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Cecilia Riginelli a Luca Pagliari: “Dispiace e irrita vedere sminuito l’impegno dei giovani”

Lettera aperta al giornalista dopo un suo post su Facebook, critico verso la proposta del Premio Nobel a Greta Thunberg

Luca Pagliari

Conosco Luca Pagliari da quando avevo diciotto anni e lui qualcuno di più e già da allora erano evidenti le sue capacità di intrattenitore, era un ragazzo creativo e pieno di simpatia, originale e arguto. Poi, come succede molte altre volte, ci siamo persi di vista.

Lo ritrovo dopo molti anni come giornalista radiofonico e della carta stampata ma, soprattutto, divulgatore nelle scuole in cui viene a parlare ai ragazzi di temi sociali molto importanti con apprezzabili risultati.

Quello che non credevo invece è che evidentemente lui pensa che i ragazzi stessi non siano capaci di orientare le loro stesse vite e scelte in base alle proprie convinzioni personali, che le loro idee non siano genuine e che quello che fanno abbia valore solo se guidato dagli adulti, magari proprio da lui.

È di domenica 17 marzo un suo post su Facebook che vedo attraverso una persona a me vicina sulla manifestazione di venerdì 15 marzo a Senigallia e nel mondo, il Climate Strike iniziato dalla sedicenne Greta Thunberg e che adesso ha trovato moltissime adesioni ovunque.

Una sintesi di qualunquismo, provincialismo, paternalismo e discredito: “mi sono documentato sulla svedesina Greta, bello il suo impegno, ma il Nobel? Che c’entra il Nobel?” una “brava ragazza” che però potrebbe essere “un eroe costruito in laboratorio”, caduta in un “trappolone mediatico” e nelle mani del “marketing”.

Insomma, Greta adolescente manipolata emblema della gioventù scioperata che gongola per una giornata di seghino invece che andare a pulire in spiaggia la domenica mattina così come il buon Luca sperava di vedere.

Stento a credere che sia lo stesso Luca che dice ai nostri ragazzi quanto sia importante stare dalla parte giusta. Dispiace e un po’ irrita vedere sminuire un impegno dei giovani come non si vedeva da anni, una presa di coscienza che parte proprio da una di loro e che viene trattata come semplice disimpegno.

Ma forse, come dicevo, è proprio questo il punto. Evidentemente ai ragazzi non si perdona di aver voluto fare qualcosa da soli, senza il patrocinio di nessuno. Questi ragazzi ci vogliono mettere con le spalle al muro, credo sia tempo di prenderne atto.

Con la consueta amicizia
Cecilia Riginelli

Commenti
Solo un commento
cooki 2019-03-20 08:36:01
o magari la verità sta nel mezzo.
Può anche essere facile, preferibile, più appagabile, credere alla genuinità 100% piuttosto che approfondire le reali dinamiche della storia di Greta.
Saremmo tutti contenti se davvero fosse tutto "VERO".
Il facile entusiasmo è più appagante.
Con questo non voglio insinuare niente perchè non ho alcuna informazione, ma concordo sul fatto che rinunciare alla scuola in mezzo lla settimana è certamente più facile che alzarsi la domenica mattina per svolgere un servizio utile concretamente e perseguire un credo vero.
I ragazzi hanno tanto di buono, vanno certamente spronati a tirarlo fuori, ma lascirsi entusiasmare troppo facilmente da questa iniziativa senza che non segua niente di concreto, non aiuta nessuno
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