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Il progetto “Dopo di Noi” presentato al Rotary di Senigallia

E' intervenuta Sonia Sdogati, del Giardino dei Bucaneve

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Sonia Sdogati

Il Giardino dei Bucaneve presenta il progetto Dopo di Noi al Rotary Senigallia.


“Dove abiterà e quale sarà il futuro di nostro figlio diversamente abile quando noi genitori non ci saremo più?” A questa e ad altre importanti domande, nel corso di un approfondito incontro organizzato dal Rotary club Senigallia, ha risposto la Sig.ra Sonia Sdogati che da vent’anni presta servizio come educatrice presso il Centro Socio Educativo Riabilitativo Diurno per disabili Romita di Ostra Vetere e, dal 2012, è presidente dell’Associazione di Volontariato Onlus – Il Giardino dei Bucaneve.

Dopo l’introduzione del presidente Learco Perini, la relatrice ha illustrato l’attività svolta dalla Onlus mettendone in luce i tratti essenziali. Nato nel 2009 dalla passione e dalla volontà di un gruppo di famiglie unite da un comune desiderio, il Giardino dei Bucaneve ha lo scopo di tutelare i diritti delle persone diversamente abili, offrire una soluzione ai loro problemi donando aiuto e sostegno concreto anche alle famiglie; attraverso l’impegno profuso dai volontari, l’Associazione si fa promotrice di iniziative culturali, formative e ludiche al fine di evidenziare il valore della diversità e promuovere i principi della solidarietà e dell’amicizia.

Negli ultimi anni – ha proseguito Sdogati – il principale obiettivo dell’Associazione è stato quello di coinvolgere ed informare cittadini e territorio riguardo il progetto Dopo di Noi; la Legge n.112/2016 infatti, ha finalmente fissato le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave e prive di sostegno familiare. Anche grazie a questo, nell’aprile del 2018, è stato inaugurato a Serra de’ Conti l’appartamento Dopo di Noi, prima realtà di questo genere sia regionale che nazionale e punto di riferimento per tanti nuclei familiari in difficoltà.

L’appartamento, come prevede la legge, può ospitare fino ad un massimo di cinque persone e, oltre a rappresentare una risposta concreta per le famiglie, vuole abituare i ragazzi diversamente abili al graduale distacco dai propri cari con l’obbiettivo ultimo di arrivare ad una loro completa autonomia.

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