimensione sospesa, quasi onirica delle sue “Storie di terra” e delle sue foto di Scanno e Peschici, Giacomelli incontra un’antichissima civiltà e un territorio affascinante ma ormai sopraffatti dallo scempio urbanistico e dall’omologazione culturale.

“In Calabria non vedi, ma senti” diceva.

Sentiva la profondità, la forza delle persone conosciute durante quel viaggio, l’umanità degli incontri avvenuti, la bellezza di quella terra, di quei paesi che mostravano un passato di fatica, povertà e dignità e un presente di miseria, omologazione e abbandono.

Sarà solo attraverso la poesia “Il canto dei nuovi emigranti” di Franco Costabile che Giacomelli riuscirà a collegare quello che aveva vissuto e le situazioni colte con l’obiettivo e, finalmente, a trovare “il senso delle assenze della Calabria”».

Mercoledì 21 agosto, sempre a Sant’Andrea Apostolo allo Jonio, si terrà un convegno e la proiezione del docufilm “Una storia di vita” dedicato al musicista Giuseppe Ranieri.

Quella raccontata dal docufilm del musicista e docente Danilo Gatto è la storia dell’amore per la musica di cinque generazioni, e la storia di vita, cui accenna il titolo, è quella raccontata dalla voce di Giuseppe Ranieri, straordinaria figura di musicista e di maestro di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ).

La proiezione, introdotta da Danilo Gatto e dal sindaco di Sant’Andrea, Nicola Ramogida, sarà preceduta, alle 18.00, da un convegno con la partecipazione dell’antropologo Paolo Apologo, dell’on. Marco Lion, amico e compagno di viaggio di Mario Giacomelli; dell’insegnante Sergio Di Giorgio; dell’antropologo Stefano De Matteis e del regista Eugenio Lijoi.

Quella della famiglia Ranieri è una vera e propria “dinastia” di suonatori e costruttori di zampogna, che procede dalla fine dell’Ottocento, ma che risale ancora più indietro. Una storia che continua ancora oggi nelle generazioni successive, sia pure lontano dalla Calabria, nella nuova realtà delle Langhe (Piemonte) a causa dell’emigrazione.

Viaggiando tra storie, ricordi, mitologie e fatti di vita, viene ricostruito il mondo che ruotava intorno alla zampogna a chiave, centro della cultura musicale della zona che dallo Ionio catanzarese risale verso le Serre, di cui Giuseppe Ranieri, insieme al fratello Saverio, è stato certamente, fino ai primi anni 2000, il più grande esponente. Dotato di grandissima capacità tecnica ma soprattutto di un’umanità aperta e contagiosa, ha suscitato intorno a sé non solo l’ammirazione dovuta ad una grande maestro, ma l’affetto e la devozione dei tanti che, mossi originariamente dall’interesse musicale, hanno trovato nella sua casa un luogo dove crescere, imparare, maturare dei valori più attuali e necessari che mai.

La mostra fotografica “Mario Giacomelli e Giuseppe Ranieri: un incontro tra arte e umanità” è in corso fino al 21 agosto presso il Teatro auditorium-ex scuola in piazza Berlinguer, Sant’Andrea Apostolo allo Jonio.

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