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“Il bar dell’ospedale chiude dal 16 agosto del 2019. Riaprirà?”

Comitato difesa dell'Ospedale: "Sempre peggio per i pazienti del nostro nosocomio"

Caparol Marche Color 2 - La soluzione per eliminare la muffa - Mondolfo
Il Comitato Cittadino a difesa dell'Ospedale

Sono ormai anni che i dipendenti Ospedalieri non hanno più la mensa aziendale, al contrario di Fabriano e Jesi, che addirittura ne ha rinnovata una e con grandi inaugurazioni pubbliche e mediatiche di Marini, Ceriscioli e altri consiglieri Regionali come Giancarli.

Più di 206 mila pasti l’anno a degenti e dipendenti del polo ospedaliero “CarloUrbani”, oltre ai presidi sanitari e residenziali di Area Vasta 2, per un investimento di unmilione e 250 mila euro.

L’Ospedale di Senigallia invece è forse un Ospedale di Serie B? e i suoi dipendenti sanitari, tecnici e amministrativi non hanno diritto ad un pasto dopo aver fatto il loro turno di lavoro?

Evidentemente la risposta a queste domande è SI, l’Ospedale di Senigallia e i suoi lavoratori non hanno gli stessi diritti degli altri dipendenti dell’Area Vasta 2. . La realtà è che le risorse sanitarie infermieristiche e mediche sono poche, si risparmia perché poi i dirigenti debbano spartirsi i premi per il risultato raggiunto: raggiunto sulla pelle dei malati, questo deve essere chiaro.

Ora a questa “chicca” vergognosa si aggiunge la chiusura del Bar Interno dal 18 Agosto prossimo.
E chissà come faranno i pazienti che necessitavano di piccole necessità che trovavano all’ interno, per non parlare dei loro parenti che nel corso della loro assistenza vi accedevano di corsa per essere sempre vicini ai loro cari.

Facciamo un esempio che in questo periodo estivo va molto di moda ed è molto dibattuto dal Sindacato infermieristico Nursind e dal Comitato Cittadino: l’accesso di un paziente al Pronto Soccorso, generalmente accompagnato da uno o più familiari che viene identificato dal Triage con un codice verde.

I familiari ed il paziente lo sanno anche i muri debbono sostare generalmente per l’organizzazione messa in campo dai dirigenti dalla 6 alle 10 ore, e non si vengano a portare esempi contrari che ci saranno certamente ma che si contano sulle dita di una mano, e NON CERTO PER DEMERITO DEGLI OPERATORI CHE VI LAVORANO, anche questo deve essere chiaro.

Quindi come possono garantire attenzione al loro caro se non hanno la possibilità di accedere ad un vicino locale, in questo caso un Bar, dove servirsi di acqua, cannucce,tovaglioli e dispositivi anche personali per uomini, donne e bambini, etccc..

Ora con la chiusura del Bar dovranno lasciare solo il familiare, uscire dall’ospedale a piedi perché dentro non ci sono stalli di parcheggi a disposizione, andare non si sa dove per comperare le necessità impellenti e tornare. Comodo No?

Tutto questo perché oltre ad un affitto troppo esoso che la ditta vincitrice non può ottemperare si è passati dai circa 300 malati giornalieri del 1990 ai circa 180 del 2019. Perdendo 7 Reparti tra cui l’Oculistica e l’Otorinolaringoiatria si sono persi degenti e posti letto, aumentati anche per la perdita di quelli della Gastroenterologia nel luglio 2018 e ad oggi non si sa bene se riattivati o meno.

Inoltre sono state declassate le Unità Operati complesse di Oncologia, Fisioterapia, Radiologia e Laboratorio Analisi e anche questo ha disaffezionato l’arrivo di pazienti che in tempi passati accedevano al nostro Ospedale anche dalla città di Ancona.

Così invece perdendo i clienti il Bar non poteva reggere.

Inoltre ci sta cuore, e molto, anche la sorte delle 3 lavoratrici che ad oggi non sanno se riavranno l’apertura del luogo di lavoro (bar) e se saranno riconfermate nel loro ruolo.

Noi su questo aspetto vigileremo attentamente

Comitato difesa dell’Ospedale

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