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Domenica 16 giugno a Senigallia presentazione del libro “Quello che so di lei”

Il volume, scritto da Anna Pia Giansanti, sarà al centro dell'evento in programma alle 18.30 presso la Rocca Roveresca

Albergo Bice - Nuova sala convegni - Hotel e ristorante - Senigallia
"Quello che so di lei"

La storia d’Italia, dalla Grande Guerra agli anni Sessanta, raccontati attraverso l’umana vicenda e gli scritti di sua zia Anna Caggiano, è quanto narrato nell’ultimo libro della storica dell’arte Anna Pia Giansanti.

Il libro verrà presentato domenica prossima, 16 giugno, alle ore 18.30 nel cortile della Rocca Roveresca a Senigallia.

Sono ormai note le ricerche condotte dall’autrice su importanti e poco conosciute figure femminili, dalla Maddalena a Angelica Catalalani, passando per Santa Monica e il mito delle Sirene. Anna Caggiano è una donna dalla spiccata personalità che fu crocerossina, poetessa, scrittrice e giornalista, ma fu soprattutto una donna di scuola. Ebbe una brillante carriera: da modesta ma combattiva maestra, divenne ispettrice scolastica e, grazie al suo profondo amore per l’infanzia, rivestì il ruolo di presidentessa dell’ONMI. Fu pure una donna del Fascio e, anche per questo, morì dimenticata.

Di Anna si scrisse: “E’ una donna che ha sentito attraversare il cuore da tutte le fiamme sublimi: quelle del dovere, del lavoro e dell’amore, della carità e del sacrificio ed ha vissuto e vive quelle del dolore, profondamente”. Anna Pia, in questo volume ricostruisce il ritratto di una sua omonima antenata che anticipò i tempi con l’attualità del suo pensiero e seppe imporsi in una società tutta al maschile, sovvertendo quella che, all’epoca, era considerata la figura femminile ideale. Alle parole, spesso critiche, dell’Anna di oggi si alternano quelle dell’Anna di ieri, e la lettura di entrambe spinge a riflessioni sui diversi temi trattati ma soprattutto risveglia immagini del passato, vividamente narrate.

L’opera vuole ricordare Anna Caggiano, ma vuol essere un omaggio ai fanciulli indigenti, “figure invisibili” che lei ha tanto amato, ed alle maestre ed ai maestri che furono i veri pionieri del progresso morale e civile d’Italia.

 

da: Ventura Edizioni

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