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A Senigallia la mostra “In viaggio col Piccolo Principe: non si vede bene che con il cuore”

Al via sabato 27 aprile: le opere dell’artista jesina Elisa Latini saranno ospitate a Lione e Ancona

Archivio comunale, Biblioteca Antonelliana

Taglio del nastro sabato 27 aprile alle 17. 30 nei locali della Biblioteca Antonelliana di Senigallia per l’esposizione d’arte itinerante dell’artista jesina Elisa Latini, con un percorso artistico – tattile ispirato a “In viaggio col Piccolo Principe: non si vede bene che col cuore” dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry.

La presentazione dell’evento sarà arricchita da un momento recitativo – musicale grazie al Reading “Il Violino e la Rosa” a cura di Beatrice Gregorini. Con Beatrice Gregorini e Lucia Di Pompeo voce e Pamela Rosato al violino). Un progetto pensato come mostra itinerante con attività correlate dI laboratori e workshop che si sta componendo di più date.

A luglio 2019 sarà ospite dell’Association Nationale des Aveugles et Déficients Visuels (UNADEV) a Lione città natale di Saint Exupéry grazie al coordinamento con la curatrice Florence Rovidati della Dauphin’sonArt Roma. A dicembre 2019 saranno le sale del Museo Statale Tattile Omero di Ancona a incontrare le sculture, e sono in corso di definizione altre date a Roma, Venezia e Londra.

La Latini pensando l’arte come patrimonio senza frontiere ha scelto di adottare il linguaggio tattile per arrivare al cuore di piccoli e grandi, vedenti, ipovedenti e non vedenti, diversamente abili.

Partendo dalla frase del libro “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi” si inoltra simbolicamente in un percorso di conoscenza che richiama la magia del sentire ma anche dell’immaginare. Il vedere di ipovedenti e non vedenti passa attraverso le mani, ai vedenti sarà chiesto di chiudere gli occhi e di toccare le opere, per avvicinare la loro percezione alla diversa abilità.

La Latini ha fedelmente seguito lo spirito dell’opera narrativa preferendo riprodurre nelle sue sculture soprattutto bambini, perché “Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini (ma pochi se lo ricordano)”. Il progetto è stato sostenuto da Gail Hagglund di Itaca Polverigi.

Le opere scultoree sono state realizzate in terracotta gres e porcellana con smalti prodotti con materie prime sperimentazione dell’artista. Per la parte pittorica è stato utilizzato l’ecoprinting colorati con pigmenti naturali vegetali rielaborati con pastelli policromi e tempera all’uovo su supporti in carta, canapa, lino e cotone.

Ufficio stampa Elisa Latini

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