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Gli negano l’imbarco sul volo Palermo–Ancona: colpa della batteria della carrozzina

La stessa compagnia aveva imbarcato il dispositivo nel volo di andata; “Umiliati ed abbandonati a noi stessi”

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Negano l’imbarco da un senigalliese nel volo Palermo –Ancona

Un nuovo caso di discriminazione perpetrato da una compagnia aerea ai danni di un disabile. Protagonista suo malgrado Michael Baioni Bechtol, ragazzo disabile paraplegico, costretto a muoversi su una sedia a rotelle che si è visto negare il biglietto aereo per la tratta Palermo-Ancona a causa della batteria al litio che alimenta la sua carrozzina.

A rendere ancor più paradossale la vicenda il fatto che la stessa compagnia aerea Volotea, per la tratta Ancona – Palermo gli aveva tranquillamente fatto imbarcare il dispositivo senza rimostranza alcuna.

Michael ha deciso così di rivolgersi agli avvocati Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini dell’Unione Nazionale Consumatori – Marche per chiedere giustizia. Il dispositivo al centro della controversia è la batteria al litio che alimenta il dispositivo di motorizzazione della carrozzina. Lo stesso Canafoglia sottolinea che “ Sul dispositivo non è indicato il voltaggio, ne dispone di una certificazione che ne attesti la potenza, circostanza che può indurre il personale aeroportuale a rifiutare per motivi di sicurezza l‘imbarco della batteria”.

Il punto nevralgico della questione però è un altro, ovvero come riferito dallo stesso Baioni, assiduo viaggiatore, di fronte a tale evenienza solitamente se il personale della compagnia aerea ritiene che il dispositivo non possa viaggiare sul velivolo allora si lascia a terra la parte in questione della carrozzina e si imbarca solo la sedia a rotelle priva del kit di motorizzazione; tralasciando le non poche conseguenze negative che si porta dietro questa circostanza (gli spostamenti diventano infinitamente più faticosi) stavolta invece il personale dell’aeroporto di Palermo ha ritenuto lasciare a terra, in balia degli eventi Baioni e la sua famiglia.

Lascia interdetti la diversità di protocollo della medesima compagnia all’aereoporto di Ancona: Baioni si presenta al check-in per le procedure di imbarco e chiede di imbarcare la batteria al litio del sistema di motorizzazione della carrozzina: il tutto avviene senza problemi.

La spiacevole disavventura accade però all’aeroporto di Palermo, prima di imbarcarsi sul volo del ritorno.
Michael giunge in aeroporto 2 ore prima della partenza ed esibisce all’assistente al check-in la batteria al litio della carrozzina chiedendo l’autorizzazione all’imbarco. Da lì in poi inizia uno “scarica responsabilità” che coinvolge svariate figure:l’addetta al check-in contatta il responsabile check-in, per chiedere l’autorizzazione all’imbarco della batteria.

Il responsabile check-in controlla la batteria e riferisce di dover chiedere informazioni agli uffici competenti, invitando i passeggeri a rimanere in attesa. Dopo un’ ora di inutile attesa lo stesso Baioni propone la possibilità di lasciare a terra la batteria, in custodia al servizio deposito aeroportuale o alle forze dell’ordine, dove sarebbe stata poi prelevata da persona di loro fiducia, ma riceve risposta negativa dal responsabile check-in.

Dopo altri 30 minuti di attesa Baioni si avvicina di nuovo al check-in per chiedere se la batteria al litio possa essere imbarcata. Il responsabile check-in nega l’imbarco della batteria. Baioni chiede di essere imbarcato senza la batteria al litio, che avrebbe depositato presso la stazione dei Carabinieri presso l’aeroporto, dove una persona di sua fiducia si sarebbe recata per ritirarla. L’addetto al check-in solo a questo punto acconsente.

Il problema sembra a questo punto risolto. Mentre la compagna ed il figlio minore attendono al banco check-in, Baioni va alla stazione dei Carabinieri (che dista 20/30 m dal banco check-in), ove lascia in deposito la batteria per essere riaccompagnato senza la batteria dopo neanche 5 minuti al banco check-in da un Carabiniere.
Appena tornato al check-in, chiede di imbarcarsi ma il responsabile comunica la chiusura dell’imbarco.

A nulla sono valsi i tentativi di Baioni di insistere per essere imbarcato, anche alla luce del fatto che alcuni loro amici che viaggiavano con loro e che avevano effettuato il check-in alcuni minuti prima, erano ancora in attesa al gate di imbarco, in quanto il volo era in ritardo. Riferiranno poi queste persone che l’imbarco al gate avveniva alle ore 20.10 e che il volo partiva alle ore 20.20: di fatto non vi era alcun motivo ostativo per imbarcare Michael, mancando ancora 40 minuti alla partenza dell’aereo.

Ormai rassegnato, vista l’irremovibile decisione del responsabile check-in e la totale assenza di assistenza, Baioni è costretto a prenotare un nuovo volo. Il primo volo disponibile è la mattina seguente con un’altra compagnia aerea, con destinazione Roma Fiumicino anziché Ancona. Baioni non avendo alternativa prenota il nuovo volo e vista l’ora e non ricevendo alcun tipo di assistenza, è “costretto” a dormire in aeroporto con la compagna ed il minore.
La mattina dopo si imbarca sul volo autonomamente prenotato e giunge a Roma, dove li aspetta un familiare per riportarli a casa in macchina. Michael giunge ad Ancona il 9.6.2019 alle ore 15.30 invece che l’8.6.2019 alle ore 21.30.

L’Avv. Canafoglia dell’UNC ha inviato reclamo alla compagnia aerea richiamando il legittimo risarcimento del danno ed ha informato del caso l’ENAC e la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, affinché effettuino tutti gli accertamenti necessari nei confronti della compagnia aerea ed adottino i provvedimenti opportuni al fine di evitare il ripetersi di simili gravi eventi.

Sono stati informati della vicenda anche il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nonché il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, perché si interessino al caso, che si pone in antitesi con la notoria ospitalità siciliana, peraltro in danno di un viaggiatore disabile innamorato della terra di Sicilia, che è risultata essere Regione di pregio per accessibilità e fruibilità dei servizi per i disabili per il perdurare di tutto il soggiorno. “Siamo stati profondamente umiliati per il trattamento che abbiamo ricevuto io ed i miei familiari”.

Baioni insieme all’Avv.Canafoglia chiede  una regolamentazione che tuteli e normi le persone che si trovano a dover viaggiare con carrozzine motorizzate. Ad oggi infatti, al riguardo, è presente una vera e propria voragine normativa che deve essere “riempita” autonomamente dalle stesse compagnie che, a quanto pare, le applicano in maniera del tutto arbitraria.

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